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Se la rete inganna...

Dobbiamo credere o no alle recensioni che leggiamo su Tripadvisor?

Gio 30 Lug 2015 | di Laura Bruzzaniti | Attualità
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Siamo in vacanza in una città che non conosciamo e cerchiamo un ristorante per andare a cena. Nessun amico per chiedere un consiglio. Che si fa? Andiamo a cercare informazioni su internet, soprattutto su Tripadvisor, il sito che raccoglie milioni di commenti di clienti su ristoranti e alberghi in tutto il mondo. Ma anche su Google Map o Yelp. Digitiamo la località e i siti ci forniscono una lista dei ristoranti, con un punteggio che riassume i commenti dei clienti. Leggiamo qualche commento per farci un'idea e poi scegliamo, in genere tra i primi ristoranti della lista. Il problema è che i commenti che leggiamo in alcuni casi sono completamente inventati, scritti a pagamento da persone che in quel ristorante non ci sono neanche mai state. Su questi siti, infatti, chiunque può scrivere qualsiasi cosa, senza nessun controllo (per controllare basterebbe, per esempio, chiedere di allegare alla recensione uno scontrino per provare di essere stati clienti). I commenti sulla rete però influenzano le nostre decisioni sulla scelta di ristoranti e alberghi, tanto che alcune imprese si costruiscono una buona reputazione online commissionando, a pagamento, pacchetti di commenti positivi ad aziende di marketing. Commenti finti, naturalmente, scritti da "articolisti" con pochi scrupoli. Vediamo come lavorano gli scrittori di finte recensioni.

GUADAGNARE SCRIVENDO FINTE RECENSIONI
"Non ci troverai online, operiamo nella riservatezza più assoluta. Aiutiamo tutti quegli esercizi che a causa di recensioni negative, false, scritte magari da ex dipendenti, da invidiosi e dalla concorrenza, vedono il loro lavoro andare alla deriva. Siamo un po l’A -TEAM della situazione!". Così si descrive la Premium Review, azienda che vende commenti positivi a ristoranti e alberghi mal recensiti sulla rete. Nella mail inviata a chi vuole lavorare come scrittore di finte recensioni, l'A-team descrive il lavoro nel dettaglio: si tratta di scrivere recensioni di 150/200 parole, pagate tra €3,5 e €5. A regime si scriveranno circa 15/20 recensioni, con un guadagno di 100 euro al giorno. Con l’arrivo dell’estate si dovranno recensire soprattutto strutture turistiche. Le recensioni dovranno essere solo positive e seguire alcune linee guida: raccontare quando si è andati, con chi e per quale motivo per rendere più realistico il commento, cominciare inserendo una prima impressione, menzionare tutti i servizi (esempio: cibo ottimo, il personale era gentile ed educato, la camera era molto pulita, il letto comodo come quello di casa!) e preferibilmente concludere con una raccomandazione specifica  (“se andate vi consiglio di prendere una camera vista mare").
Il finto commento andrà poi pubblicato su TripAdivsor, Facebook, Google Map, FourSquare e Yelp.  Ci fingiamo interessati al lavoro e riceviamo i dettagli delle prime tre imprese da recensire, per vedere se siamo bravi: un albergo a tre stelle vicino Venezia e due ristoranti a Catania. Andiamo a leggere  i commenti che già esistono in rete su queste strutture e sono molto negativi: l'albergo è vecchio, i due ristoranti cari, il servizio lento, il cibo non un granché. C'è anche qualche recensione positiva, ma a questo punto immaginiamo che si tratti di recensioni pagate. Scriviamo la finta recensione per l'hotel, raccontando di essere stati nell'albergo con la famiglia per una breve vacanza, che i camerieri sono stati molto gentili con il bambino che aveva delle allergie alimentari,  l'albergo era vecchio, ma pulito, la camera confortevole, la piscina molto bella. Ci rispondono che va benissimo. A questo punto avremmo potuto pubblicarla e guadagnare così i nostri 5 euro. Non male per pochi minuti di lavoro.

NO TRIPADVISOR, LA CAMPAGNA DI ITALIA A TAVOLA
L'affidabilità di Tripadvisor e stata messa in dubbio ultimamente da più parti: “Striscia la notizia” ha dimostrato come sia facile per un'impresa comprare recensioni positive, mentre la multa di 500mila euro alla quale era stato condannato Tripadvisor dall’Antitrust è stata ribaltata dal Tar il 13 luglio, che ha annullato la multa perché Tripadvisor "non ha mai asserito che tutte le recensioni sono vere, richiamando anzi l'impossibilità di controllo capillare e invitando a considerare le 'tendenze' delle recensioni e non i singoli apporti".
Ma la guerra al sito continua.
Recentemente il quotidiano di enogastronimia “Italia a tavola” (www.italiaatavola.net) ha dimostrato che essere primi in classifica su Tripadvisor non siginifica molto, creando su internet un ristorante inesistente, “La Scaletta” di Moniga del Garda, e riuscendo a farlo arrivare primo in classifica con dieci recensioni positive. Più un posto è famoso, più sarà recensito e tra le recensioni ce ne saranno anche di negative. Quindi può succedere che un ristorante stellato sia più giù in classifica rispetto a una gelateria appena aperta. Per questo il sito all'inizio dell'estate ha lanciato la campagna “No Tripadvisor”. Centinaia i ristoranti che hanno già aderito esponendone in vetrina il logo, impegnandosi pubblicamente a non comprare giudizi positivi  o negativi e per dire No a classifiche poco attendibili.


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