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Le lettere che fanno leggere tutti

Il primo font tipografico che aiuta i dislessici e facilita la lettura a chiunque: semplice e geniale, da Torino verrà diffuso in tutto il mondo

Gio 28 Mag 2015 | di Francesco Buda | Bambini
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Chi l'ha detto che un dislessico è destinato a non poter leggere bene? Un problema che in Italia si stima colpisca tra il 3 e il 5% dei bambini e ragazzi che vanno a scuola. E si stimano 30mila nuovi casi ogni anno. Persone normalissime, che possono affrontare con semplicità ed efficacemente questo disagio.
Basta che il testo sia scritto con un carattere, un cosiddetto font, che renda ciascuna lettera inconfondibile. La risposta, validata da esperti, si chiama Easyreading. Nome straniero, ma opera dell'ingegno italianissimo, progettata dal designer torinese Federico Alfonsetti. Ne abbiamo parlato su Acqua & Sapone di giugmo 2014. E da allora la cosa sta dando i suoi frutti: alcune tra le maggiori case editrici italiane per la scuola hanno iniziato a stampare i libri di testo con il nuovo font di facile lettura. Non solo: sta per entrare a pieno titolo tra i caratteri standard di tutto il pianeta. Come quelli che possiamo scegliere, ad esempio, di scrivere i nostri testi al computer. Easyreading ha attratto l'interesse nientedimeno che di uno dei giganti dell'informatica e della casa madre del mitico Times New Roman e di tanti altri caratteri diffusissimi. «Con la Monotype, leader mondiale nella distribuzione di caratteri tipografici, abbiamo firmato un contratto - annuncia Alfonsetti -, distribuiranno in tutto il mondo il nostro font, che gli è stato segnalato da Microsoft e così sarà il primo font dedicato alla dislessia nel circuito mondiale.
Ve ne sono altri simili, ma non stati scelti».
Il carattere ‘made in Torino’ è apprezzato dall'Associazione italiana dislessia ed è stato testato scientificamente con successo su alunni delle scuole elementari e medie. «Easyreading può essere considerato un valido strumento compensativo per i lettori con dislessia e un font facilitante per tutte le categorie di lettori», ha scritto la dottoressa Christina Bauchmann del Centro Risorse, Clinica formazione e intervento in psicologia di Prato, curatrice delle ricerche.
Una cosa semplice ed efficace, che sta interessando aziende ed Enti che lo scelgono anche solo per rendere i testi più leggibili a chi non ha problemi di lettura, ad esempio per la segnaletica, come hanno fatto al Salone del Gusto di Torino. «Pensi che il responsabile del web dell'Università di Torino - confida il designer - dopo aver letto il vostro articolo l'anno scorso, ha scelto Easyreading per la loro piattaforma di formazione a distanza, approvata dal Ministero dell'istruzione!».
In tanto clamore sulla ‘buona scuola’, non è poi così difficile aiutare migliaia di scolari, famiglie e docenti.

 



570mila bimbi con disturbi del linguaggio

Il 10% dei bambini in età prescolare e nel 5-6% di quelli che vanno a scuola, in Italia, ha un ritardo o disturbo del linguaggio: hanno difficoltà a scrivere, leggere o parlare. La dislessia, disgrafia, disturbi dell'articolazione e del linguaggio espressivo sono alcuni dei problemi di comunicazione che coinvolgono oltre 570mila bambini italiani. Lo rende noto la Federazione Italiana Logopedisti (FLI). Il gioco può aiutare molto: tombole sonore, il girotondo delle rime, il gioco delle imitazioni sono solo alcune delle tante attività che possono diventare vere “medicine” per i bimbi, il contesto di gioco infatti attrae il bambino e rende tutto più semplice. «Con ciascun piccolo dobbiamo trovare il canale di comunicazione più adatto», afferma Tiziana Rossetto, presidente FLI. Insomma, ascoltare i nostri piccoli, coglierli nel profondo e interagire con loro, è sempre una regola d'oro.


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