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Nina Zilli: Amo il metal e il Quartetto Cetra

La musica, Sanremo, la solitudine e la tv

Lun 30 Mar 2015 | di Boris Sollazzo | Interviste Esclusive
Foto di 3

I lunghi capelli neri, la voce che è una dolce frustata, capace di modularsi su toni alti e sul reggae con la stessa facilità, il viso tanto splendido quanto particolare. Nina Zilli è uno di quei gioielli che brillano naturalmente, quasi senza accorgersene, capace di un’empatia, emotiva e creativa, immediata. Tre album, un successo (Cinquantamila) che abbiamo cantato tutti, ora un lavoro più maturo, intimo, completo. L’ultimo Sanremo arrivato fino alla serata finale. E il sogno del cinema e pure la tv, che le riesce, anche quella, naturalmente bene. 
In tuta, poco prima della finale di Sanremo, l’abbiamo incontrata. Naturalmente bella, anche senza il vestito da sera che avrebbe mozzato il fiato a tutti poche ore dopo. E si è resa disponibile a raccontarci la sua ultima fatica. E a raccontarsi.
 
Sola. Ma la verità è che lei non lo è mai o sbaglio?
«è vero, tra duetti e gruppi mi piace sempre lavorare con gli altri. E infatti Sola, la mia canzone, il primo singolo del mio ultimo album che ho portato a Sanremo, parla di questa nostra società in cui troppo spesso ti capita di essere sola, anche in mezzo a tanta gente. E lo ammetto, è una canzone molto autobiografica e per me è inevitabile che sia così: se mi siedo al piano o prendo in mano la chitarra e poi comincio a inventare, non so mai dove finirò. Avevo di fronte questo testo e ho capito di dover incontrare me stessa per riuscire a esserne all’altezza».
 
E cosa ha trovato?
«Una donna che non ha paura della solitudine, che troppo spesso viene esposta come un mostro, un totem spaventoso. E invece ho capito che si può affrontarla come qualcosa di positivo, confrontarsi con lei con coraggio e viverla in tutti i suoi lati migliori. Solo stare da soli ti permette di lasciarti tutto indietro ed è un regalo meraviglioso. Ti permette di ricominciare, voltare pagina. Puoi dirlo: Nina Zilli non ha paura di stare da sola».
 
Ama molto la musica, sperimenta molto con le note. Ma in questo caso il testo, per una volta, sembra essere molto più importante per lei. è un’impressione sbagliata?
«No, anzi. Peraltro avendolo scritto io è qualcosa di profondamente mio, di cui sono quasi gelosa, anche mentre lo canto. Ce l’ho cucito addosso, anzi di più, viene da dentro di me. E sì, le parole per una volta vanno anche oltre la musica, mi spogliano un po’, mi fanno sentire nuda di fronte al pubblico che può scorgere una parte di me molto personale».
Lei è diventata anche un ritornello, con Cinquantamila. Come si rimane se stessi dopo tutta quella popolarità? Come si riesce a proseguire in un viaggio musicale rigoroso come il suo?
«Con l’ispirazione. E scrivendo, musicando e producendo ne devi avere tanta. Soprattutto perché ogni disco, di solito, mi porta a fare dei tour lunghi. I miei live arrivano a coprire anche un anno e mezzo, se non due. E per creare mi rimane pochissimo tempo. E, sono sincera, per vivere ne ho pure meno. E senza vita è difficile inventare. Quindi mi fermo, respiro, poi mi faccio ispirare da ciò che ho attorno. Per me è essenziale che i miei dischi non abbiano lo stesso suono, che non si assomiglino. Non voglio scorciatoie, ecco perché quel successo non mi ha condizionato. Anzi».
Cosa la ispira?
«Le persone, la quotidianità, la musica. La musica mi piace tutta, a 360°, dal Quartetto Cetra al metal che sentivo da adolescente, dai Faith No More a Tiziano Ferro, da Etta James a Otis Redding, la musica black, il garage, il surf, il rockabilly, i Clash, gli Styles Council. Tutti mi danno qualcosa, uno spunto, ma parto sempre dalla canzone, dallo strumento con cui la faccio scaturire. In questo caso, poi, con il mio bagaglio musicale ho bussato alla porta di Mauro Pagani, che ha una valigia della musica molto più grande della mia, e così è nato il mio ultimo disco. Con un uomo che ha anticipato sempre i miei desideri: andavo in bagno e pensavo a un pezzo in cui avrei messo una chitarra jazz anni ’40. Tornavo e lui con una viola a plettro aveva creato il suono, il sapore che volevo. Siamo stati due topi da studio, otto ore al giorno, a dialogare con la musica. è stato bellissimo, lo rifarei anche domani. Così è nato il mio terzo album “Frasi&Fumo”».
 
Insomma tra una bella canzone e il successo, sceglie la prima?
«Sì. Non che non mi piaccia il successo. Ma mi piace farmi rincorrere da lui nel caso, piuttosto che inseguirlo io».
 
E con un viso così bello ed espressivo al cinema ha mai pensato?
«Sì, lo amo moltissimo. Perché per me è l’arte più completa, ha la musica e le immagini, le parole e i movimenti, ha tutto. E allora credo di doverne essere degna, di dover studiare abbastanza da rendergli l’onore che merita. Quando vedo un film fatto bene, io credo agli attori, entro nella storia, capisco la fatica e il talento che ci mettono per essere così credibili. Intanto ora ho iniziato con Alex Infascelli, che ha diretto il video di Sola, e che per la prima volta mi ha fatto recitare. è stato bellissimo, anche se ho recitato me stessa, che è diverso dal fare l’attrice. Forse un giorno lo farò, ma solo se sarò sicura di non fare una brutta figura in qualcosa che amo tanto».
 
E condurre Sanremo?
«Certo che sì, lo farei eccome! La tv è così viva, non è come la fotografia che spesso mi imbarazza, per le pose, per la sua staticità. E mi rilassa, mi diverte, non mi porta mai tensione. Credo si veda in Italia’s got talent, è una cosa che mi riesce naturale. Confesso che ho pure un po’ invidiato Emma ed Arisa: loro non dovevano farsi il concorso e potevano godersi  il festival da fuori. Ma standoci dentro. La tv mi piace, non mi vergogno a dirlo!».                      
 

 
Maria Cristina in arte Nina
Nina Zilli, pseudonimo di Maria Chiara Fraschetta (Piacenza, 2 febbraio 1980), dopo alcune esperienze come veejay e in campo musicale con alcuni gruppi, firma nel 2009 un contratto discografico con l'etichetta Universal, con la quale pubblica l'EP di debutto dal quale viene estratto il singolo “50mila”, con il quale raggiunge la notorietà e che viene inserito come colonna sonora del film “Mine vaganti”. Il singolo successivo “L'inferno” è incluso nel videogioco Pro Evolution Soccer 2011. Ha al suo attivo tre partecipazioni al Festival di Sanremo, l’ultima nel 2015 con il singolo “Sola”. Nella sua carriera ha vinto due Wind Music Awards ed è stata candidata agli MTV Europe Music Awards, ai TRL Awards e ai Premi Videoclip Italiani. 

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