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Il potere del miao

Allungano la vita e i bimbi a crescere più consapevoli: tutto il bello di vivere con un gatto

Lun 27 Apr 2015 | di Claudio Cantelmo | Attualità
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Lo sapevano Celine, Hemingway, Edgar Allan Poe, Colette, Truman Capote, Charles Bukowsky, Silvia Plath  Baudelaire. Lo sa chiunque abbia a che fare con l’ispirazione e la creatività. E lo sa chiunque possieda un gatto. Ogni gatto è illuminato, capace di trasportarti in un altrove, dove la felicità è a portata di zampa. «Un gatto è uno stabilizzatore dell’umore quotidiano senza effetti collaterali, che non siano qualche danno qua e là: un vaso rotto, una poltrona appena acquistata e subito graffiata, un tessuto liscio trasformato in riccioli bouclé», scrive Marina Mander nella sua fortunata ode felina “Il potere del miao”. Il punto fondamentale dell’enigma che dagli egiziani ai giorni nostri resta insoluto: chi vive con un felino domestico sa bene che ci sono milioni di ragioni per avere un gatto.

Una coda allunga la vita
Fino a qualche tempo fa non era chiaro se esistesse realmente una relazione causa-effetto tra le proprietà dell’animale domestico e una migliore salute fisica e mentale dell’uomo. Di recente un team di psicologi dell’Università di Miami e St. Louis ha condotto una serie di studi volti a evidenziare i vantaggi derivanti dal vivere con un animale domestico, nella fattispecie un micio.  E i benefici nell'avere un compagno a quattro zampe si sono confermati come reali e molteplici.
Allo studio ha fatto eco quello di un gruppo di ricercatori giapponesi, le cui ricerche hanno dimostrato la stretta correlazione che vi è tra il gesto di accarezzare il gatto e trascorrere un po’ di tempo a giocare con lui e la produzione di ossitocina nel nostro organismo. E proprio l’ossitocina è l’ormone in grado di ridurre di circa il 20% gli stati di ansia e la depressione.

Aiuta a crescere
Innumerevoli i vantaggi anche per lo sviluppo neuropsichiatrico infantile: accompagnare la crescita dei nostri bambini con la presenza di un animale, può rappresentare un valore aggiunto all’educazione e al tipo di esperienze che intendiamo far vivere ai nostri figli. Un animale, infatti, educa alla “diversità”, perché fa comprendere al bambino che oltre gli umani esistono altri esseri viventi che meritano rispetto e che sono in grado di offrirci molto dal punto di vista affettivo. Che non debbono certo essere considerati giocattoli, ma piuttosto compagni di vita e di avventure, sempre nel reciproco rispetto della loro specifica natura. I bambini che crescono con gli animali domestici, affermano gli studi, sviluppano una maggiore capacità empatica, ovvero leggere e comprendere le emozioni e i comportamenti altrui, proprio perché allenati fin dalla più tenera età all’osservazione di un essere vivente ricco di bisogni fisici e psicologici come un animale, ma difficilmente interpretabili. I benefici sono quindi a livello psicologico ed educativo: interagire con l’animale mette in moto il desiderio di curare un altro essere vivente, di sperimentarsi in una relazione, oltre che ad attendere i tempi dell’altro, e la virtù della pazienza.
Ragguardevoli poi i benefici fisici legati all’attività motoria che il bambino può svolgere insieme al suo amico a quattro zampe, nonché sociali: un bimbo insieme al suo animale cattura sempre l’attenzione e suscita simpatia immediata. Ma esiste un’età più adatta per instaurare una relazione bimbo-micio? I fanciulli a partire dai due anni – spiega la ricerca americana - possono essere attratti da un animale a causa della diversità fisica (grandi orecchie, pelo soffice, coda, strani e buffi movimenti…), ma al contempo non comprendere ancora le necessità e le esigenze specifiche del quattrozampe. Dai quattro/sei anni possono essere più responsabilizzati e attratti da questa importante relazione.                                                                 




I numeri dei “Pet”

In Italia gli animali domestici sono circa 60 milioni e il migliore amico dell’uomo, il cane, si conferma il pet più amato, presente nelle case del 55,6% dei nostri connazionali, mentre il 49,7% predilige il gatto. Meno diffusi gli altri animali come pesci (9,7%), volatili (9%), tartarughe (7,9%), conigli (5,3%), criceti (4,6%) e rettili (1,1%), ma non mancano anche animali esotici (0,8%).
Ovviamente all’amore corrisponde una spesa. Per gli 'amici domestici', l'1% degli italiani spende oltre 300 euro al mese, il 4% tra 300 e 100 euro, l’11% tra 100 e 50 euro, il 31,5% tra i 50 e i 30 euro, mentre il 52,5% meno di 30 euro. Lo stesso incremento (+2,4%) lo si riscontra nel settore accessori come giochi, guinzagli, cucce, ciotole, utensileria varia e prodotti per l’igiene.




Il tuo gatto ti ama? ecco come scoprirlo

Non è sempre facile riconoscere i modi in cui il gatto mostra affetto al padrone. Secondo il dottor Allen Schoen, comportamentista veterinario, esistono segni inequivocabili che dimostrano che il nostro gatto ci ama. Eccone alcuni.

Testatine
Che il micio sfreghi dolcemente la guancia contro le nostre gambe o che poggi la testolina contro la nostra fronte, il messaggio è uno solo. è il modo del gatto di delimitare il proprio territorio ed esprimere possesso.

Fusa
è il segno più riconoscibile con cui i gatti mostrano piacere e affetto. Se, mentre lo accarezzate, sentite il classico “ron-ron”, vuol dire che il vostro micio è immerso in un profondo relax.

Mordicchiamenti
Ecco un segnale che può essere facilmente frainteso. I piccoli morsi durante le coccole non sono un segno di aggressività, anzi, è un chiaro messaggio di apprezzamento.

Occhiate languide
Sguardi intensi e battiti di ciglia. Il micio li riserva solo a chi è degno della sua attenzione. Con gli estranei, infatti, può risultare sfuggente e sdegnoso.

Fare “la pasta”
Quel “massaggio” che i gatti spesso fanno sul corpo del padrone è un ricordo di quando, da piccoli, stimolavano le mammelle della mamma per far fuoriuscire il latte. è un gesto di grande intimità, sentitevi onorati!

Cure “particolari”
Può capitare che il micio inizi a dare “leccatine” ai vostri capelli o alle orecchie. Si sta prendendo cura di voi come farebbe con un suo simile.

Rotolarsi
Sdraiarsi sulla schiena, mostrando l'addome, non è un atteggiamento molto comune per i gatti, che in questo modo si sentono vulnerabili. Sono disposti a farlo solo con chi è degno di fiducia.

“Regalini” macabri
Topi, uccellini, lucertole... tutto quello che per il micio è un trofeo di caccia. Offrire il cibo è un modo per dimostrare gratitudine, resistete all'impulso di gettare via il malcapitato animaletto.

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