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Ventotene: Semplice come un’isola­­­­

Tra mare, specialità, storia e politica

Gio 28 Mag 2015 | di Bianca Francavilla | Bella Italia
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Bastano tre giorni per sentirsi a casa propria a Ventotene. è talmente piccola che ci si ambienta subito e chi la visita anche solo una volta quando torna a casa lascia lì un pezzo di cuore.

VIAGGIO VELOCE (CON VISTA) E ECONOMICO
Per arrivare a Ventotene bastano due ore di traghetto da Formia a costo bassissimo: poco più di dieci euro. Chi soffre il mal di mare può
star tranquillo: alla vista mozzafiato, a pochi minuti dall’arrivo, di ogni malanno non c’è più neanche il ricordo. Scesi dal traghetto si diventa subito abitanti di Ventotene: i 700 isolani ti salutano, c’è l’imbarazzo della scelta per quanto riguarda i posti dove stuzzicare qualcosa e i marinai ti propongono gite immersi nel mare a prezzi-offerta.

MACCHINA? BYE BYE
Una volta trasferiti in hotel il viaggio può iniziare. Qualunque albergo o casa in affitto abbiate scelto (quasi tutti con vista mare), in una decina di minuti si arriva al mare: l’isola si gira tranquillamente a piedi senza bisogno della macchina. Il mezzo di trasporto utilizzato da tutti è la bicicletta e gli unici mezzi a motore sono i piccoli motocarri Ape che trasportano i bagagli dei turisti nei posti dove alloggiano. C’è forse qualcosa di meglio per dimenticare il lungo inverno grigio e pieno di smog della città?

IL MARE è UN PAESAGGIO LUNARE
Le tre spiagge mozzafiato tra cui scegliere dove passare qualche ora sotto al sole, dimenticando tutto il resto, sono Cala Nave, Cala Rossano e Parata Grande. Sono tutte attrezzate con lettini ed ombrelloni e presentano sabbia di colore scuro (Ventotene è un’isola vulcanica) e zone spianate in tufo, che danno l’idea di un aspetto lunare. Presenti anche una serie di vasche scavate nella roccia: sono ciò che resta di un’antica peschiera romana, studiata nei minimi dettagli per assicurare ai pesci un continuo ricambio d’acqua. Se si affitta un piccolo motoscafo, si può anche fare il giro dell’isola e fermarsi ogni giorno a fare il bagno in una caletta diversa. Per i più coraggiosi, ci sono anche scogliere dalle quali tuffarsi o pesci colorati da ammirare sott’acqua con una maschera da sub. Ma… occhio alle meduse!

DALLE LENTICCHIE AI MALTAGLIATI
Le lenticchie, le cicerchie di Ventotene, sono il fiore all’occhiello dell’isola, conosciute in tutta Italia per la loro particolarità. La loro coltivazione va avanti dal 1800 e le vendono praticamente ovunque al costo di circa 5 euro a pacchetto regalo. Alcuni di questi sono addirittura cuciti a mano con ricamato il nome dell’isola. A Ventotene servono i legumi come antipasto in una zuppetta servita in una cocotte: d’obbligo assaggiarla! Caratteristici sono anche i fichi e i fichi d’india da mangiare a colazione, a fine pasto o anche nelle granite! I ristoranti sono rinomati per le specialità di pesce come maltagliati con i gamberi e zafferano, scialatelli al nero di seppia…

IN RICORDO DEL CARCERE
Il souvenir d’obbligo è la maglietta con la scritta “Evaso”, per ricordare il carcere borbonico di Santo Stefano. Si può trovare in tutti i negozietti presenti sull’isola, gestiti dai pochi residenti che non lascerebbero l’isola per nessuna ragione al mondo. Ci sono anche braccialetti fatti a mano, tappi di sughero, cartoline, calamite e oggetti di artigianato.

UNA VACANZA ALL’INSEGNA DEL RELAX
A differenza di Ponza, nell’isola di Ventotene c’è poca movida notturna per giovani che amano il divertimento. Giusto un chiosco la sera si trasforma in discoteca, il resto dei locali sono bar, gelaterie, ristoranti per una vacanza all’insegna del relax. è infatti il posto ideale per famiglie o coppie. Ma non per questo è poco piacevole trascorrere il tempo sull’isola: in pochi giorni si conosceranno i calorosi abitanti per nome e saranno loro ad indicare cosa offre l’isola in quel periodo. E fare amicizia sarà facilissimo, tanto che quando tornerete l’anno successivo non vedrete l’ora di rincontrarli.

UNA VISITA AL CARCERE DI SANTO STEFANO
Chi decide di trascorrere una vacanza a Ventotene non può però dimenticare di visitare l’isola di Santo Stefano, famosa per il carcere borbonico. Si arriva in gommone e già solo quella è un’esperienza: in un quarto d’ora si percorrono due chilometri e lo skipper va talmente veloce che per non cadere bisogna reggersi fortissimo ai manici laterali. Una volta raggiunta Santo Stefano ci sono 200 gradini da salire, per questo consigliamo di non scegliere orari dove il sole batte troppo forte. Arrivati alla vetta, una guida turistica spiega l’evoluzione del carcere borbonico (tre piani circolari divisi in 99 celle penitenziarie), dal tempo in cui i detenuti venivano mandati in esilio come Giulia, la figlia di Augusto, che costruì in suo onore la famosa Villa Giulia, o l’antifascista Sandro Pertini. Per guadagnarsi da vivere, però, potevano lavorare in magazzini, laboratori, orti. Tutto sempre e solo sull’isola e solamente con vista all’interno, per evitare che gli venisse in mente di buttarsi dalla finestra in mare. Per comprendere le condizioni di vita dei carcerati, si pensi che in nove anni, verso la metà dell’800, a Santo Stefano morirono 1250 detenuti, di cui solo 200 per morte naturale. Solo in seguito vennero garantite condizioni migliori ai detenuti fino alla chiusura definitiva del carcere nel 1965.

UN ANNUNCIO DA SOGNO: L’ISOLA è IN VENDITA
Come non sognare di fronte all’annuncio di vendita dell’isola di Santo Stefano? Lo scorso anno è stato pubblicato l’annuncio di vendita del più piccolo pezzo dell’arcipelago pontino, prezzo riservato. L’ultima volta che si era tentato di vendere l’isola si era parlato di 20 milioni di euro, ma la proposta non andò in porto.
Santo Stefano ha una superficie di 28mila metri quadri, di cui 25mila appartenenti ad un unico proprietario privato e 3mila e 500 al Demanio. La parte in vendita è quella privata di 2500 mq, che non comprende il carcere borbonico. Nell’isola non esiste rete idrica, ma cisterne per l’acqua piovana e la produzione di energia è affidata ai pannelli solari. Chi non ha sempre avuto come sogno nel cassetto quello di acquistare un’isoletta e trasferirsi lì?  


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