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Record di denunce

Disservizi nelle forniture di luce e gas: che fare?

Gio 28 Mag 2015 | di Armando Marino | Soldi
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Se metà dei fatti denunciati da Federconsumatori si rivelerà vera, non potremo più fidarci dei nostri contatori dell'energia. L'associazione ha tratto le somme di un numero imponente di ricorsi per disservizi legati alle forniture elettriche e ne esce un elenco da brivido. Secondo l'associazione, il 2014 è stato un anno record quanto a denunce di disservizi nelle forniture di luce e gas: mezzo milione di reclami scritti, presentati in un anno, basta e avanza a far squillare un campanello d'allarme. Il 18% dei ricorsi, poco meno di uno su cinque, riguarda l'attivazione di forniture non richieste, il grosso, il 47%, è legato invece a fatturazioni anomale. In questo ambito rientra il preoccupante fenomeno della lettura dei consumi. Innanzitutto c'è la mancata lettura, che a volte si protrae per anni, mentre le norme imporrebbero alle aziende di tentare la lettura del contatore almeno una volta l'anno. La penale da pagare, 35 euro, per altro è piuttosto blanda, a fronte del fatto che con le letture presunte che vanno avanti anche per cinque anni, ci sono utenti che si sono visti chiedere di pagare migliaia di euro di consumi stimati, ma in realtà mai avvenuti. La telelettura ha tutt'altro che risolto la questione visto che, secondo Federconsumatori, molti utenti segnalano l'installazione di apparecchi non riprogrammati per fare la telelettura o privi del marchio "Ce", che ne garantisce l'affidabilità. Sui contatori del gas invece sono stati segnalati malfunzionamenti negli scatti dei cilindretti con i numeri, con l'effetto di registrare consumi abnormi che palesemente differiscono dalla media delle famiglie italiane. In casi simili, alcune aziende hanno effettuato ricostruzioni dei consumi senza indicare con quali criteri sono state effettuate e senza tener conto di consumi medi precedenti degli utenti di molto inferiori.
Se a questo si aggiungono scorrettezze dei procacciatori di contratti, a cui le aziende a volte affidano le loro "campagne acquisti" di utenti, il risultato è una situazione allarmante, che vede gli utenti indifesi. Si può fare reclamo scritto al fornitore, che però spesso non risponde. Ci si può rivolgere allo sportello del consumatore presso l'Autorità per l'energia, ma richiede un bel dispendio di tempo e ci sono dei termini abbastanza lunghi per ricevere risposta. Se si vuole liberalizzare davvero il mercato, si deve dare la possibilità di fare reclamo via mail. E accorciare i tempi per ottenere soddisfazione.


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