acquaesapone Mondo
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri

Creta: La più grande

Non solo mare nell’isola più grande della Grecia

Gio 24 Set 2015 | di Claudia Bruno | Mondo
Foto di 22

Atterrare a Creta non è come arrivare in una qualsiasi delle isole greche. Creta ha un suo odore specifico e non potrebbe trovarsi altrove né essere altrimenti. Con una superficie di 8.335 chilometri quadri è l’isola più grande tra le greche e del Mediterraneo la quinta per estensione, dopo Sicilia, Sardegna, Cipro e Corsica. Situata alla stessa distanza tra Grecia e Turchia, al confine meridionale del continente europeo, affacciata sulla Libia, più che essere semplicemente un’isola, Creta è una terra. Non a caso fa parte delle tredici periferie della Repubblica Greca, vale a dire gli enti territoriali in cui questa si divide, qualcosa di simile alle nostre regioni. È davvero difficile visitare l’intero territorio di Creta in poche settimane, se si considera che l’isola è lunga 260 chilometri e varia in larghezza dai 12 ai 57. Fondamentale è quindi selezionare una o due tra le vaste aree che la compongono, che sono almeno quattro, corrispondenti alle province di Chania, Rethimno, Lasithi e Heraklion. Quest’ultima, che è la capitale, ospita l’aeroporto più trafficato di Creta; l’altro aeroporto internazionale è a Chania, comodo per chi vuole visitare la parte ovest dell’isola.

Oasi, deserto, terra di miti
Spiagge bianchissime o scure, ulivi, ginepri, altipiani, cascate, gole e canyon, strapiombi ramati, steppe ingiallite e aride, montagne tanto alte da restare innevate anche durante la stagione calda. Basterà spostarsi da Est a Ovest, da Nord a Sud, per capire che dentro Creta c’è la ricchezza del mondo. Se sul versante settentrionale il paesaggio è più acquoso e verde, la terra color rosso acceso e in estate sentirete gridare le cicale dai rami degli olivi secolari, a Sud, dove Creta condivide il mare con l’Africa, vi troverete di fronte a distese di terra completamente aride, accarezzate da venti caldissimi in un religioso silenzio. Un deserto che sembrerà quasi privo di forme di vita e capace di tenere nascosti tra i tornanti villaggi di case bianche bagnati dal mar Libico: come Agia Galini, in provincia di Rethimno, o Matala, nota per la scogliera ricca di grotte preistoriche, abitate poi dalle comunità hippy negli anni settanta. Se troverete Heraklion caotica, frenetica e multuculturale, Chania vi lascerà incantati per il fascino dei suoi quartieri, le vie di botteghe di artigiani (soprattutto di pellame) e la grazia del suo porto veneziano. Ma è nell’entroterra che troverete il cuore dell’isola e le sue viscere, con rilievi alti oltre 2mila metri e profondissime gole, borghi arroccati e villaggi di montagna (come Spíli, nell’area del Messará, con la sua fontana veneziana, che offre acqua potabile da 19 teste di leone in una lunga vasca), monasteri in cima alle colline e occhi anziani di signore vestite di nero e di uomini seduti in gruppo che il mare non l’hanno neanche mai visto. Agricoltura e allevamento di capre e pecore costituiscono, insieme al turismo, le economie principali di Creta, rendendola in qualche modo meno vulnerabile all’impatto delle attuali crisi finanziarie. La varietà e la bellezza dei paesaggi più selvatici e incontattati convivono quindi con terrazzamenti, suoli coltivati e pascoli, oltre che con le tracce di una storia e di una cultura millenarie. L’isola, infatti, fu abitata sin dal neolitico, a partire dal 7000 o 6000 a.C., quando iniziò il suo sviluppo. Al 4000 a.C. risalirebbero invece le tracce di quella che è riconosciuta come la prima civiltà di Creta, quella minoica, discendente dal re Minosse, figlio di Zeus ed Europa, nome che probabilmente sta ad indicare un’intera dinastia di sovrani. A quest’isola sono legate alcune delle leggende più famose della mitologia greca, da quella del Minotauro, a Dedalo al labirinto, ad Icaro, Arianna, Teseo e il famoso gomitolo di filo...

Mare caldo fino a ottobre
Nel 2015 il riconoscimento di Bandiera Blu, che certifica la qualità e lo stato di salute delle acque marine, è stato assegnato in Grecia a 9 porti  e 395 spiagge. Di queste, a Creta se ne trovano ben 105 di cui 29 solo nella provincia di Chania, 16 in quella di Rethymno, 17 nella zona di Heraklion e 44 nella regione di Lasithi. La varietà delle spiagge cretesi è davvero ampia, ne esistono di tutti i tipi, ampie come a Falassarna, vulcaniche, di sabbia fine e bianchissima o di ciottoli, accessibili o di rupi scoscese come quelle affacciate sul versante meridionale, e non sono meta solo per il turismo internazionale, ma soprattutto dei greci e degli stessi abitanti dell’isola. Le baie sono tante e spaziose, alcune attrezzate, altre selvatiche, raggiungibili comodamente o dopo faticose arrampicate, dalle sembianze di laghi - come quella di Stavros, set di alcune scene del film “Zorba il greco” - o incluse in riserve e parchi naturali. Sarà difficile trovarvi in spazi affollati. In ogni caso, se avrete la possibilità di arrivare a Creta a giugno o meglio in ottobre – quando le temperature delle acque sono più calde – potrete godere di questi paradisi in tranquillità. Tra l’altro a ottobre i costi si abbssano notevolmente: due settimane in hotel o in un villaggio o in appartamento con volo, a persona, costano sui 500 euro.

