acquaesapone Turisti non per caso
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri

Madrid: un ventaglio dai mille colori

In qualsiasi parte della Spagna si trova sempre qualcosa di diverso e particolare. Ma solo a Madrid si trova tutta la Spagna

Gio 28 Mag 2015 | di Simonetta Bonamoneta | Turisti non per caso
Foto di 23

Situata sull’altipiano della Nuova Castiglia, a 650 metri sul livello del mare, lungo le rive del Manzanares – un fiume anche se piccolo e relativamente importante, è più un simbolo letterario e storico, che geografico - Madrid è una fra le città più affascinanti e tra le più verdi d’Europa. Negli anni della “dolce vita” romana, anche a Madrid giungevano attori, attrici e gente di cultura, sull’onda hemingwaiana. Imperava su tutti Ava Gardner, alla ricerca di un grande amore “torero” che non trovò mai. Erano i tempi di Dominguin e Ordonez. Ma mentre il mondo frivolo si interessava delle corride o, al massimo, di cultura con Garcia Lorca, cresceva a Madrid una nuova generazione destinata a prendere in mano le redini del paese. Ecco perché, la Madrid del XXI secolo è divenuta una capitale col ritmo del business e delle attività economiche, che hanno portato la Spagna ad entrare di diritto tra le nazioni più industrializzate del mondo. Ciò ha voluto dire anche lo spopolamento delle campagne, la corsa alle città e i mille problemi che il fenomeno di crescita urbana ha inevitabilmente portato con sé.  
Dalla caduta del generalissimo Francisco Franco ad oggi, Madrid è particolarmente cambiata, conserva il suo aspetto austero e tradizionale, ma è tutta proiettata verso il futuro. Il cambiamento esterno ha portato una trasformazione di pensiero anche nei suoi orgogliosi abitanti, che soprattutto negli anni ottanta si sono scatenati in una esplosione della vita notturna, con “la movida madrilena”. è nata come un movimento sociale e artistico verso un profondo anticonformismo, libertà di comportamenti, vivacità culturale e curiosità, che nei decenni ha identificato uno stile di vita all’insegna del divertimento e della spontaneità.
Intrigante, metropolitana, d’avanguardia: ognuno scelga la definizione che preferisce. Con il suo rispetto però del passato, Madrid vanta palazzi, monumenti, giardini e musei di particolare importanza. Il Palazzo Reale, il Palazzo del Buen Ritiro, la chiesa di San Francesco il Grande, l’Arco di Trionfo di Alcalà, il Ponte di Segovia, il Museo del Prado, il monumento a Cervantes, e così di seguito, tutte testimonianze di una grande storia alle spalle. Le vie sono ampie e maestose, fra queste spiccano, per il taglio perfetto che le distingue, la Calle de Alcalà, con il famoso e vistoso edificio Metropolis; l’Avenida Eduardo Dato; l’Avenida Pi y Margall e la Gran Via, un’unica grande strada che fu soprannominata “un colpo d’ascia sulla mappa” e paragonata a un fiume fatto di pietra. Ora, per molti, questa città e la Gran Via sono la stessa cosa, come Via Veneto a Roma, i Campi Elisi a Parigi, lo Strand a Londra o la Quinta Strada a New York. Secondo una statistica, un madrileno spende nella Gran Via da dieci minuti a due ore al giorno, per ogni giorno dell’anno. Questa strada rumorosa e poco “soft” è la più madrilena di tutte, i suoi caffè e i ritrovi sono i più affollati e i più animati. Si respira dappertutto quella sensazione di non essere soli, che ha affascinato molti di coloro che l’hanno amata, come il grande scrittore americano Ernest Hemingway.

