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Splendere di luce propria

La nostra identità non può più essere oscurata dagli altri

Lun 30 Mar 2015 | di Alberico Cecchini | Editoriale

La luce, che meraviglia! La luce ci attrae, ci rassicura, ci riempie di vita. Ma cos’è la luce? Sembra una delle cose più banali del mondo: premiamo un interruttore e voilà si accende la luce. Ma pochi sanno che la natura particolarissima della luce è ancora oggi uno dei più grandi misteri della scienza.

Infatti, la luce è contemporaneamente materia ed energia. Proprio come la vita stessa. La luce fa nascere, crescere, maturare e fiorire. Come l’amore. Senza il quale rimaniamo immaturi e insaziabili come buchi neri. Allora molte altre luci ci attraggono e confondono. Luci artificiali, su schermi grondanti di violenza e materialismo, per convincerci in ogni momento che l’amore non esiste.
Come possiamo tornare alla verità? Alla vera vita? Come non vediamo nulla nell’oscurità, così non vediamo la verità senza amore. Ma allora l’amore vero dove lo troviamo? Non tanto nelle persone, quanto nella nostra natura profonda che è tutta da scoprire. è lì che dobbiamo fare luce. Affinché l’amore che c’è in ognuno di noi si accenda.

Siamo creati per risplendere, non per girare come zombie per le città. ‘Paradossale’ è che tutti vogliono questo e tutti non possono a causa degli altri! Allora liberiamoci da tutti, profondamente. Solo così potremmo brillare della nostra luce personale e testimoniare che ciò è possibile. Per poi sostenere gli altri a fare altrettanto.


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