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RETAKE ROMA: Riprendiamoci la città

Un’idea nata nella Capitale grazie ad un’americana e che oggi conta migliaia di volontari in tutta Italia

Gio 26 Nov 2015 | di Angela Iantosca | Attualità
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Era il 26 luglio di questo anno quando l’attore Alessandro Gassman, dal suo account twitter, invitò i cittadini romani a rendersi protagonisti della propria città. Come? Così: "Roma sono io. Armiamoci di scopa, raccoglitore e busta per la mondezza e ripuliamo ognuno il proprio angoletto della città". Una proposta, la sua, che è diventata virale e che ha riscontrato il plauso di molti.
Eppure a Roma, e non solo, da anni ci sono centinaia di volontari che puliscono silenziosamente la propria città, liberandola dalla sporcizia, dagli imbratti sui muri, da tutto ciò che le rende invivibili. Un gruppo di persone di buona volontà, che ha dato vita a Retake, un fenomeno rivoluzionario, nato spontaneamente.
«L’idea di Retake – mi spiegano - è nata nel 2009 grazie ad un’americana, Rebecca Spitzmiller, che viveva a Roma da 30 anni ed era ormai stanca del degrado che attanagliava il suo palazzo. Per questo decise di ripulire personalmente le colonne del suo condominio dai graffiti con una spugnetta metallica e sgrassatore per forni. Visto il bel risultato, ne parlò prima a delle amiche e poi in una scuola del circondario. Grazie al passaparola, Retake è diventato una Onlus. Ed oggi i prodotti che usiamo sono migliorati e i volontari sono migliaia».

Ma cosa fanno concretamente?
«Retake è impegnato nella lotta contro il degrado - continuano a spiegare i volontari -, per la valorizzazione dei beni comuni e per la diffusione del senso civico sul territorio. I Retakers, i volontari di Retake, organizzano eventi di clean-up, in cui letteralmente si “riprendono” un pezzo di strada, una piazza o un giardino, togliendo tags illegali, manifesti e adesivi abusivi, erbacce e spazzatura, i volontari ripristinano il decoro e la bellezza del quartiere. Retake si occupa anche di fare “speak-up” nelle scuole e attraverso i social media, cioè di diffondere il messaggio di senso civico e amore per la città di cui Retake si fa portavoce, collaborando anche con le istituzioni per trovare delle soluzioni al problema del vandalismo».

Dove operate?
«Retake Roma opera su tutto il territorio della capitale. Ci sono tra i 60 e i 70 gruppi di zona, di cui fanno parte migliaia di volontari, che lavorano attivamente per riprendersi Roma». Eppure Roma è solo il primo anello di una catena, perché Retake ha anche “contagiato” volontari in altre città ed ora è presente in almeno 10 città d’Italia, tra cui Milano, Torino e Bari.
«Non sappiamo quanti volontari partecipano ai Retake, ma sappiamo che migliaia di persone hanno partecipato ad eventi di clean-up almeno una volta. I Retake possono includere dai 2, 3 ai 200 volontari, come è successo in alcuni eventi nel centro città. Abbiamo una forte presenza sui social, con 28mila like su Facebook e più di 3200 su Twitter!».
Chiunque può partecipare, basta armarsi di buona volontà. Tra i volontari, infatti, ci sono studenti e avvocati, professionisti e disoccupati, single o gente sposata e anche stranieri che hanno fatto di Roma la propria casa. È un movimento trasversale e apartitico, un modo sicuro per riprendersi gli spazi pubblici e prendersi cura della propria città.


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