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Vaccini e autismo, storia di una falsa storia

Ciclicamente torna la voce che i vaccini favorirebbero l’autismo. Una bufala vecchia e dannosa

Lun 21 Dic 2015 | di Maurizio Targa | Salute
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Il pericolo che si corre, parlando di vaccini, è che nessuno ricordi quanto siano terribili le malattie che prevengono. E così tanti sono demotivati a vaccinarsi. Oppure si fanno ingannare da false notizie, come le leggende metropolitane che collegano vaccinazione ad autismo, ipotesi infondata e smentita da tempo dalla medicina più autorevole. Quasi tutti ne hanno sentito parlare: è una storia che comincia nel 1998 quando il dottor Andrew Wakefield pubblicò su Lancet, prestigiosa rivista scientifica britannica di ambito medico edita sin dal 1823, un suo rapporto in base al quale si sosteneva l'acclarata associazione tra problemi intestinali, disturbi dello sviluppo e fattori ambientali. Molti studiosi furono scettici sin da subito, mettendo in dubbio la validità del campione analizzato (assai ridotto) e le conclusioni apparse spericolate. La polemica però funzionò da cassa di risonanza al suo protagonista e Wakefield diede il via ad una serie di apparizioni pubbliche in cui lanciò una tesi ancor più audace, denunciando una correlazione tra vaccino MPR (morbillo, parotite, rosolia), la cosiddetta trivalente, e autismo, consigliando, al posto dell'iniezione cumulativa tre diverse inoculazioni, una per ogni singola malattia, tipo di vaccino non esistente in commercio. Il clamore fu enorme, il medico cominciò a mietere proseliti e il mondo scientifico e genitoriale britannico furono messi in subbuglio; presto l'allarme sarebbe deflagrato in tutto il mondo. Peccato però, come vedremo tra poco, che fosse tutto falso.

Bufale velenose

Una bufala come tante, potremmo dire, come ne esistono di innocue: in fondo chissenefrega (anzi, buon per lui) se Elvis Presley non è morto davvero, ma si sta godendo la vecchiaia a Tahiti. Lo pseudo studio di Wakefield però, può invece essere inserito senza tema di smentita fra quelle estremamente dannose. Subito dopo la pubblicazione della ricerca, il tasso di vaccinazioni nel Regno Unito crollò dal 92% al 73%, e i media britannici diedero molto spazio al medico e alle sue pubblicazioni, generando un caso di enorme portata, che tra le altre cose portarono la stampa a chiedere all’allora premier Tony Blair se suo figlio Leo, autistico, avesse ricevuto il vaccino. Inizialmente il premier rifiutò di rispondere, spiegando di volere tutelare la privacy del figlio, ma quando la moglie Cherie confermò che al bambino era stata regolarmente somministrata l'inoculazione  trivalente, presero ancor più fiato ai sostenitori delle “verità” di Wakefield. Come raccontò anni dopo sul quotidiano Guardian, il cronista Ben Goldacre, autore del libro Bad Science, nel 2002 furono scritti 1.257 articoli sul tema del vaccino MPR e dell’autismo, nella maggior parte dei casi da editorialisti, commentatori, quasi mai da medici o giornalisti scientifici. L'ovvio risultato dello crollo dalle immunizzazioni fu un aumento della diffusione di quelle malattie dalle quali i vaccini avrebbero dovuto proteggere: per esempio, la città di Swansea (Galles) fu colpita nel 2003 da un'epidemia di morbillo e delle centinaia di casi presentati, 88 furono ricoverati in ospedale ed uno di loro morì. Nel resto del Regno Unito si contarono altri tre evitabili decessi e in Giappone il vaccino trivalente fu stato eliminato proprio a causa delle voci allarmanti che circolavano sul suo conto.
Nonostante questo, i casi di autismo nell'arcipelago nipponico aumentarono e il Paese orientale è tutt'oggi l'unica tra le nazioni maggiormente sviluppate a dover fronteggiare a imponenti epidemie di morbillo infantile. Disastro anche per la cosiddetta immunità di gregge, ovvero la forma di protezione indiretta che si verifica quando si vaccina una parte significativa di una popolazione (o di un allevamento) e che  fornisce tutela anche agli individui che non hanno sviluppato direttamente l'immunità o a quelli piccolissimi, come i bambini in età non ancora adatta per la vaccinazione, a causa dei più grandicelli immunizzati.

Sempre lo sporco denaro
Tutto però crollò in un amen, quando venne fuori che il dottore in questione aveva, guarda caso, brevettato alla vigilia della pubblicazione dei suoi pseudo studi, un sistema di vaccinazioni singole in luogo della trivalente: proprio ciò che consigliava in articoli, conferenze e apparizioni televisive. Il cerchio si chiuse ulteriormente appena gli inquirenti accertarono l'esistenza di un avvocato che sosteneva cause di risarcimento contro lo Stato per bambini autistici, per presunti danni da vaccino, il quale aveva finanziato Wakefield per oltre 500mila sterline: aveva bisogno di pubblicazioni scientifiche che suffragassero le tesi dei suoi clienti e il medico senza scrupoli non aveva esitato a prestarsi. La bomba era deflagrata: molti dei coautori dello studio fecero ammenda, ammettendo che i dati presentati erano del tutto insufficienti a dimostrare che ci fosse un nesso causale fra la malattia e la vaccinazione e chiesero la rimozione del loro nome dalla ricerca. Altri più ostinati provarono a replicare lo studio: nessuno ci riuscì. Nel 2010, un'indagine accertò che il medico aveva anche eseguito sui bambini procedure mediche invasive e dolorose, senza che fosse necessario e senza avere ottenuto l'autorizzazione da un comitato etico. Lancet ha ritrattato lo studio e Wakefield è stato radiato dall'Ordine dei medici.

 



Effetti collaterali? Qualche volte, ma non l'autismo

I vaccini salvano molte vite, come detto, e sono il solo modo per proteggerci da malattie gravissime, che non hanno nessuna cura. Certo, possono provocare effetti collaterali, anche se raramente: fra loro ci sono reazioni allergiche anche gravi (in 1-2 casi su un milione), la febbre, a volte con convulsioni (1-2 casi su 10.000), e altre malattie altrettanto rare che il Ministero riconosce e per le quali elargisce effettivamente dei risarcimenti, quando sono conseguenza di un vaccino. L'autismo però non c'è. La scienza ha smentito da tempo qualsiasi relazione fra immunizzazioni farmacologiche e autismo, sia per quanto riguarda la vaccinazione contro morbillo, parotite e rosolia  sia per quella esavalente, che è stata sotto i riflettori in altre occasioni. Ma per alcuni antivaccinisti Wakefield resta incredibilmente un guru.


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