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Danzica: una pietra preziosa nel Baltico

Tra mare, tradizione, verde, piazze e villaggi di pescatori

Gio 24 Set 2015 | di Testo e foto di Giuseppe Barbieri | Turisti non per caso
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Danzica ci accoglie festosa e il nostro albergo "Danzica" è proprio di fronte al defilè degli edifici storici, che si susseguono sulla Riva Lunga del fiume Motlawa, dove s’adagia la città. La veduta che ci appare dalla finestrella del vecchio granaio restaurato, ora un 4 stelle, è suggestiva. Siamo nella zona che fino a poco tempo fa aveva lungo il canale antichi granai, ora è stata fatta una marina turistica, che regala a quest’angolo molto prestigio e gli antichi magazzini riutilizzati come alberghi di lusso hanno reso tutto molto attraente. 
Oggi è il primo giorno della Fiera di San Domenico che dal 1260 si ripete ogni anno dal 25 luglio al 19 agosto, il più grande evento culturale e commerciale della Polonia. Come nel Medioevo, artigiani, collezionisti, artisti di strada e turisti da tutto il mondo si incontrano tra bancarelle, musica e una grande ruota che sovrasta la città, facendola sembrare un grande parco giochi, con la gioia per le famiglie, le coppie, i single, grandi e piccini: c’è posto per tutti con tanta voglia di divertirsi. E questo i polacchi lo sanno fare proprio bene! A sera, i fuochi d’artificio che partono dalla chiesa di Santa Maria, illuminando la città, ci danno il benvenuto. Tutto il centro storico, come la Via Reale, la Via dell’Ambra, la Piazza del Mercato Lungo, la Piazza della Chiesa di Santa Maria sono frequentatissime e pedonali, con negozi, ristorantini e in particolare orafi, che espongono in bella mostra gioielli, dove prevale la resina fossile millenaria in tutte le forme, considerata l’oro del Nord,  poiché questa è anche la “città dell’ambra del Baltico”. Lungo le strade e piazze, tra profumi di spezie e dolciumi, ci sentiamo come nel paese dei balocchi.

IL MUSEO DEL MARE
Prima di immergerci pienamente nel trambusto della festa, vogliamo visitare il Museo del Mare, perché da qui, con il commercio e le attività marittime, ebbe inizio la storia della città: raccontata in modo semplice, ma efficace, riassume molti eventi delle vicende storiche di questo popolo, vissute e superate sempre con molta dignità. Fa parte anche del museo la famosa Gru del XIV secolo, situata sulla sponda di fronte, ormai considerata il simbolo di Danzica: funzionava attraverso due grandi ruote che utilizzavano la forza umana. Nelle varie sale, ambientazioni diverse, dalla casa tipica del commerciante arricchito, al doganiere o all’addetto delle ordinazioni dei materiali di scambio. Una bella testimonianza! Da questa banchina ora partono i vascelli d’epoca, come la “Perla Nera”, per fare il giro fino al mare, con tutto l’equipaggio vestito da pirata. Un bel modo per effettuare una gita, arrivando al Porto Nuovo fino a Westersplatte, la penisola sabbiosa e pianeggiante sulla costa baltica alla confluenza con la Vistola, tristemente nota per gli eventi bellici della Seconda guerra mondiale. Ora è un luogo dove i turisti vanno per passeggiare ed ammirarne la natura, mentre i polacchi anche per portare un fiore ai caduti. Tornando a Danzica, a bordo viene improvvisata una gran festa: un “pirata” canta e suona, mentre gli ospiti di diverse nazionalità, in coro lo accompagnano allegramente, allietando la navigazione. 

