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I comandamenti del burocrate

In un libro il decalogo del (pessimo) servitore dello Stato

Gio 24 Set 2015 | di Armando Marino | Soldi

Durante l’estate appena trascorsa ho avuto l’occasione di incontrare Alfonso Celotto, un dirigente del ministero dello Sviluppo economico che è diventato romanziere. Il protagonista dei suoi libri (il più famoso è “Dott. Ciro Amendola, direttore della Gazzetta Ufficiale”) è un po’ un suo alter ego, un solerte servitore dello Stato coinvolto in varie avventure. Durante l’incontro, avvenuto al Festival delle Storie in Val Comino, Celotto ha letto il suo decalogo dei comandamenti del (pessimo) burocrate. Purtroppo, credo che siano molto seguite negli uffici pubblici e chi si ribella a queste “regole" andrebbe premiato. Sono veramente esemplari, per cui vi riporto quelli più significativi così come li ha scritti Celotto:
#1. Si è sempre fatto così.
Gli uffici non sono regolati da leggi, decreti e ordini di servizio, ma dalle abitudini consuetudinarie, rese abituali negli anni. Il giro della posta, le pause caffè, le riunioni con il Capo, tutto era regolato da usi secolari. E chi provava a cambiare qualcosa… viene subito redarguito! Chi lascia la strada vecchia per la nuova….
#1-bis. Chi copia non sbaglia.
La tendenza ad essere conservatori emerge anche nella redazione delle pratiche. Va sempre cercato il precedente: così potrai sempre giustificare la tua decisione, addebitandola al predecessore. Se ti chiedono di cambiare, rispondi “Si è sempre fatto così”, come sopra!
#3 Applica con rigore il mansionario.
Fai soltanto ciò che è rigorosamente di tua competenza, correlato al grado e alla funzione. Cioè il meno possibile.
#5 Organizza riunioni con almeno 15 partecipanti.
In maniera che non si decida mai nulla. Ma che ci si riservi tutti di approfondire ulteriormente.
#6 Le pratiche più complesse non vanno lavorate. Vanno lasciate su un angolo della scrivania. Spesso dopo un paio di settimane si fanno da sole (cioè tutti se la dimenticano e il problema irrisolvibile si sgonfia da solo).
#7 Le carte importanti non si portano ordinatamente in archivio: si nascondono in un cassetto della propria scrivania. Così quando il capo le cerca la buona figura è assicurata
#9 Nove, undici, tredici, quindici. I quotidiani appuntamenti immancabili con giornale, cappuccino, pranzo, caffè
#10 Per mostrarti aggiornato usa spesso parole inglesi. Non si fanno riunioni, ma meeting. L’esito non si riferisce: si debriffa. Non si sceglie un posto: ma una location. Una nuova azienda non si avvia: è start-up. Insomma: assai meglio fare brainstorming in conference call con i partner  dopo il meeting. Sei più cool”.

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