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Casa green per tutti

Comoda ed ecologica, da oggi la casa “verde” costa la metà

Gio 30 Lug 2015 | di Claudio Cantelmo | Casa
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Una casa di proprietà ecologica, indipendente dal punto di vista energetico e magari pure dal design accattivante? Snobismo fuori dalla portata dei comuni mortali, pensano in molti, una sorta di privilegio per le tasche di pochi eletti. Falso, o almeno tra poco non sarà più così, se la casa in questione è concepita come una sorta di prefabbricato progettato secondo i più alti criteri di efficienza energetica, che si può acquistare chiavi in mano magari optando per il fai-da-te, che abbatte ulteriormente i costi. E una casa sostenibile, che rispetti la qualità ma alla portata di tutti, a detta degli esperti, sembra proprio essere ciò che manca per un deciso rilancio del mercato immobiliare. Al progetto sta lavorando in particolare lo studio romano di progettazione “Bag”, in prima linea nel campo dell'architettura sostenibile, e le prime eco-case modulari vedranno la luce nei prossimi mesi nella campagna della Sabina, non lontano dalla capitale. «Da tempo - ha spiegato l'architetto Paolo Robazza, fondatore nel 2009 dello Studio - avevamo in mente una soluzione che fosse in grado di andare incontro alle necessità dei giovani, che scelgono di andare a vivere fuori dalla città, sognano di abitare in abitazioni sostenibili ed ecologiche pur non avendo un capitale ingente da investire». È così nata l'idea di realizzare una casa modulare, che può essere quindi ampliata, semi-prefabbricata e dunque molto più economica, ma di alta qualità dagli infissi ai rivestimenti. L'obiettivo è dimostrare che il futuro non è poi così lontano, con edifici tecnologicamente avanzati, ma molto poco inquinanti, risparmiosi sia nei consumi che nell'approccio all'acquisto, contrariamente a quanto invece propone l’attuale mercato immobiliare. In soldoni, assicurano i progettisti, il costo al metro quadro di una casa green è destinato ad abbassarsi di circa il 50%, passando dagli attuali 1.800-2.000 euro (destinati ad aumentare in funzione della posizione) sino a circa 1.000/1.100 euro per una casa con le stesse caratteristiche. Il tutto per un'abitazione totalmente indipendente dal punto di vista energetico, senza la scocciatura degli allacci e che permetterà all'utente di scegliere fra fotovoltaico, solare o impianti di nuova generazione.

LARGO A LEGNO, PELLET E PAGLIA
Come giungere a questo piccolo miracolo finanziario? Due sono i temi su cui intervenire, dicono gli esperti: l'involucro e l'impianto. «La casa va costruita con i materiali più avanzati – afferma Norbert  Lantschner, esperto di sostenibilità ambientale e presidente della fondazione ClimAbita - in modo da isolare efficacemente l'ambiente in cui si abita dall'esterno: il tetto va realizzato con materiali adeguati, le finestre devono essere performanti, come anche le pareti. Quindi per il materiale proposto, uso generoso di legno e paglia, un materiale di scarto, economico, ma altamente performante, e per quanto riguarda gli impianti puntare tutto sulle rinnovabili: dal pellet al solare, al fotovoltaico». Intervenire sui due fronti garantisce risparmi inimmaginabili, sostiene l'esperto, senza contare ulteriori sforbiciate qualora il futuro padrone della eco-casa fosse scaltro nel fai-da-te, e decidendo di trasformare il cantiere in una sede di workshop. Perché, nell'intento dei progettisti le fasi di costruzione possono diventare una scuola, dove coloro che vogliono partecipare all'edificazione possano imparare come preparare l’intonaco con terra grezza, realizzare in proprio un pergolato in bambù o una piscina ecocompatibile. I conseguenti vantaggi vengono così equamente distribuiti tra lo studio dei progettisti, chi vuole formarsi e l'utente finale.

