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Mettete in salvo i risparmi

In base ad una norma europea, in caso di fallimento, la banca può rifarsi non solo sugli azionisti, ma anche sui correntisti

Gio 25 Giu 2015 | di Armando Marino | Soldi

Vi ricordate che il posto in banca era l'ultima certezza? Venuta meno quella, ora ne vacilla un'altra, ancor più preoccupante: il conto in banca. Una legge sta per introdurre in Italia un principio approvato a livello europeo: d'ora in avanti i fallimenti delle banche peseranno non solo sulle spalle degli azionisti, ma anche su quelle dei correntisti. Per capirsi: fino a prima di questa spaventosa e lunga crisi della finanza mondiale, chi depositava soldi in banca, almeno in Italia, aveva la ragionevole certezza di averli messi in un luogo al riparo da tutto. Per fare un esempio, una rapina nella filiale in cui abbiamo aperto il conto corrente non ci preoccupa, perché l'ammanco sarà coperto dalla banca. E, in passato, i crac bancari sono stati sempre coperti dallo Stato, danneggiando al massimo gli azionisti. Questa sacralità del deposito bancario è stata messa in crisi per la prima volta nella storia dell'Unione europea nel caso di Cipro: qui, pur di evitare che le banche fallissero, si è messo mano ai soldi dei correntisti. Per molti osservatori è stato un errore, perché per evitare una crisi locale e di dimensioni tutto sommato contenute, si é incrinata la fiducia nelle banche. I correntisti di tutta Europa dopo Cipro potevano domandarsi: "E se succedesse anche qui?". Invece di ripristinare quella fiducia, l'Unione ha pensato bene di regolare con una norma la possibilità di rifarsi sui conti dei privati. Per il momento resta un unico baluardo: il fondo di garanzia statale che copre fino a 100.000 euro per ciascun conto corrente. Sopra quella cifra, chi deposita rischia. Ora è un'Europa meno sicura per legge. 


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