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Un popolo in via di estinzione

Dati shock sull’infertilità e cali di nascite in italia

Gio 30 Lug 2015 | di Francesco Buda | Attualità
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Tanta preoccupazione per gli stranieri in arrivo, aumenta la paura dell'invasione e che noialtri, gli italiani, si venga espugnati, spodestati in casa nostra. In realtà, a quanto pare, è ben altro che ci sta scalzando: siamo un Paese sempre più vecchio, con sempre meno nuovi nati.
Stiamo insomma diventando un popolo in via d'estinzione. I dati più recenti, relativi al 2014 e diffusi questa estate dall'Istituto nazionale di statistica, ci dicono che il rapporto nascite/morti non è mai stato così negativo da circa un secolo: quasi 100mila persone decedute in più rispetto ai nati (95.768). E la cicogna ha portato 11.712 bimbi in meno rispetto al 2013.
Solo la prima Guerra Mondiale ci ha fatto registrare risultati negativi al livello demografico più gravi di questo. L'età media nazionale, poi, continua inesorabilmente ad alzarsi, 44,4 anni, con punte di oltre 48 anni in Liguria in tutte le quattro province della regione.
Oltre un compatriota su 5, il 21,7%, è entrato nella terza età, ha cioè dai 65 anni in su, e circa 7 su 100 sono ottantenni e più. Mentre i bebè e i ragazzini fino ai 14 anni sono scesi al 13,8%. Siamo al 183simo posto su 195 nella classifica della natalità stilata dalle Nazioni Unite, e al penultimo su 193 Paesi in quella della Cia, i servizi segreti americani. Entro il 2050, saremo tra i Paesi con più vecchi al mondo, dopo Giappone, Corea del Sud e Spagna. Un abitante del Bel Paese su 3 sarà ultrasessantacinquenne (dati del Pew Research Center).

FERTILITÀ AI MINIMI STORICI
Ma poi, anche volendo, abbiamo sempre più problemi a concepire figli. Ed è questo ultimo aspetto che forse più colpisce e che comunque dovrebbe quanto meno far riflettere.
Sono davvero pesanti gli ultimi dati forniti dal Ministero della Salute su questa realtà: una coppia tricolore su 5 ha difficoltà ad avere figli naturalmente, circa il doppio di 20 anni fa. Nell'ultimo mezzo secolo il numero degli spermatozoi nel maschio italico si è dimezzato. E si è dimezzato - come si rileva dai dati Istat - anche il tasso di natalità negli ultimi 40 anni: l'anno scorso sono nati 8,5 bimbi ogni mille abitanti, nel 1974 questo valore era 16,08.
Nel 1862, all'indomani dell'unità d'Italia, i neonati del nuovo Stato  erano 991mila, ma eravamo 26 milioni e 328mila residenti. Quello che gli statistici chiamano tasso di natalità era di 37,5 nuovi bebè ogni mille abitanti. Oggi è quasi quattro volte e mezzo più basso, ma siamo oltre 60 milioni. L'anno scorso sono arrivati solo 502.596 bimbi.

I PROBLEMI DEL CORPO
I motivi che gli esperti della riproduzione e della sanità indicano all'origine di questa infertilità sono diversi. Si va dall'età sempre più alta in cui si cerca la gravidanza, salita di 10 anni nell'ultimo trentennio, sia nelle donne che negli uomini, alle malattie. Già da ragazzini si possono presentare patologie ai testicoli e al funicolo spermatico, poi crescendo ci sono problemi ormonali, varicocele, infezioni genitali e stili di vita "alterati", dice il Ministero, e problemi di sessualità da adulti. Mentre nelle ragazze - spiegano ancora i documenti ministeriali - le patologie che più danneggiano la fertilità sono, oltre alle alterazioni ormonali, i disturbi del comportamento alimentare e le infezioni genitali e dai 20 ai 40 anni i disturbi ovulatori, l'ovaio policistico, i fibromi, l’endometriosi e le conseguenze delle infezioni, spesso legate alla precocità e promiscuità dei rapporti sessuali.

CHI STA ‘PEGGIO’ È PIÙ FERTILE
Certo che migliori condizioni di vita aiutano a fare figli e a crescerli.  Se guardiamo la storia del Paese, vediamo però che, nonostante le due maggiori tragedie che hanno investito il nostro popolo, il primo e il secondo conflitto mondiale, i bimbi comunque arrivavano: subito dopo il mitico '15 - '18, nacquero 795mila pargoli nel 1919 ed eravamo poco più di 37 milioni.
Nel 1946, l'anno successivo alla Liberazione e ben prima del boom economico, furono oltre un milione i neonati, tra le macerie umane e materiali lasciate dalla guerra e dal nazi-fascismo, con una popolazione di 45 milioni e mezzo di italiani.
Del resto, anche oggi a fare più figli sono gli uomini e le donne dei continenti e dei Paesi materialmente meno ricchi, con situazioni igienico - sanitarie e umane meno fortunate. Invece ora non sono rari i casi di coppie che non riescono a concepire, pur non avendo patologie agli organi riproduttivi: le cosiddette infertilità idiopatiche.

