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Kristen Stewart: I vampiri, che maestri di vita!

A 10 anni dall’uscita in libreria di “Twilight”, Kristen Stewart guarda al personaggio che le ha regalato il successo planetario con il distacco necessario per andare oltre

Gio 22 Ott 2015 | di Giulia Imperiale | Interviste Esclusive
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Se potesse diventare invisibile durante un’intervista lo farebbe di corsa. Kristen Stewart non ama le attenzioni e si capisce immediatamente. Mette le gambe sulla sedia per avvicinarle al petto, incrocia le braccia, spezza le frasi a metà e respira affannosamente. Ti aspetti che prima o poi esca dalla stanza urlando, schiacciata sotto la pressione mediatica, ma non lo fa perché è una professionista. Spalanca gli occhioni verdi il più possibile, però, quasi a implorare che il supplizio delle domande finisca presto. E anche se la saggezza popolare insegna che con l’esperienza la situazione migliora, nel suo caso succede l’opposto. Chissà come avrà reagito alla notizia che la scrittrice Stephenie Meyer, per festeggiare i dieci anni dall’arrivo in libreria di “Twilight”, ha scritto un nuovo romanzo della saga vampiresca dal titolo “Life and Death: Twilight Reimagined” (in Italia arriva a gennaio). Proprio quando pensava di essersi liberata del suo alter ego Bella Swan, ecco ricominciare tutto da capo, ma con una novità: i personaggi s’invertono di genere e quindi lei è vampira e lui umano, anche se la storia resta invariata. Ed evidentemente non è stata ancora scritta l’ultima parola, visto che persino un racconto di fantasia ispirato ai protagonisti si è trasformato in un bestseller, sotto nuove spoglie, noto come “Cinquanta sfumature di grigio”.
Le dispiace ritornare a parlare di Bella?
«Perché dovrebbe? Quando ho ottenuto la parte avevo solo diciassette anni e in fondo sono cresciuta con lei. Quella che avete visto al cinema è la mia versione di Bella e dentro c’è molto di me».
Le donne di tutto il mondo si sono identificate con lei: come se lo spiega?
«Perché è come tutte noi, non un modello di perfezione irraggiungibile, ma una ragazza che sbaglia, ha le sue fragilità, ma poi le supera».
Forse all’inizio è un po’ confusa nelle questioni di cuore…
«Non è sempre così con il primo amore? All’inizio c’è un’idealizzazione della persona di cui ci si innamora, poi pian piano diventa reale, arrivano le difficoltà e si devono fare i conti con i difetti e gli errori».
Eppure, mentre tutte le ragazze sognano di sposare il Principe Azzurro, Bella dice inizialmente di no al matrimonio, come se lo spiega?
«Le donne della nostra generazione sanno badare a se stesse, ma mi piace pensare che l’uomo sia sempre lì pronto a proteggere la sua metà. In questo caso lei vorrebbe passare tutta l’eternità con Edward, ma teme che il matrimonio rovini il rapporto. Eppure quello che amo della storia è che questa coppia alla fine trova il modo di stare insieme, mi sembra un grande insegnamento».
In fin dei conti sembra che non abbia paura di niente… e lei?
«Personalmente non credo bisogna provare timore o vergogna per nulla al mondo. E ben vengano gli errori, purché si faccia quello che si ritiene giusto».
Quando si approccia ad un ruolo nuovo come si pone nei confronti della storia?
«Non sono una chiacchierona, mi piace concentrarmi per conto mio, magari ascoltando un po’ di musica, per fare spazio alle emozioni del personaggio».
Ha mai avuto paura che l’etichetta di “Twilight” le rimanesse addosso per sempre?
«Tanto per cominciare quando ho accettato la parte non avrei mai immaginato che mi sarei trovata coinvolta in un fenomeno mondiale di questo genere. Tuttavia non penso che al mondo tutti siano fan di “Twilight”, quindi non corro il rischio della trappola».
Le continue attenzioni, invece, la mettono a disagio…
«Devo essere onesta, sì. Dover fare attenzione ogni volta che rientro in casa e ricordare di abbassare sempre la tapparella della camera da letto mi ricordano che tutti si sentono in dovere di fotografarmi, solo perché sono un personaggio pubblico. Divento quasi una merce da vendere ogni qualvolta sono per strada e qualche paparazzo mi segue. Non fraintendermi, a me piace che il mio lavoro venga condiviso e riconosciuto, solo che a volte è un po’ troppo».
La imbarazza parlare con i fan?
«Il pubblico è affettuosissimo – gli italiani, in particolare, sono i più “rumorosi”, e lo dico in senso buono –, ma non credo che dimostrare affetto ai fan voglia dire sedersi con loro a chiacchierare. La mia stima deve passare attraverso la qualità del mio lavoro».
La celebrità ha i suoi vantaggi: non si sente coccolatissima?
«Sono una persona fortunata e privilegiata, ma non chiedo altro che di restare fedele a me stessa, non voglio cambiare per compiacere qualcuno».

 



STUPIRE E TRASGREDIRE

Kristen Jaymes Stewart oggi ha poco più di 25 anni, eppure da quasi un decennio è diventato il punto di riferimento per milioni di ragazzi nel mondo, grazie al successo planetario della saga di “Twilight”, che dalle pagine scritte da Stephenie Meyer (edite in Italia da Fazi) è arrivata sul grande schermo riportando in auge la mitologia dei vampiri. Archiviato il ruolo di Bella Swan (e la lovestory con il collega Robert Pattinson), ha cambiato decisamene registro, dilettandosi nei generi più diversi. Ha viaggiato sulle orme dello scrittore Jack Kerouac in “On the road”, ha rivisitato in chiave moderna le favole in “Biancaneve e il cacciatore”, ha messo in scena il dramma dell’Alzheimer in “Still Alice”. Si è votata anche alla fantascienza per la pellicola “Equals”, che ha presentato all’ultima edizione del Festival di Venezia. Allergica alle convenzioni sociali, ama stupire e trasgredire nelle uscite pubbliche, rivendicando una sovrana indifferenza per il mondo dello spettacolo.


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