acquaesapone Interviste Esclusive
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri

Helen Mirren: Una dama...in Puglia

Il Premio Oscar Helen Mirren ha messo radici in Italia, precisamente in Puglia, un luogo che chiama “casa”. E intanto si occupa di Olocausto...

Gio 26 Nov 2015 | di Alessandra De Tommasi | Interviste Esclusive
Foto di 4

La regalità di Helen Mirren non ha bisogno di corone: quel tipo di eleganza non si insegna e non si impara, è innato. Appena il Premio Oscar entra nella stanza e si scusa, in italiano, del leggerissimo ritardo mi ha già conquistata, gesticola come si fa nel Belpaese e chiacchiera con la raffinatezza russa e l’aplomb inglese. Solo lei sa parlare di piante di melograno, che coltiva nella masseria pugliese acquistata tempo fa, e di temi delicati e struggenti come l’Olocausto, tema al centro del suo ultimo progetto, “Woman in gold” (nelle sale questo autunno), tratto dalla storia vera di un’ebrea che fugge dall’Austria e si rifugia negli Stati Uniti per scappare dal genocidio. Da adulta lotta per la restituzione delle opere d’arte trafugate dai nazisti alla sua famiglia, tra cui il celebre dipinto di Klimt che dà il titolo alla pellicola.

Partiamo con una curiosità: è vero che va pazza per il melograno?
«Sono contadina salentina (lo dice in italiano e ride - ndr). Lo confermo: ho 400 piante di melograno in Puglia e ne vado molto fiera. Il mio progetto è quello di venderne il succo anche all’estero perché fa bene alla salute e in questo splendido paradiso italiano ci cresce naturalmente. Ho in mente di trascorrere nel Salento molto tempo della mia vita perché qui mi sento a casa, la gente è accogliente e il paese è stupendo».

La sua famiglia ha origini nobiliari russe. Interpretare “Woman in gold” l’ha riportata indietro nel tempo fino alle vicende dei suoi antenati?
«Questo ruolo ha fatto riaffiorare in me molte domande su come fosse la vita all’epoca, mi ha portato indietro fino alla generazione dei miei genitori, in quel periodo buio e incomprensibile della storia dell’umanità. Mi sono chiesta come sia stato possibile che un uomo facesse cose del genere ai suoi simili, ma poi guardo alla situazione geopolitica attuale, come ad esempio la condizione dei rifugiati siriani, e mi rendo conto che la storia si ripete».

Ricorda la guerra?
«Non l’ho vissuta sulla mia pelle, ma da bambina sono cresciuta in Europa dopo la Seconda Guerra Mondiale  e ricordo di aver sempre chiesto ai miei genitori cosa avesse voluto dire per loro trovarsi a Londra sotto le bombe».

I suoi avi hanno abbandonato la Russia durante la Rivoluzione d’Ottobre. La vicenda del film la tocca da vicino?
«Sì, ho pensato alle mie prozie e alla mia bisnonna che hanno lasciato case e averi in Russia per vivere in un appartamentino minuscolo e dividere la stanza con molte altre persone. Sono sopravvissute con molto coraggio e anche per questo poi mi sono documentata molto sull’Olocausto, in particolare il volume “Ascesa e caduta del Terzo Reich” lo consiglio a tutti per capire come sia potuto accadere qualcosa del genere. Per portare a galla nelle scene del film i ricordi di una vita passata ho attinto a quelle emozioni».

Si dice che a Hollywood più l’età avanza e più diminuiscono i ruoli. Lei teme d’invecchiare?
«Oh santo cielo, non lo so! (ride - ndr). Comunque in Italia s’invecchia meglio che nel resto del mondo. Ho un debole per la bellezza, ma d’altronde hai due scelte: o muori giovane o accetti d’invecchiare. E, siccome io non ci penso proprio di lasciare questa terra presto, mi godo la vita. Mi dispiace, ad esempio, che Kurt Cobain (leader dei Nirvana, morto a 27 anni - ndr) sia morto prematuramente e prima dell’avvento di internet, si è perso invenzioni incredibili come il GPS».

Perché proprio il GPS, tra tutte le invenzioni?
«Perché amo le mappe, quindi ne sono letteralmente entusiasta. Secondo me, tornando al discorso dell’età, non esistono segreti, ma devi gioire delle innovazioni e accettare che con l’avanzare del tempo diventi più cinico, consapevole che le idee sono fallaci, purtroppo».

Largo ai giovani?
«Certo: vanno incoraggiati perché l’idealismo appartiene a loro. Capisco che le attrici temono di invecchiare, ma non bisogna aver paura che i ruoli per le donne cambino nei film, ci dobbiamo piuttosto preoccupare che la condizione femminile cambi nella realtà e solo allora potrà modificarsi la percezione che ne viene offerta su grande schermo».

Sicura che ad Hollywood vivano serenamente le rughe?
«Greta Garbo a 38 anni si è ritirata dalla carriera, oggi attrici sue coetanee, della generazione di Jennifer Aniston, Nicole Kidman o Cate Blanchett, sembra che stiano per sbocciare perché le consideriamo giovani, consapevoli che l’apice del successo debba ancora arrivare».
 



UNA DAME DA OSCAR

Ha origini nobiliari russe e, infatti, dame Helen Mirren, classe ’45, è il nome d’arte di Elena Vasil’evna Mironova. Premio Oscar per l’interpretazione della regina Elisabetta in “The Queen”, l’attrice britannica vanta una carriera poliedrica e pluripremiata anche se la prima (delle quattro) nomination per la prestigiosa statuetta le è giunta con un altro ruolo blasonato, la regina Charlotte in “La pazzia di re Giorgio”, e anche in tv ha indossato la corona nella miniserie HBO “Elizabeth I”. Ha debuttato a teatro nel ruolo di Cleopatra al National Youth Theatre, per poi entrare nella Royal Shakespeare Company. Si è votata al cinema debuttando con “L’età del consenso” e proseguendo con “Gosford Park”, “Calendar Girls” e “State of play”, solo per citare alcune pellicole. Nel 2003 riceve il Cavalierato dell’Impero Britannico e di recente si è cimentata anche in ruoli d’azione come “Red” e “Red 2” accanto a Bruce Willis, dove imbraccia fucili e lancia esplosivi. In “Woman in gold”, attualmente in sala e tratto da una storia vera, interpreta una sopravvissuta ebrea all’Olocausto che lotta per riavere le opere d’arte trafugate alla sua famiglia, tra cui il famoso dipinto di Klimt che dà il nome al film. Il 31 dicembre 1997 ha sposato il regista Taylor Hackford, con cui vive in una masseria a Tiggiano, in Puglia. 


Condividi su:
Galleria Immagini