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Costanza, un lago per tutte le stagioni

Sul 3° lago più grande d’Europa tra natura, locali e ricorrenze storiche

Lun 21 Dic 2015 | di Testo e foto di Simonetta Bonamoneta | Turisti non per caso
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Partiamo da Fiumicino col volo per Zurigo, dove prendiamo un treno diretto a Costanza in Germania. Dopo circa un’ora raggiungiamo a piedi l’hotel “Augustiner”, piccolo ma centrale, vicinissimo alla riva del lago. Lasciati i bagagli  andiamo subito alla scoperta della cittadina.  Superato un ponticello che attraversa la ferrovia, ci troviamo in breve tempo nel caratteristico e un po’ bohémienne porticciolo di Costanza, sovrastato dalla originale statua girevole di Imperia, alta nove metri, opera del famoso artista Peter Lenk. Tiene sul palmo della mano destra re Sigismondo e sull’altro il papa eletto dal Concilio, Martino V, rappresentati come “giullari”: contestata all’inizio ora è molto amata. Un susseguirsi di ristoranti e locali tipici un po’ country ci accompagnano alle banchine, dove giungono e partono ininterrottamente caratteristici battelli e catamarani, per diverse destinazioni: sì, perché questo lago confina, oltre che con la Germania, con l’Austria e la Svizzera; un lago internazionale con circa 300 chilometri di costa, terzo per grandezza in Europa, ma soprattutto immenso serbatoio naturale di acqua potabile.

COSTANZA, CITTA' IN FESTA
Costanza è una città in festa e rimarrà tale fino al 2018, anniversario dei 600 anni del Concilio firmato tra Federico Barbarossa e la Lega Lombarda, rappresentato con preziosi murali sulle facciate degli antichi palazzi, in cui vengono raffigurate le scene di questo importantissimo avvenimento storico, rendendola una vera e propria cittadina illustrata.  Dopo una scorpacciata d’arte “en plein air”, tra viuzze, piazze, giardini, cigni che passeggiano tranquillamente sul lungo lago, artisti di strada e negozi vivacizzati da un bel sole splendente, riprendiamo la strada verso il porto dove ci imbarchiamo per l’isola di Mainau, detta “l’isola dei fiori e delle farfalle”. Abbiamo un po’ di tempo per mangiare qualcosa, così ci sediamo fuori ai tavoli del ristorante “Steg4”, dove ordiniamo una fiamminga di salmone cotto a vapore, accompagnato da tante verdure e patate, con un immancabile buon vino bianco Muller Thurgau della zona. Tanti turisti si avvicendano tra arrivi e partenze davanti alle banchine, noi saliamo su un battello, rendendoci subito conto di quanto sia immenso questo lago. Sbarcati poco dopo, siamo pronti per goderci le bellezze dell’isola, un parco floreale aperto 365 giorni l’anno, con alberi di un secolo e mezzo e piante che fioriscono continuamente. Un’oasi nel cuore del lago di Costanza, in cui troneggia il castello barocco del Conte Lennart Bernadotte, morto nel 2004. Pronipote del Granduca Friedrich I e Principe svedese, ha trasformato il parco incolto in un paradiso di fiori e piante, rendendo l’isola accessibile al pubblico.
Durante la fioritura di primavera un’esplosione di colori forma immense superfici floreali di bucaneve, narcisi, tulipani e giacinti, con una vista mozzafiato sullo sfondo blu del lago e le cime dei monti innevate. Apparentemente, sembra una semplice creazione della natura, ma in realtà è il risultato di un’accurata programmazione di bravi giardinieri, che permettono intorno alla fine di aprile di ammirare più di un milione di fiori sbocciati, una delle più grandi esposizioni di tutta la Germania. Poi, in estate, 10 mila piante di rose e dalie avvolgono l’isola di profumi deliziosi sino alla fine della stagione. Superata la suggestiva scaletta d’acqua incorniciata da sempreverdi cipressetti e attraversato il bellissimo “viale delle metasequoie”, ammiriamo l’orgoglio del parco, un tiglio enorme, protetto da una pedana per la difesa delle radici. Concludiamo l’escursione con la visita alla “casa delle farfalle”, in un ambiente tropicale dove si possono osservare centinaia di queste leggiadre creature, anche durante la riproduzione. All’interno dell’isola c’è un buon ristorante un po’ decò, ma anche al Castello, nella chiesa barocca e nella Sala Rossa si possono organizzare eventi e matrimoni in un’atmosfera d’altri tempi. Insomma, Mainau è un vero e proprio paradiso che vanta un milione di visitatori l’anno.                                                                                       