I CONSIGLI DI ROBERTO
Ritornando dalla gita, vogliamo cominciare a conoscere un po’ la cucina polacca e il nostro amico Roberto, che vive qui da alcuni anni, coglie l’occasione per fare una pausa dal suo lavoro di guida turistica per dedicarsi completamente a noi e farci vivere questa vacanza nel migliore dei modi. Così ci suggerisce il ristorante tipico Fishmarkt, un locale tradizionale e semplice dove mangiamo molto bene pesce freschissimo del Baltico, come salmone e merluzzo, accompagnato da tante verdure e patate, arricchite da salse appetitose. Arrivati sulla Riva Lunga, all’uscita dalla Porta Verde, c’è il famoso “Michel” un caratteristico negozio artigianale di gioielli, dove il titolare lavora l’ambra. Una vera grotta di Alì Babà, ori e argenti che incastonano pietre fantastiche, dal giallo le più preziose, all’ocra scuro. Mentre parliamo in italiano, per ospitalità prende una bottiglia trasparente, dove all’interno galleggiano pagliuzze di oro da 22 carati, ce ne offre un bicchierino per bere e un po’ ci sbalordisce. Mentre la assaggiamo ci dice che questa è la famosa “Golden Wasser”, l’Acqua d’Oro di Danzica, una bevanda alcolica eccellente a base di erbe, inventata dall’olandese Ambrosius Vermollen, che dal 1598 non si è mai smesso di produrre e ai gioiellieri di questa città piace molto stupire i propri clienti.
Dopo quell’aperitivo “regale” non ci resta che approfondire meglio la cucina tradizionale e quella casciubia è una tentazione. I Casciubi sono un gruppo etnico a parte, risale ad un’antica regione dove vive una popolazione con una lingua propria riconosciuta e protetta e, anche se una minoranza, conserva tutte le tradizioni con orgoglio, come i lini ricamati dai tipici delicati motivi floreali, sculture e oggetti in legno e ceramica e tra questi anche la loro cucina. Nella piazza del Mercato Lungo, proprio all’angolo di fronte alla Fontana del Nettuno, c’è il tipico ristorante “Velevekta”: un piatto di portata ci presenta per primo i famosi e apprezzati “pierogi”, simili ai nostri ravioli, però di acqua e farina, ripieni di formaggio e funghi, seguiti da carne di maiale col sugo e verdure, saporitissimo. E non parliamo dei dolci, che qui sono a dir poco fantastici da vedere e da mangiare. Il proprietario Simone, in omaggio, ci porta una vodka aromatizzata all’erba del bufalo, molto delicata e gradita, senz’altro utile per la digestione. I consigli di Roberto sono indispensabili e, raggirati i palazzi del centro storico, chiamiamo un taxi che, al prezzo di 40 sloti, la moneta polacca, equivalente a circa 10 euro, ci porta al Parco di Oliwa. Lì c’è il Palazzo dell’Abbate, che ha la caratteristica di avere un giardino all’inglese e un giardino alla francese, e non si può dire quale sia il più bello, ma la cosa certa è che la Cattedrale cistercense del XIII sec. è eccezionale! A parte la magnificenza esteriore che la rende altissima con la sua linea slanciata, all’interno possiede un organo tra i più imponenti d’Europa, con circa 8000 canne, e quando le dita toccano la tastiera gli angioletti danzano intorno alla loro tromba. I suoni che può anche produrre sono il canto degli uccellini e il tuono del temporale. Ogni giorno d’estate e una volta a settimana d’inverno, ad orari prefissati, si tengono sublimi concerti gratuiti che allietano le orecchie e l’anima con famose armonie. Roberto ci consiglia di visitare poi il cantiere più famoso al mondo della Sunreef Yachts, che è proprio a due passi dall’officina storica dove lavorava Lech Walesa, il sindacalista politico polacco premio Nobel per la Pace nel 1983.
C’è da dire che Danzica, insieme alla città portuale di Gdynia e quella termale di Sopot, forma un unico agglomerato urbano, detto Trojmiasto (la Tripla città). Gdynia è molto più commerciale per via del porto, ha un aspetto più urbano e moderno. Costruita intorno al 1920 appunto, in epoca di modernismo, ha la caratteristica di essere stata ampliata, mantenendo lo stesso stile, così da sembrare molto razionale e contemporanea. Da qui nei primi Novecento partivano i bastimenti per l’America e i polacchi furono tantissimi ad emigrare in cerca di futuro. La cittadina di Sopot invece è qualcosa di sorprendente, molto Belle Epoque, dall’atmosfera un po’ inglese, con tanto verde e piste ciclabili che la rendono particolarmente gradevole per le vacanze. Questa città era solo un piccolo villaggio di pescatori, ma nel 1800 un ricco imprenditore creò il primo stabilimento termale, e proprio in questo periodo fu fatto il molo a scopo turistico, per entrare meglio a contatto col mare. Nel corso degli anni venne ampliato e allungato e la fama di questo luogo, della sua bellissima spiaggia bianca e della natura circostante, è divenuta internazionale. Nel suo imponente edificio il Grand Hotel spicca tra tutti sul lungomare e si tramanda che qui alloggiarono personaggi famosi, come Marlene Dietrich e Greta Garbo.