NIENTE GIUDIZI, MA CHE SUCCEDE?
Non vogliamo, non possiamo né dobbiamo andare a caccia di colpe e di colpevoli. Trattare certi temi meravigliosi, ma delicati, che riguardano la Vita umana, l'intimità della coppia,  sogni e desideri così sacri come quello della proCreazione, è come camminare sulle uova.  Ma la realtà ci interroga: al di là degli incontestabili aspetti clinico-medici, c'è altro? Ad apparire indebolita è la stessa capacità di generare vita, nonostante il desiderio e la buona volontà di metter su famiglia e mettere al mondo - e che mondo! - dei frugoletti da cullare, amare, prendere in braccio e veder crescere, a cui cercare di dare il meglio di sé, perché nonostante tutto si vuole puntare sulla vita. Sul sesso non incombono più i freni d'un tempo, s'abbassa di continuo l'età in cui si scopre - o si subisce inconsapevolmente - la carnalità; il matrimonio da quel dì non è più percepito come punto di riferimento per fare l'amore e fare figli. E dice anche che siamo tutti più emancipati delle nostre nonne e bisnonne. Eppure...
Possibile che di fronte alla quasi sparizione dei bambini in Italia, in contrapposizione al sacro desiderio di procreare, il focus sia tutto su soluzioni tecnologiche quali congelatori per embrioni, uteri in affitto o gravidanze surrogate, come preferiscono dire alcuni, provette e laboratori? Cosa trovano le coppie che vogliono dei figli? Vengono davvero, onestamente, sanamente, aiutate ad andare alla radice più profonda del problema?

SESSUALITÀ, FORZA, AMORE
«I laboratori servono, come la scienza tutta se messa al servizio dell’uomo - spiega ad Acqua & Sapone, l'endocrinologa Aurora Saporosi, esperta del settore -, vanno bene se usati per eseguire diagnosi corrette e per orientare opportune terapie, ma non nel business in cui la persona viene usata... Nessuno può arrogarsi il diritto di giudicare o dettare leggi morali di comportamento, però, davanti al problema dell’infertilità, è necessario testimoniare l'amore, anche da parte dello scienziato e dell’educatore. Vediamo che, davanti alla bellezza del creato e al desiderio di procreare, è necessario riconoscerne l'armonia e le intime leggi della natura. Invece ora si sta rinnegando l'esistenza di ciò e si tende a sacralizzare i desideri umani, utilizzando le tecnologie. Personalmente ho sperimentato e continuo a vedere, da medico e da insegnante di metodi naturali, che solo quando metto da parte le mie certezze per accogliere senza pregiudizi le persone che incontro, con la loro storia, le loro convinzioni, i loro progetti e i loro dubbi, allora vedo affiorare proprio nell'intimo delle persone che ho davanti le risposte giuste, la capacità di scegliere. Si resta sorpresi e arricchiti di fronte alle risorse, talora impensabili, che si vedono emergere in queste persone», gioisce la dottoressa, che da una vita accompagna e sostiene le coppie che si rivolgono al Centro Studi per la Regolazione Naturale della Fertilità dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. Una realtà che ha aiutato tante coppie a generare in modo armonico, responsabile, consapevole e senza eccessive medicalizzazioni, che considerano la persona solo come  “oggetto di studi”, come macchina e utente. E senza spendere cifre da capogiro. Come pure a rinviare o evitare del tutto il concepimento, se questo rientra nel progetto responsabile della coppia, senza però bombardare la donna di sostanze chimiche contraccettive, spacciate come innocue e amiche della donna, ma che oggi la scienza riconosce come dannose. In particolare presso il Centro, si insegna il metodo dell’ovulazione “Billings”, utilizzato in tutto il mondo con altissima validità, scientificamente dimostrata e riconosciuta anche dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.
Il metodo Billings ha dimostrato ampiamente la propria efficacia, sia per ottenere che per evitare la gravidanza, anche nei Paesi più popolosi del mondo, come Cina e India.

CONOSCERE LA PROPRIA NATURA
«Attualmente siamo indeboliti proprio nella concezione della nostra identità di persone, di coppie, di esseri umani parte del creato e generati dall’amore e non dal caso, ma se riscopriamo la nostra natura possiamo fare molto. I metodi naturali - sottolinea la dottoressa Saporosi - sono spesso visti come i contraccettivi dei cattolici, ma ciò è molto riduttivo. Il progetto familiare della coppia, in cui vanno inseriti, non può prescindere da valori fondamentali, quali la dignità della persona, l'amore coniugale, la fecondità nel senso di dono di sé all’altro e del dono della vita ai figli, e che va ben oltre la fertilità biologica. Questi valori, nel relativismo attuale, si stanno scomponendo, non si vede più la persona nella sua completezza ed unità, ma solo nei suoi desideri e nell’esigenza dei diritti, individuali e non. Si è arrivati a proporre la procreazione senza la coppia. La vita diventa una sorta di bene di consumo: desidero un figlio e cerco di ottenerlo attraverso quello che la scienza e la tecnica mi promettono. In un tempo come quello attuale – dove i valori del rispetto della vita umana, della famiglia, dell’amore coniugale sembrano voler essere oscurati da un relativismo che pare negare, oltre alla verità della natura umana, il senso stesso della vita - avvertiamo ancora di più l’importanza della proposta dei metodi naturali come percorso di autoconoscenza e educazione alla sessualità e alla procreazione responsabile, nella prospettiva di offrire un servizio utile a quanti operano nel campo della difesa della vita nascente. Vediamo, invece, la proposta diffusa di una medicina spesso più sostitutiva che riparativa - sottolinea la scienziata -. Meglio invece conoscerci ed aiutare le persone e le coppie a conoscere e valorizzare la propria natura, perché conoscere la natura della persona non fa male a nessuno, anzi, arricchisce, fa crescere e dà valore alle scelte che facciamo e ai progetti che vogliamo realizzare. Siamo assai lontani dalla consapevolezza della nostra creazione. Come siamo noi?». Già: cosa è, come è la Persona? Siamo chiamati a coltivare certe domande e partorire risposte su noi stessi, sulla Vita, sulla procreazione. O vogliamo perderci in sterili, è il caso dirlo, ideologie, moralismi, business?


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