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Salviamo i bimbi dalle nostre convinzioni

Oggi i bambini vivono in campane di vetro. Noi siamo sopravvissuti alla nostra libertà di sperimentare

Gio 25 Giu 2015 | di Lucrezia L. | Genitori&Figli

Qualcuno salvi i bambini dalle (sballate) convinzioni ideologiche di noi adulti. Ammetto che c'è molto di personale nello stupore con cui ho accolto la notizia che mia cugina aveva fatto asportare le tonsille al suo bimbo. "Aveva febbre alta troppo spesso", mi ha spiegato quando le ho chiesto come mai aveva deciso di far finire sotto i ferri un bimbo di soli cinque anni (esperienza che, nei limiti del possibile, io eviterei a persone di qualunque età). Ed ecco il punto personale: faccio parte di una generazione per la quale l'operazione alle tonsille e alle adenoidi era praticamente un rito di passaggio, un intervento considerato routine e anzi consigliato per evitare che il bimbo si ammalasse troppo spesso per infezioni alla gola. Parliamo della fine degli anni Sessanta e Settanta, cioè il periodo in cui nelle sale operatorie c'era il tutto esaurito per questo tipo di intervento sui bambini, un'epoca in cui, oltretutto, il rapporto con il dolore era agli antipodi di quello attuale. Oggi l'idea che un bambino possa provare un qualunque tipo di fastidio o disagio sconvolge la maggior parte dei genitori, abituati a fare da scudo ai figli contro ogni tipo di tempesta emotiva. All'epoca invece perfino far mettere le mani e il bisturi nella gola di un bambino era considerato un male minore, assolutamente tollerabile, tant'è che di solito si procedeva senza nemmeno praticare l'anestesia. L'unico palliativo era la promessa ripetuta e insistente di una cura successiva a base di gelato. Il ricordo di quell'intervento preferisco rimuoverlo ed ecco perché mi è sembrato strano che ancora oggi qualcuno volesse farlo subire al figlio, sia pure in condizioni diverse (oggi sul dolore si sono fatti grandi passi in avanti). Il fatto è che soprattutto nel sud Italia persiste la convinzione che nelle tonsille irritabili risieda la causa della febbre troppo frequente dei bambini. Eppure ci sono fior di pareri medici che ora giudicano l’intervento utile solo in un numero molto più ristretto di casi. Il fatto che l’irritazione delle tonsille e la febbre si ripetano più volte nel corso dell’anno non basta a rendere consigliabile l’intervento. Bisogna che ci siano altri sintomi: aumento del volume delle tonsille, voce nasale, apnee notturne.
Ma non bisogna stupirci troppo: anche oggi il passaparola, amplificato da internet, diffonde luoghi comuni medici che tanti genitori applicano nella speranza di trovare rimedi facili contro ogni possibile male che possa colpire i figli. Provate a dire alle mamme di un tempo che non è vero che mangiare le arance la sera fa male o che svegliare un sonnambulo non rischia davvero di ucciderlo. “Non guardare la tv da vicino rovina la vista”. Quante volte me lo sono sentito dire! Poi abbiamo iniziato a passare otto ore al giorno a mezzo metro di distanza da un computer…
Guardando alla mia infanzia mi viene da chiedere come sia sopravvissuta al modo in cui vivevamo liberi di sperimentare rischi che oggi verrebbero considerati assurdi. Siamo la generazione scampata alla propria libertà. Chi volterà le spalle guardando al passato, parlerà di oggi come l’era in cui i figli sono sopravvissuti anche se rinchiusi in campane di vetro.


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