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Germania: La strada romantica

Un sogno lungo il Reno

Ven 23 Ott 2015 | di Testo e foto di Giuseppe Barbieri | Turisti non per caso
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Sogno o realtà? Esiste un luogo magico in cui questi due mondi si incontrano e si confondono in un maestoso incanto, fatto di vivace folclore in un ambiente naturale e di una impareggiabile ricchezza culturale? Sì! è la Strada Romantica, l’itinerario turistico più affascinante della Germania, che si snoda tra Wurzburg e Fussen, lungo il Reno, allineando, come in una preziosa collana, le sue numerose “perle”. Questo splendido viaggio si può effettuare a bordo di un battello, in treno o in macchina: in ogni modo sarà indimenticabile.

350 KM DI ROMANTICISMO
Il nome di Strada Romantica deriva proprio dalla sensazione di essere tornati indietro nel tempo quando, navigando il fiume, si potevano ammirare le cittadine medievali che costellavano il suo percorso di circa 350 chilometri. Qui si possono vivere le emozioni che un paio di secoli fa provarono pittori e scrittori, al cospetto del contrasto tra ricchezza di arte, storia, cultura e una natura così rigogliosa e selvaggia, con aspre rocce, irti pendii boscosi e fertili valli. Un paesaggio straordinario che ha sempre affascinato i potenti di tutte le epoche, come testimoniano i sontuosi castelli che spuntano ovunque si posi lo sguardo.

SULLE RIVE DEL RENO
Wurzburg, sulle rive del Meno, è la prima perla della lunga collana di cittadine che formano la famosa Romantic Strasse. Sbarcando è bello essere accolti da 50 allievi in costume, della Scuola Internazionale di Danza, ad esibirsi davanti al Fackon House, la prima casa barocca che non pagò le tasse, perché all’epoca chi abbelliva la città aveva un forte rimborso. Completamente distrutta nell’ultima guerra, se fosse stata ricostruita dagli americani, che ci provarono, sarebbe rinata come una piccola New York. Qualcuno propose di riedificarla a 20 chilometri di distanza, cancellando tutto il passato a suon di cemento armato, ma i cittadini si opposero con risolutezza. Così, pian piano, si fece strada la sensata idea di ricostruirla esattamente com’era all’origine. Wurzburg, città cattolica e centro di pellegrinaggi, dominata dalla fortezza di Marienberg che ne è l’emblema, vanta circa 400 statue di madonne piazzate sui più importanti edifici del centro storico, tanto da essere soprannominata “città delle madonne”.

BAROCCO, RINASCIMENTALE E GOTICO
A circa 90 chilometri ecco Rothenburg, che si erge sulla profonda valle del Tauber, là dove la Strada Romantica s’incrocia con la Strada dei Castelli. L’aspetto medievale della città si deve alla decisione di riedificarla com’era, dopo la sua distruzione: un vero gioiello di stili, in cui Barocco, Rinascimentale e Gotico si miscelano armoniosamente. Notevole la cattedrale di San Giacomo, che richiama migliaia di pellegrini, essendo una chiesa ecumenica e quindi luogo di culto per il mondo cattolico e protestante. Navigando senza fretta in queste acque morbide e silenziose, ci appare Dinkelsbuhl, una cittadina da fiaba, soprattutto per la storia che la coinvolse e per l’atmosfera che regna entro le sue mura. Perfettamente conservata ed integra, vanta la caratteristica di essere originale, rappresentando, quindi, un vero e proprio gioiello artistico. Siamo fortunati e, come un tempo, il guardiano notturno col suo lume ad olio esegue la ronda lungo la cinta muraria, trascinandosi dietro decine di visitatori curiosi di questo percorso, attratti dalla sua verve e dal suo abbigliamento. Una volta l’anno si ripete questa tradizione del giro della città, con la gioia di tutti, mentre cantando e raccontando storielle, l’uomo si sofferma di fronte alle più antiche locande, mentre i proprietari gli offrono un buon bicchiere di vino. Ai bambini presenti, invece, caramelle e dolcetti. Durante il “Kinderzeche” la Festa del Bambino, l’atmosfera magica viene rivissuta dagli abitanti in costumi d’epoca, circondati dai visitatori che giungono d’ogni dove, nella Piazza del Mercato durante il mese di luglio. Questa commemorazione si deve all’avvenimento storico che coinvolse Dinkelsbuhl, quando una scorribanda delle truppe finlandesi, in fase di saccheggio, uccideva chiunque si opponesse al loro volere. Un bambino, mentre giocava con i compagni presso la cinta muraria, si accorse dell’arrivo di quest’orda bellicosa e prima che essi iniziassero a trucidare i popolani e a depredarne le case, ebbe l’ardire o l’incoscienza di farsi avanti e rivolgersi direttamente al loro comandante, implorandolo di prendersi tutto, ma di non uccidere suo padre e la popolazione impotente. Quell’uomo così brutale e terribile, a quella richiesta si commosse: poco tempo prima anch’egli aveva perduto il suo bambino, biondo e con gli occhi azzurri proprio come quello che aveva davanti. Così, da allora, ogni anno, tutti gli abitanti festeggiano insieme quell’avvenimento, una gran festa per lo spirito e per gli occhi.