LA STORIA DI UNA NAZIONE
Passeggiare di notte sotto i portici di Plaza Major e guardarsi intorno mi procura uno strano brivido lungo la schiena davanti a tanta magnificenza. Nel cuore della città, ma anticamente ai confini con il borgo medievale, in questa piazza si teneva il mercato principale e nei secoli successivi subì diverse trasformazioni. Fu rimodellata definitamente secondo la concezione d’un teatro nel 1880, con il restauro della Casa della Panaderia e nel centro della piazza, con la statua di Filippo III, opera del grande artista fiammingo Giambologna e del suo allievo fiorentino Pietro Tacca. Racchiude la storia di una nazione, dove fino a qualche secolo fa si tenevano anche i grandi processi dell’Inquisizione, con esecuzioni capitali come era uso. Qui pulsava la vita quotidiana dei madrileni, quando vi svolgevano anche le corride, prima di calcare le “Plaza de Toros”. Certo, oggi c’è chi giudica la corrida uno spettacolo crudele e inutile e chi ritiene che non si possa capire nulla dello spirito spagnolo se non si assiste alla tradizionale lotta tra uomo e toro nell’arena. I giovani spagnoli sentono poco la tradizione, mentre nei meno giovani, invece, scorre nel sangue. Comunque sia, la corrida non è un prodotto per turisti e Madrid, a dispetto della concezione di città moderna e cosmopolita, mantiene nei confronti della “tauromachìa” tradizioni radicate nel tempo, come quella di maggio con il Festival di S. Isidoro, patrono della città.

UNO SPETTACOLO CONTINUO
La gente è molto simpatica col suo particolare modo di essere: vive per le strade, in una sorta di spettacolo continuo è per tutti possibile divertirsi con poco danaro. Non è caro il divertimento a Madrid, così come non è cara la simpatia, non è cara la fantasia che è palpabile dovunque, camminando per le sue strade. Ecco perché è divenuta in pochi anni una metropoli d’avanguardia che non segue più le mode, ma le anticipa. Lo dimostra, ad esempio, la grande e storica stazione Atocha, una vera opera d’arte, dove metallo, cemento e vegetazione si uniscono armoniosamente. Sì, vegetazione, perché nella parte più antica, che risale al 1892,  è stato ricreato un giardino botanico tropicale, con la temperatura costante di 24°, di 4.000 mtq, dove sembra di essere in una foresta in pieno centro. 

IL RISVEGLIO AL TRAMONTO
Madrid al tramonto incomincia a suggestionarmi e col trascorrere delle ore sembra risvegliarsi in una specie di frenesia, che si nota soprattutto nei quartieri centrali. C’è l’impressione che con l’arrivo della sera tutto diventi magico, dal rito della cena nel ristorante, alla chiaccherata con gli amici nel caffè, dove si può stare fino a tarda ora. Si può entrare ed uscire a ripetizione nelle “tapas” della zona notturna, tra Puerta del Sol e Plaza Santa Ana, tappe obbligate della “movida” madrilena, dove si beve e si mangia in modo tradizionale. Una serata tipica si può trascorrere in un locale storico come la Taberna Almendro 13, sulle cui pareti troneggiano foto antiche, pannelli in legno e maioliche colorate, sui tavolini rustici si possono fare assaggi con piccole porzioni di deliziosi “gambas”, “croquetas”, “migas” e “patatas bravas”, “fiamminghe di jambon”, serviti con piatti di tutte le forme in porcellana bianca, accompagnati da buoni vini spagnoli o “cerveza” a volontà. Per i concerti migliori bisogna dividersi tra il Caffè del Foro, disco-bar giovanile frequentato generalmente da cantautori e comici spagnoli. Prezzi più alti e una platea di intenditori per il Café Central, dove si ascoltano tutti i gruppi e le orchestre più scatenate in arrivo dall’America Latina.
L’offerta culturale è molto ampia e diversificata e sta aumentando negli ultimi tempi, di anno in anno. Un’offerta che riguarda la musica o il teatro, ma anche l’opera, il balletto, il cinema, le mostre e i convegni di carattere letterario o scientifico.

