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Pagare le tasse in natura

Arriva il baratto amministrativo: lavori gratis, ma...

Gio 26 Nov 2015 | di Laura Bruzzaniti | Ambiente
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Pagare le tasse in natura, invece che in denaro. Detto in altre parole: lavorare gratis per il Comune e ottenere in cambio uno sconto sulle tasse. Si chiama "baratto amministrativo" ed è già una realtà in diversi comuni italiani. Il primo ad adottare le nuove norme è stato il comune di Massarosa (Lucca) lo scorso gennaio, l'ultimo quello di Cascina (Pisa) poche settimane fa. Qui i cittadini possono lavorare alla pulizia e manutenzione di strade e parchi e ottenere in cambio l'esenzione da Tari e Tasi o la cancellazione di vecchi debiti nei confronti del Comune. La possibilità del baratto ammninistrativo è stata introdotta lo scorso anno dal decreto Sblocca Italia ( DL 133/2014 ). Tra le attività previste dall'Art.24: "pulizia, manutenzione, abbellimento di aree verdi, piazze, strade  o interventi di recupero e riuso di aree e beni immobili inutilizzati". Quella del decreto è solo una norma-cornice, con indicazioni generali che vengono poi applicate in modo diverso nei diversi comuni.  

COME FUNZIONA
Sono soprattutto i Comuni piccoli e piccolissimi a mostrarsi interessati al baratto con i cittadini. Poche le grandi città, forse preoccupate dal tempo necessario a organizzare e controllare la procedura. Dal prossimo anno il baratto amministrativo dovrebbe comunque partire a Genova e a Cuneo e da gennaio anche a Milano. I milanesi potranno estinguere i vecchi debiti che riguardano Tari e Tasi, ma anche affitti delle case popolari e contributi scolastici non pagati. Tra gli interventi possibili abbellire un parco, imbiancare una scuola, pulire le piscine estive scoperte durante la stagione invernale. A Bari, oltre a manutenzione e pulizia, si potranno anche fornire prestazioni professionali, lavorare in biblioteche e centri famiglia. A parte poche grandi città, il baratto amministrativo è diventato realtà soprattutto nei piccoli comuni un po' in tutta Italia. A Ploaghe, in provincia di Sassari, si offre la possibilità del baratto a chi ha un Isee che non supera i 6.500 euro. Si può lavorare nei parchi e pulire le strade, ma anche aiutare a sistemare un archivio. La particolarità qui è che figli e nipoti possono lavorare al posto del debitore, venendo in aiuto ad anziani o disabili che non sono in grado di svolgere un lavoro fisico. A Borgo a Mozzano (Lucca) sono stati previsti dieci progetti e si può ottenere uno sgravio sulle tasse di massimo 500 euro, mentre a Marcellinara chi partecipa al progetto potrà avere uno sconto del 30% su Tari o Tasi. A Massarosa (Lucca) la Tari viene dimezzata in cambio di piccoli lavori di falegnameria sugli immobili comunali o dell'imbiancatura delle aulee della scuola. Non solo. Qui grazie al baratto amministrativo si è riusciti anche ad offrire un servizio di prescuola, con apertura un'ora prima dell'orario normale. A Montefalcone nel Sannio (Campobasso) si stanno esaminando le proposte dei cittadini interessati al baratto. Come saranno impiegati? Ci spiegano che dipende da quello che sanno fare: se tra gli interessati ci sono fabbri o falegnami potrebbero essere utilizzati per lavoretti di manutenzione degli immobili comunali. Oppure per la manutenzione del verde. L'importante, ci tiene a sottolineare il tecnico del Comune, è riqualificare il rapporto tra cittadino e amministrazione. Ognuno sa fare qualcosa di utile per la comunità.
Questa è infatti la faccia nobile del baratto amministrativo: mostrare che si può contribuire al bene comune anche senza denaro e che ogni cittadino ha qualcosa di utile da offrire.

L’ALTRA FACCIA DEL BARATTO
L'altra faccia del baratto è meno nobile, perché non è facile, soprattutto in un piccolo Comune, mettersi a spazzare la piazza se questo significa dichiarare pubblicamente di non riuscire a pagare le tasse. Questo potrebbe essere il punto debole delle nuove norme. Una prova ce la danno i pochi numeri già disponibili. Invorio ha 4.500 abitanti. Ci raccontano che il baratto amministrativo è stato pubblicizzato con poster e spot in tv. Quante persone hanno fatto domanda? Solo cinque. A Montefalcone invece gli abitanti sono 1.700 e le richieste arrivate circa trenta. Non molte. «Ci può essere un po' di vergogna, il paese è piccolo», ci racconta il tecnico che sta seguendo le pratiche. A Massarosa invece il baratto amministrativo ha avuto molto successo, sono arrivate cento richieste di cittadini e dieci di associazioni. Qui però ai progetti di scambio lavoro/tasse poteva partecipare chi voleva, non solo persone con difficoltà economiche.



Quanto vale un’ora?

Quanto vale in moneta un'ora di lavoro "barattato"? Circa 7,5 euro. Così almeno a Leggiuno (Varese), dove i cittadini interessati al baratto lavoreranno su "moduli di 8 ore del valore simbolico di 60 euro".  Stessa cosa a Invorio ( Novara). Qui una persona ha già completato il progetto concordato con il Comune ed estinto un debito di 1.200 euro, lavorando alla pulizia delle strade quattro ore al giorno per due mesi. Anche in questo caso quindi 7,5 euro l'ora.


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