SOPOT BY NIGHT
La città frequentatissima da polacchi e moltissimi turisti, anche di notte conserva tutta la sua vivacità che la caratterizza. Al centro, come un proseguimento del molo, la famosa via Monte Cassino, tappa d’obbligo per i caffè, ristoranti, negozi, artigiani, ma non si può fare a meno di soffermarsi a vedere la “casa storta” o ubriaca, dove al suo interno ci sono bar, ristoranti, pub e un centro commerciale. Costruita nel 2003, un po’ sul genere di Gaudì, è al primo posto nella classifica dei 50 edifici più strani del mondo e ormai è anche segnalata nelle guide. Anche da qui, con “pirati” a bordo, parte un vascello d’epoca che costeggia il golfo ed arriva fino a Gdynia, dove si può sbarcare per la gioia dei piccoli, ma anche dei grandi, come abbiamo fatto noi, e visitare l’interessante Acquario Oceanografico, che ospita su tre piani fauna e flora marina del Mar Baltico, oltre a ricreare ambienti marini della barriera corallina.
Torniamo a Sopot verso l’albergo Mera, dove alloggiamo con affaccio sul Baltico. è sulla strada pedonale e ciclabile alberata che si allontana silenziosamente dal centro ed è già oasi. Ci aspetta una bellissima piscina termale e sauna tra musica e profumi di essenze, che rendono questo soggiorno una vera vacanza. Dopo, vestiti di tutto punto, ce ne andiamo a piedi al tipico ristorante sul mare Bulaj pub, per la nostra cena di pesce. L’indomani molto presto ci concediamo un bel bagno nel Baltico davanti al nostro albergo. Freschi e riposati, proseguiamo in macchina il viaggio verso nord e il sole ci accompagna in una giornata luminosa. La nostra meta è la penisola di Hel, una striscia di terra che penetra nel golfo per circa 80 km di spiagge, natura e animali. Per giungerci, prima facciamo una sosta a Puck, una cittadina molto graziosa con una piazza immensa, arriviamo a piedi al porticciolo, che subito ci riporta indietro nel tempo: piccoli battelli di pescatori, un molo di legno con tanti bagnanti sotto che lo vivacizzano e notiamo che qui l’acqua del Baltico è molto bassa. Per poter nuotare bisogna entrare molto nel mare e vediamo, infatti, tante persone in lontananza ancora in piedi a chiacchierare o a giocare. Proseguiamo, quindi, con tanta curiosità verso Hel, dove ci aspetta qualcosa di molto particolare. Lungo la strada, campeggi, alberghi, spiagge lunghe e bianchissime, boschi si susseguono tra molta gente in vacanza che anima questo paradiso della natura. 
Alla punta della penisola ci anticipa Roberto, dove c’è una base di studio e ricerca per le foche, che vengono assistite e protette per la loro ripopolazione nel Baltico, soprattutto quando sono ferite, finchè non sono in grado di tornare in mare. Inoltre, questa struttura sta compiendo un’opera di sensibilizzazione per il rispetto del mare e del suo ambiente, cominciando dai bambini e dai loro genitori. Qui si può assistere al loro nutrimento, mentre dentro ad una piscina le foche si mostrano vanitose ai turisti e poiché è nel pomeriggio, dobbiamo affrettarci per arrivare in tempo a goderci questo simpatico spettacolo.                                

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