IL MERCATO DELLE PULCI
La domenica mattina, merita una visita il mercato più famoso delle pulci di Madrid: El Rastro - in spagnolo significa striscia in memoria del rigagnolo di sangue che proveniva dal vicino mattatoio - nei pressi della cattedrale di S. Isidoro, dalla Porta di Toledo alla Glorieta di Embajadores. La strada principale del mercato è la Ribera de Curtidores, dove ai lati si susseguono piccole gallerie, in cui si trovano parecchi negozi di antichità. Tra le bancarelle c’è naturalmente di tutto, roba nuova e non, in Calle S. Cayetano quadri, in Fray Ceferino Gonzales canarini e pappagalli, le cose più vecchie e antiche però, si possono trovare tra Plaza Vara del Rey e Plaza del Campiglio. Qui la passeggiata si deve fare con calma, soprattutto quando si acquista, perché esiste il rito della contrattazione, un’occasione in più per socializzare con il simpatico popolo di quest’imprevedibile e fantasiosa città.

IL PRADO E I SUOI QUADRI
Naturalmente non si possono tralasciare i musei. Innanzitutto il Prado, una delle pinacoteche più importanti del mondo, di cui è quasi impossibile vedere il contenuto in un giorno solo, se non si selezionano le opere e gli autori cui dedicare attenzione.
Sicuramente da non perdere i “tre grandi”: Velasquez, con il famoso “Las Meninas”; Goya, con la “Maja desnuda” e la “Maja vestida”, oltre a tutto il ciclo delle “Pinturas Negras” e El Greco. Ma ci sono anche i fiamminghi, Rubens, Rembrandt, Francisco de Zurbaran o gli  italiani Beato Angelico e Tiziano. Da non perdere anche il Museo Thyssen-Bornemisza, con più di 800 quadri e sculture, figure intagliate, arazzi e altri oggetti artistici; il Museo Nazionale Centro d’Arte Reina Sofia, con una collezione permanente d’arte spagnola contemporanea, in cui spicca il Guernica di Picasso; il Museo Cerralbo che espone pezzi archeologici, porcellane, arazzi e tele; il Museo Archeologico Nazionale che contiene pezzi di gran valore provenienti da scavi realizzati in tutta la Spagna. E ancora il Museo dell’Esercito e il Palazzo Reale che conserva mobili, oggetti decorativi, arazzi, sculture e altre opere d’arte nelle sale e saloni che furono abitati dai re di Spagna nella metà del XVIII secolo. Ma tra tutti non si può non entrare anche nel più originale: il Museo del Jamón. A dispetto del nome è solo una paninoteca-ristorante in cui è possibile mangiare il famoso e buonissimo prosciutto iberico. Se ne trovano diversi, tutti quasi nel centro di Madrid, come in Plaza Major, aperti dalle 8 alle 2 di notte. Non è difficile riconoscerli a parte l’insegna rossa, ma appena si entra, oltre al profumo che assale, appaiono i prosciutti appesi al soffitto tutti in ordine e in fila come tante Bluebell Girls in attesa di essere conquistate. Un ottimo posto per fare uno spuntino leggero, dove con tavoli interni ci si può accomodare e godersi bocadillo (bocconcini) de jamon, bocadillo de salami, bocadillo de queso (formaggio), bocadillo de salchicon, tutti piatti sfiziosissimi ognuno al prezzo di 1 euro, oppure con menu che vanno da 8 a 15 euro. Niente male!
Noi ci siamo stati in autunno che, insieme alla primavera, è il periodo migliore per visitare questa bellissima città, in agosto è veramente troppo caldo: un po’ Roma, un po’ Parigi, un po’ Londra, ma che con i suoi effervescenti e calienti abitanti è sempre circondata da un’atmosfera allegra e accogliente, anche in tempi di crisi.


Condividi su:
Galleria Immagini