acquaesapone Genitori&Figli
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri

Mamme, spegniamo WhatsApp

Figli scaltri e genitori sempre più avviluppati nella rete...

Gio 28 Mag 2015 | di Lucrezia L. | Genitori&Figli
Foto di 2

“Che fai tesoro?". "Sono a casa, stanchissimo, tra poco dormo. E tu?". "Io sono qui nel locale. Dietro di te". è uno dei più divertenti dialoghi di "Mamme che usano whatsapp", una pagina Facebook che sta fotografando questo fenomeno di mammismo tecnologico sempre più invadente. La pagina è piena di svarioni delle madri, piccole furbate, promesse di "ti aspetto sveglia anche se dovessi tornare tra una settimana". Tra le mie preferite c'è questa: "Dammi la passuard del compiuter". E la figlia: "Mamma, se parli ancora così non ti rispondo più".

è una inedita fotografia dei rapporti tra madri e figli. O forse, ancora di più, di come la possibilità di dialogare a distanza in modo così estensivo e continuo stia trasformando questo rapporto. Quando partii per la mia prima vacanza da sola, mi feci un punto d'onore di ridurre al minimo le chiamate a casa, non solo per una questione economica (all'epoca una telefonata, specie se dall'estero, aveva ancora un costo significativo). Ma era anche un modo di riaffermare la mia indipendenza nei confronti di mia madre, da un lato, e dall'altro dimostrare a me stessa che potevo farcela da sola, anche lontano dai miei e dai luoghi che conoscevo.

Questo stimolo sembra essersi perso nell'era della connettività. Non che i figli siano tutti bamboccioni e le mamme tutte iperprotettive, ma è chiaro che la possibilità di mandare in diretta, praticamente da qualunque posto, messaggi articolati, addirittura foto e messaggi vocali, è una rivoluzione rispetto alla chiamata dalla cabina telefonica, che era la più diretta forma di comunicazione che potevo permettermi quando ero in vacanza.

è anche vero che i figli stanno imparando a gestire lo strumento, facendolo spesso molto meglio delle mamme, e stanno elaborando le contromosse difensive per impedire che i telefonini si trasformino in super spie al soldo di genitori ansiosi. Non va dimenticato che Whatsapp consente anche di vedere se sei "on line", se hai ricevuto il messaggio e se lo hai letto.

Va a finire che proprio le mamme stanno diventando le vittime più indifese della diabolica "app" del telefonino. E non solo vittime delle superiori capacità tecnologiche dei figli. Whatsapp è diventato un temutissimo strumento di controllo sociale tra le mamme stesse. Ormai è pratica comunissima quella di creare su Whatsapp gruppi di genitori di figli che vanno in classe insieme, il che consente a ciascuna mamma di scambiare e chiedere informazioni alle altre. Il primo effetto è l'arrivo di centinaia di messaggi al giorno: pare che le mamme abbiano sempre molto da dire e condividere. Un'amica ha fatto un esperimento: visto il moltiplicarsi di messaggi inutili, ha invitato le altre mamme a creare un secondo gruppo riservato alle comunicazioni importanti. Il nuovo gruppo è rimasto inesorabilmente muto.

Ma l'effetto collaterale peggiore è la gara tra mamme che il servizio di messaggeria innesca inevitabilmente. Ognuna vuol far vedere di essere la più attenta alle esigenze del figlio, quella che sempre tutto fa a scuola, la prima a preparare i costumi per la recita, la migliore nel spingerlo a fare i compiti. Una forma di controllo sociale devastante. Mamme, spegniamo Whatsapp.
Ricominciamo a vivere. 


Condividi su: