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Vacanze all'estero: e se mi ammalo?

Curarsi lontano da casa può riservare sorprese: meglio informarsi

Gio 25 Giu 2015 | di Claudio Cantelmo | Attualità

Tempo di vacanze: valigie da riempire nella speranza di riportare a casa un po' di relax, nuove esperienze, arricchimento culturale, specie nel caso di un bel soggiorno all'estero. Ma se, scongiuri permessi, durante l'agognata gita avessimo bisogno di assistenza medica? Ci spetta gratuitamente? Dovremo pagare la visita dal dottore, le cure ricevute in ospedale o, addirittura, l’ambulanza? E le spese, saranno rimborsabili una volta tornati in Italia? Proviamo a vederci chiaro.

Europa, casa mia
Il Servizio Sanitario Nazionale garantisce a chi si reca all'estero per motivi diversi dal lavoro (vacanze, motivi di famiglia, ecc.) un'assistenza gratuita in quattordici Paesi dell'Unione Europea (Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Spagna, Svezia) e in tre  del cosiddetto Spazio Economico Europeo, ovvero Norvegia, Islanda e Liechtenstein. Il turista, prima della partenza, deve recarsi presso l'Azienda Sanitaria Locale di appartenenza munito di codice regionale e documento di riconoscimento per richiedere il modello E 111, documento che viene rilasciato a cittadini italiani e comunitari residenti per un periodo massimo di sei mesi, prorogabile. Le norme vigenti escludono i cittadini extracomunitari, salvo che non siano familiari a carico di un lavoratore italiano o comunitario. Il modulo è valido per prestazioni sanitarie urgenti o impreviste, pertanto, se lo scopo del viaggio è quello di ricevere delle cure specifiche, il formulario E 111 non copre questo tipo di prestazioni e le spese restano a carico dell'interessato. Si può richiedere invece alla propria ASL il rimborso delle spese sostenute in proprio se, per una qualsiasi ragione, non fosse stato possibile utilizzare il modello E 111. Questa possibilità, derivata da una speciale norma comunitaria, prevede sempre per i casi urgenti il diritto al rimborso in base alle tariffe dello Stato membro in cui si è soggiornato. Ovviamente è necessario presentare le ricevute e la documentazione sanitaria di supporto. Non sono coperte le spese per il rimpatrio.

Occhi aperti nel resto del mondo
Diversa la situazione per quanto riguarda gli Stati extra-europei. Se con alcuni Paesi non vige nessuna convenzione, con altri l'Italia ha sottoscritto specifici accordi bilaterali: Argentina, Australia, Brasile, Capo Verde, San Marino, Ex Jugoslavia (Croazia, Slovenia, Macedonia, Bosnia-Erzegovina), Principato di Monaco, Tunisia. Anche qui, niente copertura per il rientro e le modalità variano a seconda del Paese convenzionato e degli accordi vigenti. Per quanto riguarda gli altri Stati non esiste alcuna copertura sanitaria garantita, quindi è bene per il viaggiatore tutelarsi contro eventi sanitari imprevisti con una polizza assicurativa privata.

America crudele?
È luogo comune che, stramazzato a terra negli USA, prima di venirti in soccorso  ti venga chiesta la Carta di Credito.
Parzialmente vero. Di fatto negli Stati Uniti non esistono cure ospedaliere gratuite: prima di poter essere assistito occorre dimostrare di essere in grado di pagare il conto, generalmente molto salato, perché il sistema sanitario americano è davvero costoso.  Solo nel caso di emergenza grave verrai portato al più vicino ospedale e curato anche se non hai l'assicurazione e non puoi pagare il conto, ma solo in conclamato pericolo di vita: anche un arto fratturato potrebbe essere considerato non grave se puoi sopravvivere comunque! Se sei stato portato d'urgenza in un ospedale privato, una volta che la situazione migliora probabilmente sarai trasferito in uno pubblico, ma anche questo ti presenterà il conto ed è bene non farselo arrivare: per questo è fondamentale avere una buona assicurazione che copra le possibili sorprese.                                               

Scoprilo con l'app
Per semplificare l’assistenza sanitaria a chi viaggia, il Ministero della Salute nell’ambito del Progetto EESSI-Electronic Exchange of Social Security Information, finanziato dalla Commissione Europea, ha predisposto due strumenti, utili per qualunque Paese si voglia raggiungere: un opuscolo dal titolo “Mobilità Sanitaria Internazionale”, prodotto in 100mila copie e distribuito nelle Asl, e una app per cellulari denominata “Se parto per…”, già disponibile sul portale del Ministero stesso. Collegandosi al portale o all’app, occorre scegliere il Paese di destinazione alla voce “dove vai?”, selezionare il motivo del viaggio (soggiorno temporaneo, turismo, lavoro, cure, trasferimento ecc.); appare quindi la schermata con le indicazioni su cosa fare prima di partire, durante il soggiorno e altri consigli utili.


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