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Oltre la paura, ed è arrivata Debora

Senza lavoro e ospiti dai suoceri che erano contrari. Con l’aiuto del Segretariato per la Vita abbiamo risolto: niente aborto

Gio 26 Nov 2015 | di Patrizia Lupo | Bambini

Da quando mio marito aveva perso il suo lavoro di magazziniere, la situazione per noi stava peggiorando ogni giorno. Sembrava che tutto andasse storto. Abitavamo con i miei suoceri da tempo e loro ci aiutavano tanto. A lavorare però era uno solo, mio suocero, e i soldi non bastavano. Mio marito, anche se era casa sua, si sentiva a disagio, perché non trovava lavoro. Si arrangiava come poteva, facendo lavoretti. Da qualche tempo aiutava anche in parrocchia. Io, da quando avevo avuto mia figlia, non avevo più lavorato perché la mia ditta era fallita. Quando mi sono accorta di essere incinta è stato come prendere una tegolata in testa. Eravamo disperati. Mio marito soprattutto si sentiva in difficoltà verso i suoi genitori, ai quali non avrebbe voluto dare la notizia. Aveva paura del loro giudizio, di sentirsi dire: «Ma come nelle vostre condizioni vi mettete pure a fare un figlio?». Il primo pensiero è̀ stato quello di abortire, ma non andava giù a nessuno dei due, perché́ avremmo voluto un altro figlio. Alla fine la decisione di rivolgersi al parroco, forse lui avrebbe potuto aiutarci. Ci andò mio marito: il parroco gli disse subito che ci avrebbe aiutato mettendoci in contatto con un’associazione, il Segretariato Sociale per la Vita Onlus, che aiuta mamme e coppie in difficoltà come noi, anche economicamente. E così fece. Siamo andati da loro, con timore e speranza allo stesso tempo. L’incontro con le operatrici si è svolto semplicemente e ci ha fatto sentire subito a nostro agio, come in famiglia. Ci siamo aperti e loro ci hanno incoraggiato ad andare avanti e ci hanno fatto capire che adesso non eravamo più soli: potevano aiutarci attraverso il Progetto Gemma, un contributo economico per 18 mesi, con generi di necessità per neonato e altro ancora. Ci informarono anche di aiuti economici previsti dal Comune e dallo Stato da richiedere alla nascita: del bonus bebè, la carta acquisti per bambino, l’assegno di maternità. Andammo via rasserenati e ormai decisi ad avere il bambino. Ci preoccupò però dare la notizia ai suoi genitori, eravamo sicuri che non l’avrebbero presa bene. Infatti fu cosi, ci fù tanto nervosismo. Le cose dopo si sistemarono e alla fine tutti ormai pensavano solo alla nascita della bambina. Gli aiuti dal centro arrivarono così come ci avevano detto. Adesso Debora è̀ nata e ne siamo felici. Mio marito dopo tanto ha trovato finalmente lavoro nell’edilizia. Il nostro sogno adesso è̀ quello di andare ad abitare per conto nostro. La sera ogni tanto guardo mia figlia e penso che è̀ tanto bella. Poi dico a mio marito: «Pensa se non ci avessero aiutati... Lei non ci sarebbe... ».


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