PIÙ DELLA METÀ RISALE AL DOPOGUERRA
«In Italia il cammino da fare per rendere il patrimonio edilizio davvero sostenibile è ancora molto lungo - riprende Lantschner -, basti pensare che sul territorio il 60% delle case risalgono agli anni immediatamente successivi alla guerra». Sono almeno sei milioni gli edifici rispetto ai quali andrebbero aperti immediatamente cantieri per adeguarli a standard energetici moderni, funzionali, ecologicamente compatibili. Le soluzioni attualmente esistenti per rendere un edificio sostenibile sono state ampiamente illustrate nella vetrina MADE (Milano Architettura Design Edilizia) svoltasi nel marzo scorso, dove un ampio spazio è stato dedicato alle Lab Stations, laboratori che dimostrano le performance raggiungibili con le moderne tecnologie operative e con i materiali più avanzati, il loro funzionamento, i loro benefici, ed è stato spiegato nei dettagli come minimizzare il fabbisogno energetico. La vetrina ha illustrato tutte le possibilità per combinare benessere abitativo ed eco-sostenibilità, design e difesa dell'ambiente, spiegando quali sono le scelte innovative che possono davvero fare la differenza. L'Europa detta da tempo direttive ben precise con lo scopo di arrivare a un reale efficientamento energetico, con programmi e strategie. Non dobbiamo inventarci nulla – hanno affermato all'esposizione – per abbattere drasticamente quell'85% di energia che oggi il nostro Paese importa e per ottenere un fortissimo ritorno economico. Occorre capire che i dettami europei non sono imposizioni draconiane, ma normative che concorrono al bene di tutti noi; perseguire il sogno di una casa che consuma un decimo di quelle tradizionali può da una parte consentirci di spendere e consumare molto meno domani e, contemporaneamente, cavalcare la ripresa, partendo dal settore che fa da locomotiva all'economia: l'edilizia.                                             

LA CASA DI PAGLIA
Farà sorridere più d'uno, ma progettisti e esperti vedono nella casa di paglia l’esempio più calzante di architettura sostenibile. Il costo di costruzione e di gestione di un edificio in balle è molto più basso rispetto a un edificio tradizionale, ma il vantaggio economico più consistente si nota nel tempo, risparmiando quasi il 75% dei costi energetici per il riscaldamento e il raffrescamento. Nel caso poi l’edificio venga progettato secondo i principi di bioclimatica, è persino possibile portare a zero le spese eliminando gli impianti.

Niente incendi né allergie
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la casa di paglia protegge dal fuoco. Compresso nelle balle contiene infatti una bassissima percentuale di ossigeno e test tedeschi hanno dimostrato una resistenza R90 al fuoco (90 minuti di resistenza alla fiamma), coefficiente maggiore rispetto ai materiali da costruzione convenzionali. Hanno anche un’ottima resistenza sismica, come afferma il laboratorio del Network for Earthquake dell’Università del Nevada. Materiale naturale e che non necessita di lunghi trasporti, le balle costituiscono un ottimo isolamento termico con capacità di scambiare calore tre volte migliore rispetto alle mura tradizionali, garantendo un’abitazione di classe A. Grazie al loro spessore (45 cm) la casa è acusticamente isolata e permette la traspirazione naturale delle pareti senza formare condense o muffe. Non sviluppa allergie, diversamente dal fieno, e non emette sostanze nocive: l’intonaco a base di argilla che ricopre le balle è un’ulteriore garanzia.

Poco urbana o versatile
Ma qualche svantaggio c’è. L’uso della paglia non permette grandi elaborazioni planimetriche e la struttura in legno impone la costruzione di edifici bassi difficilmente adattabili a un contesto urbano. Questo sistema costruttivo è perciò utilissimo lì dove la struttura sociale non prevede lo sviluppo in verticale degli edifici o in un ambito rurale: in entrambi i casi gli esempi sono moltissimi.


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