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BB King “Il ragazzo voleva imparare il blues” 

Erano gli anni ’60, si era in piena british invasion, ma lui voleva imparare il blues dai maestri e fu coś che, con la sua chitarra, si inoltṛ nel delta, dove i maestri ancora vivevano

Mer 24 Giu 2015 | di Giacomo Meingati | Interviste Esclusive
Foto di 7

Il vecchio Blind Will aveva viaggiato con Robert Johnson si diceva. Si diceva che potesse chiamare Muddy Waters “ragazzo” e che avesse suonato con Son House. Il ragazzo bianco fu accomodato su una vecchia sedia, fuori dalla casa immersa in una radura verde smeraldo, dove abitava Will. 

«Tu sei Blind Will vero?».
«Certo ragazzo, vuoi imparare il blues?».
«Sono venuto apposta».
«Bene, allora togli quella chitarra».
«Come sarebbe a dire togli la chitarra? Come pensi di insegnarmi il blues senza la chitarra?»
Il vecchio Blind Will si avvicinò al ragazzo, delicatamente, lo guardò negli occhi e disse: «Voi bianchi imitate qualcosa che avete visto fare e lo chiamate blues. Finite col ripetere tutte le nostre frasi, pensando di essere esperti, ma non capite nulla sul blues».
«E Allora - chiese il ragazzo -: allora che cos’è il blues?».
«Il blues è il dono che Dio ha fatto al mio popolo strappato dalla sua terra, perché avesse un modo con cui far sopravvivere la sua identità, la sua dignità e perché avesse una speranza, la libertà. 
Il blues non è qualcosa da ripetere, è qualcosa in cui tu, ciò che sei, deve vivere». 

Un altro ragazzo, di Roma, era in ritardo per un appuntamento con la sua fidanzatina. Stava per spegnere il PC quando per caso finì a guardare un video di un artista che non conosceva. 
Ad un certo punto il chitarrista nero faceva un assolo e quel ragazzo guardava l’orologio, era dannatamente tardi, eppure non poteva togliere quel video. 
Il chitarrista faceva poche cose, ma il ragazzo avvertiva che in quel tocco, in quella sensibilità, vi erano più che semplici note: vi era l’anima di un essere umano.
Ad un certo punto il chitarrista, sempre sorridente nel suonare questo lungo delicatissimo assolo, si commosse. E si commosse anche il ragazzo nel vedere qualcosa che non aveva mai visto prima. Il mistero non stava nelle note, poche, nella tecnica, semplice: il fatto era che in quelle note quell’uomo faceva cantare non tanto la chitarra, ma l’anima. 
Quel ragazzo poi arrivò 25 minuti in ritardo all’appuntamento, ma ne era valsa la pena, perché quel ragazzo, che poi sarei io, aveva appena incontrato per la prima volta uno dei suoi chitarristi preferiti, ovverosia Riley B. “BB” King. 
Fu grazie a BB King che iniziai a suonare la chitarra e le sue furono le prime canzoni che imparai. Perché mi riconoscevo in questo far vivere l’anima nel mistero che era il blues. 

Ora su BB King si potrebbero dire tante cose, infinite, ma a me piace ricordarne una in particolare, di come quando e perché chiamò la sua chitarra “Lucille”.
BB è in un club per suonare, quando due uomini iniziano a litigare per una donna di nome, appunto, Lucille. Nel fare a botte i due fanno cadere un barile di kerosene con cui il locale riscaldava l’ambiente, generando un incendio. BB si rende conto che ha lasciato la sua Gibson dentro il locale e, rischiando la vita, si getta nelle fiamme per salvare la chitarra, alla quale da li in avanti darà il nome di “Lucille”. 
Certo è strano, ti pare che uno con tutti i suoi soldi va a rischiare di morire per salvare un oggetto che può avere gratis come sponsor? No, è assurdo, e secondo me c’è dell’altro: BB non ha rischiato la vita per salvare un oggetto, ma per salvare, inconsciamente, quello che quell’oggetto per lui rappresentava: poter far vivere e cantare la sua essenza, la sua anima, la sua vita. 
Ed ora che, ad 89 anni, BB lascia questo mondo per andare in Paradiso sono sicuro di una cosa: gli angeli del cielo poseranno le cetre e le arpe e si faranno insegnare da lui il blues. Eh già, perché il blues è una musica che gli angeli non possono saper suonare, perché non conoscono la sofferenza e non sanno cosa può voler dire  rendere la sofferenza un raggio di luce attraverso la musica, come per tutta la vita ha fatto lui. 

“La mia è una storia blues. Il blues è una musica semplice e io sono un uomo semplice. Il blues non ha una scienza, non può essere analizzato come la matematica. Il blues è un mistero e i misteri non sono mai semplici come sembrano”. Dio ti benedica BB King, ora per sempre GRAZIE."       

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TRA I PIU BRAVI AL MONDO

 


Secondo la rivista Rolling Stone B.B. King è posto al sesto posto nella classifica dei chitarristi più bravi di tutti i tempi.

 

LA CLASSIFICA DEI PRIMI 10

 

Jimi Hendrix 
Eric Clapton
Jimmy Page dei Led Zeppelin
Keith Richards dei Rolling Stones
Jeff Beck
B.B. King
Chuck Berry
Eddie Van Halen
Duane Allman della Allman Brothers Band
Pete Townshend degli Who

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HA VINTO 14 VOLTE IL GRAMMY

 


B. B. King, nome d'arte di Riley B. King (Itta Bena, 16 settembre 1925 – Las Vegas, 14 maggio 2015) è stato uno dei più importanti esponenti del blues della seconda parte del XX e del XXI secolo. Con la sua mitica "Lucille", una chitarra Gibson ES-355 custom, è diventato un'icona stessa del genere musicale già a partire dagli anni cinquanta. Ha vinto 14 volte il Grammy. 

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