LA FLOTTA BIANCA
Il giorno dopo iniziamo l’esplorazione del lago che conta una flotta di 35 navi traghetto per passeggeri, di compagnie navali tedesche, austriache e svizzere, offrendo un servizio di linea diretto verso i porti di tutte le città e dei molti villaggi che s’affacciano sulle sue rive. La varietà di navi della “Flotta bianca” è enorme, e comprende sia quelle moderne, sia battelli d’epoca con tutto il loro charme della “Bella Epoque”. Volendo raggiungere Friedrichshafen, sulla riva opposta, ci imbarchiamo su un catamarano insieme a numerosi sportivi in bicicletta, giovani coppie e famiglie con bambini: il lago offre uno spettacolo dai colori splendenti. Qui le temperature sono spesso miti e facilmente si può affrontare senza timore un viaggio alla scoperta delle sue bellezze naturali e culturali. In poco più di mezz’ora, sbarchiamo proprio di fronte al maestoso Museo Zeppelin che racconta la storia della produzione dei dirigibili iniziata nel 1918, l’epoca delle grandi invenzioni. Dopo una lunga fase di ristrutturazione, questo museo presenta la più grande collezione mondiale dedicata alla navigazione aerea, arricchita dai racconti multimediali che mostrano un passato coraggioso. Oggi in primavera e in estate dall’aeroporto di Friedrichshafen si possono fare due itinerari di un’ora verso Bregenz o verso Costanza a bassa quota, con un massimo di 12 persone e rivivere l’emozione di viaggiare lentamente tra le nuvole.  

VERSO LA SVIZZERA      
Dopo il tramonto torniamo a Costanza, per proseguire dalla vicinissima stazione ferroviaria la nostra successiva tappa, Gottlieben Untersee, in Svizzera, il più affascinante e romantico angolo del lago. Qui qualsiasi località è raggiungibile in pochi minuti grazie anche ai treni dai vagoni lustri e ordinati. La gente è affabile e la qualità della vita in questi luoghi è molto elevata, probabilmente favorita dalla quasi totale rinuncia alle auto: sì perché qui vanno quasi tutti in treno, in autobus e in bicicletta. In Svizzera ci troviamo magicamente tra casette di marzapane e vialetti romantici in riva al Reno, che qui s’incontra col lago di Costanza. Un romantico borgo di case a graticcio che il tramonto addolcisce con tenui colori. All’Hotel Krone, in un arredo stravagante ispirato al cinema, tra numerose immagini di celeberrimi artisti, ci attende la proprietaria, una simpaticissima signora, che ci fa sentire un po’ “star”. Ma, ora il desiderio più grande è immortalare con qualche foto la magica atmosfera che ci attende fuori, tra il sole che cade definitivamente nell’acqua e due canoisti che si rincorrono dolcemente, insieme ad una famigliola di anatre. Al mattino dopo, di buon’ora, fatta una bella colazione, prendiamo i bagagli e aspettiamo l’arrivo del battello che ci porterà a Mannenbach, sempre in Svizzera. Durante l’attesa siamo “storditi” dal silenzio e dalla bellezza del paesaggio avvolto da una leggera nebbia. L’attracco, all’inizio vuoto, piano piano si anima: famiglie, coppie, ciclisti partono con noi lasciando le belle casette con i balconi fioriti, i canneti sul fiume, le papere e i cigni che si allontano per la paura del battello. Piccoli paesini si susseguono lungo le rive e in meno di un’ora siamo alla meta. Raggiungiamo la stazioncina di legno bianco in stile provenzale, dove c’è anche un piccolo bistrot che offre fette di torte, frutta, insalate e piatti semplici per chi attende il treno e anche noi approfittiamo di questa occasione per fare una pausa, sembra la casetta di Biancaneve. La veduta è bellissima, il sole risplende e il lago azzurro è punteggiato di vele bianche che lo animano. A pochi metri, su per il pendio c’è il castello di Arenenberg, circondato da vigneti e da un bel parco panoramico, è la casa-museo di Napoleone III, all’epoca divenuto anche il suo esilio e poiché il nostro treno è nel primo pomeriggio, facciamo volentieri questa visita. All’interno, i saloni, la biblioteca e la camera da pranzo sono stati arredati secondo l’antico stile originale e sembra che da un momento all’altro i padroni di casa rientrino per sorprenderci e magari offrirci un tè. Riprendiamo il treno per proseguire il nostro viaggio lungo la riva Svizzera per arrivare alla cittadina di Arbon, la romana Arbor Felix che si protende su una stretta lingua di terra verso il lago, circondata da viali e giardini fioriti. Questa penisoletta, ha una storia di parecchi millenni che comincia con i Celti, fino ai Romani nel 60 a.C. che la occuparono e fortificarono, nel 19° secolo divenne famosa per la fabbrica di macchinari Saurer, ora è una vivace cittadina turistica, con un interessante centro storico.

IL TEATRO SULL’ACQUA
Sulla punta più a sud del lago, a 40 km da Arbon, ci accoglie con i suoi grandi spazi e giardini, lungo la strada che dalla stazione ci porta al centro. Quando improvvisamente con tutta la sua gigantesca scenografia ci appare il teatro sull’acqua a cielo aperto più grande del mondo, con un suggestivo palcoscenico. Nato inizialmente intorno agli anni ’50 da un’idea che voleva un teatro su barche, successivamente il palco è divenuto fisso e nel tempo, con successo e professionalità ha acquisito grande fama fino a raggiungere una capienza di 7000 posti, avvalendosi di architetture scenografiche e di una serie di macchine teatrali di grande effetto, per rappresentare opere liriche e musical. Noi alloggiamo però nella vicina cittadina di Hard dove raggiungiamo il porticciolo in cui ci aspetta la sorpresa finale del nostro bel viaggio: il giro sul lago con cena gourmet a bordo dell’unico battello a vapore sul lago di Costanza, l’Hohentwiel.


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