UNA DELLE PIU' ANTICHE CITTA' DELLA GERMANIA
Augsburg, fondata dall’imperatore romano Augusto più di 2000 anni fa, è sicuramente una delle più vecchie città della Germania. Raggiunse il suo apice economico nei secoli XV e XVI grazie alle attività commerciali e bancarie delle famiglie Fugger e Welser, come dimostrano gli edifici del centro storico lungo la stupenda Maximilian Strasse, dalle facciate rinascimentali e barocche. Molto caratteristico è il quartiere Fuggerei, voluto dal grande benefattore Jacopo, le cui 140 abitazioni furono date in affitto ai poveri della città per aiutarli ad avere una riabilitazione. L’affitto mensile era simbolico: un fiorino renano, equivalenti a 88 centesimi di euro. Ancora oggi è permesso vivere qui decorosamente solo a coloro che sono in situazioni indigenti, malati e vecchi bisognosi. Naturalmente tutto è controllato capillarmente dalla Fondazione Fugger e gli inquilini, ora come allora, debbono rispettare determinate regole. Devono, ad esempio, pregare per l’antenato Jacopo, non apportare modifiche strutturali, poiché il complesso è protetto dalle Belle Arti, e infine mantenere l’arredamento essenziale: un letto, un armadio e un cassettone, dove sul fondo anticamente era raffigurato un cane. Infatti, quando si raggiungeva il massimo della povertà si usava dire “arrivare al cane”: cioè, se si riusciva a vedere la figura dell’animale significava che il cassettone si era completamente svuotato, perché costretti a vendere addirittura la biancheria, e quindi si aveva proprio “toccato il fondo”!
Le case sono come un tempo, tutte uguali, ma con una caratteristica: accanto all’ingresso c’è un’asta di ferro, la cui estremità è sempre diversa dalle altre per distinguerle, perché a quel tempo, non essendoci la corrente elettrica, per trovare l’entrata della propria abitazione si andava al tatto. Qui abitò anche Leopold, padre di Wolfgang Amadeus Mozart, prima di trasferirsi a Salisburgo. Augsburg è anche la città natale del più grande drammaturgo del secolo scorso: Bertolt Brecht, universalmente noto per il suo stile d’avanguardia che ha segnato una svolta storica per il teatro mondiale.

IL VILLAGGIO DEI CASTELLI
Infine Schwangau, il villaggio dei castelli reali, circondato da quattro laghi e il parco naturale delle montagne dell’Ammer. Su tutto domina il bianco castello di Neuschwanstein, frutto della fantasia incontenibile di Ludwig II di Baviera, il bello e solitario monarca appassionato di Richard Wagner. Ludwig aveva vissuto la sua fanciullezza nel castello paterno di Honenschwangau, pieno di pitture del mondo leggendario medievale tedesco. Romantico per natura, rimase profondamente turbato da quelle atmosfere, che lo indussero a preferire la poesia, la musica, la pittura e le belle arti in genere alla vita di corte e alle conversazioni salottiere. Salito al trono di Baviera, senza aver mai partecipato ad avvenimenti politici, assunse il compito con notevole serietà, senza immaginare che ben presto le inevitabili discussioni con i membri del gabinetto di governo avrebbero minato i suoi buoni propositi. Ludwig II, un monarca infelice, finì misteriosamente annegato dopo che i membri del suo governo ne avevano decretato la pazzia. In realtà era un uomo solo che non nutriva alcun interesse per la politica ma amava solo l’arte e, soprattutto, la musica, identificata da lui nel genio di Richard Wagner che, mentre era ospite al castello, compose le sue più importanti opere. Fu anche per questo che si dedicò anima e corpo solo alla costruzione del castello di Neuschwanstein, tutto bianco, stretto e altissimo, con le sottili torri appuntite nelle quali si nascondono chissà quali misteri, arredato in modo sfarzoso, che sembra proprio il tipico castello delle favole. Un’opera architettonica unica al mondo per la sua splendida posizione, la forma ardita e i suoi fantastici interni che esercitano su milioni di visitatori. Ogni volta che vi giungono turisti americani, pongono sempre la stessa domanda agli addetti ai lavori: “Ma questo castello l’avete copiato da quello di Walt Disney?”, senza sapere che fu lui a copiarlo. Questo è uno dei simboli della Baviera, vicinissimo al confine austriaco e domina dall’alto la cittadina di Fussen, con il magnifico paesaggio intorno di Schwangau, la Contea del Cigno, dove un sottile nastro d’asfalto ondulato si snoda su alture così lievi da sembrare in movimento, fra sconfinati campi coltivati, punteggiati da miriadi di paesini e piccoli nuclei di case coloniche.


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