Riserve naturali
Alcune delle aree più incantevoli dal punto di vista naturalistico si trovano nella parte occidentale dell’isola. Oltre alla penisola di Elafonissi, sul Mar Libico, dalla sabbia con sfumature rosa, sito di deposito delle uova della tartaruga caretta-caretta, imperdibile è la riserva di Balos, una laguna suggestiva per le acque cristalline, bassissime e la sabbia bianca. Per raggiungerla potete andare via mare, ma anche a piedi, dall’interno, seguendo un sentiero di terra rossa, popolata da cespugli di timo dalle fioriture violette, che vi regalerà contrasti di colori sorprendenti e panorami mozzafiato. Potrete incontrare qualche piccolo venditore locale di miele e prodotti derivati dall’allevamento delle api, capre selvatiche arrampicate sugli strarupi e anche qualche asinello disposto a farvi da taxi se siete stanchi. Altra riserva preziosa è quella di Kedrodasos che sulla spiaggia chiara e finissima, e davanti all’acqua profonda e turchese, ospita un bosco di ginepri marittimi secolari dai tronchi intrecciati e dal profumo deciso. L’esemplare più anziano presente nella riserva ha 150 anni. Un’area di oltre 11 ettari protetta e appartenente a un sito d’interesse comunitario Natura 2000. Questo paradiso è rimasto senza strutture turistiche e viene popolato nei mesi caldi dagli amanti del campeggio libero, che si sistemano all’ombra dei ginepri e si godono questo tratto di costa nella pace.
 
Montagna e trekking
L’inizio dell’autunno, qui per niente piovoso, è anche il periodo migliore per il trekking. Perché Creta non è solo mare, ma anche montagna. Montagna vera, se si considera che i rilievi più alti sfiorano i 2500 metri dal livello del mare. Si pensi al Monte Ida (2456m), la vetta più alta situata nella parte centrale dell’isola, alle Montagne Bianche o Lefta Ori (2452m) a ovest, o al Monte Dikti (2148) a est. Diversi e di varie difficoltà sono i sentieri presenti sull’isola, alcuni interni, altri costieri, altri in mezzo a valli e gole (la valle dei Morti, le gole di Samariá o di Aradena). Passeggiando per questi gorges calcarei potrete avvistare anche le aquile.

Elisir di lunga vita
Genuina, saporita, invitante. Uno dei pregi della Grecia è la cucina locale, che conta su ricette caserecce e di tradizione contadina, piatti semplici e freschi a base di carne e di verdure di stagione, ma anche formaggi cotti e dolci fritti nell’olio e immersi nel miele o nello sciroppo d’acero. Nota positiva, un pasto in taverna costa sempre circa la metà di un pranzo o di una cena in Italia e la qualità degli ingredienti è spesso alta, proprio perché si tratta di prodotti provenienti per la maggior parte da coltivazioni familiari del posto. Questo vale sempre tranne che per il pesce, spesso surgelato o, se fresco, più costoso del resto degli alimenti e in generale poco amato dalla cucina greca: i greci sono soprattutto un popolo di pastori e agricoltori, la tradizione della pesca non è così sviluppata. Oltre ai piatti che si possono trovare in tutta la Grecia continentale e insulare a Creta esiste una tradizione culinaria specifica. Specialità cretesi sono il formaggio graviera fritto in padella e ricoperto di semi di sesamo, il formaggio dolce e morbido di pecora o di capra (myzithra) utilizzato per sfoglie e ripieni, friselle di ceci, gallette impastate con il coriandolo, carne arrostita a legna con metodi molto antichi, pane secco impastato con l’aglio e servito con pezzetti di pomodoro fresco olive e feta. In molte taverne, a fine pasto, vi offriranno frutta fresca e grappa. L’alimentazione cretese è stata riconosciuta a livello internazionale come particolarmente salutare, perché ricca di olio d’oliva, vino, legumi ed erbe selvatiche (sull’isola ne esistono circa 70 specie), ingredienti, questi, ricchi di antiossidanti. Una tradizione che va avanti da millenni e a cui è stata attribuita la longevità della popolazione locale. Stando ad alcune ricerche scientifiche, infatti, i cretesi, insieme ai giapponesi, sarebbero i più longeve al mondo.                            

Condividi su:
Galleria Immagini
Ricerche Correlate
viaggi creta isola mare