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Giubileo, cosa c’è di straordinario?

Un evento frutto della storia eccezionale di una suora

Lun 21 Dic 2015 | di Giuseppe Stabile | Attualità
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Il pontificato di Papa Francesco è pieno di segni rivoluzionari che riportano l’uomo di fronte al cuore di Dio e la Chiesa più vicina ad un’umanità sofferente. Ogni gesto del Pontefice smuove l’anima di tante persone, anche non credenti. Ma ognuno di noi può essere strumento di Dio, anche i più umili e nascosti, come la storia che riportiamo.

UN GIUBILEO CHE VIENE DA LONTANO
Le origini del Giubileo risalgono all’Antico Testamento, nel Libro del Levitico dettato da Dio a Mosè, un ragazzo orfano e balbuziente: fuggiasco nel deserto, scelto anche per affrontare il Faraone d’Egitto e liberare il popolo ebraico dalla schiavitù, è divenuto maestro spirituale per le tre religioni monoteiste! Nel corso della storia Dio ha sempre scelto gli ultimi e più semplici per portare il proprio messaggio d’amore. Allo stesso modo, il Giubileo straordinario proclamato da Francesco ha le sue radici nella stupefacente esperienza di una incolta ragazza polacca, Helena Kowalska. Segretaria della Divina Misericordia Nata nel 1905, terzogenita di una povera famiglia contadina, nonostante raccontasse fin da bambina di avere un rapporto particolare con Gesù, diventò suor Faustina solamente a vent’anni, perché il suo aiuto era indispensabile per la sopravvivenza dei suoi nove fratelli. Morta trentatreenne, durante un’esistenza conventuale trascorsa tra umili lavori e sofferenze fisiche per varie malattie, raccontò numerose visioni, esperienze mistiche e rivelazioni private, in un rapporto stretto e diretto con Gesù. «Tu sarai la segretaria della Mia Misericordia – le disse il Signore – scrivi, parla alle anime di questa Mia grande Misericordia (…) senza desistere dal diffonderla». Questo e tanti altri presunti colloqui con Cristo sono riportati dettagliatamente nel suo incredibile diario, scritto negli ultimi quattro anni di vita su incoraggiamento del suo confessore e oggi diffuso in tutto il mondo.
 
RICHIESTE APPARENTEMENTE IMPOSSIBILI
La giovane suor Faustina, seppur piena di gioia per questa sua specialissima esperienza di “amicizia divina”, si sentiva inadeguata di fronte agli incarichi che il Signore le affidava. Scrisse nel suo Diario: «La sera (22 febbraio 1931, ndr) stando nella mia cella, vidi il Signore vestito di una veste bianca (...). Gesù mi disse: "Dipingi un'immagine secondo il modello che vedi, con sotto la scritta: Gesù confido in te! Desidero che quest'immagine venga venerata (...) nel mondo intero». Come poteva sentirsi l’umile suor Faustina, avendo frequentato solo due anni di scuola elementare, chiusa in un convento dove molti la ritenevano poco attendibile? Ma le richieste di Cristo sarebbero state sempre più precise: «Io desidero che vi sia una Festa della Misericordia. Voglio che l'immagine, che dipingerai con il pennello, venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve essere la Festa della Misericordia».
 
I NOSTRI TEMPI NON SONO I SUOI
Suor Faustina confidò al suo confessore le richieste divine e riuscì a dipingere insieme ad un pittore l’immagine di Gesù che avrebbe avuto in visione; la giovane religiosa non desistette mai, neanche dopo la sua morte, dal portare a termine il compito affidatole direttamente dal Figlio di Dio. Prima di lasciare questo mondo scrisse: “Sento chiaramente che la mia missione non finisce con la morte, ma inizia...". Eppure la situazione sembrava impossibile, considerando anche il duro regime comunista nella Polonia del dopoguerra e addirittura la Notifica della Santa Sede del 1959 che proibiva la diffusione del culto nelle forme tramandate da Suor Faustina. Nonostante tutto, in quegli anni terribili, attraverso la fede delle persone semplici, aumentava la diffusione del culto della Divina Misericordia: vicino Cracovia, davanti alla tomba dell’umile suora polacca e all’immagine di Gesù dipinta secondo la sua visione, si recava a pregare un numero sempre maggiore di fedeli. Tra questi c’era anche un giovane operaio, Karol Wojtyła, divenuto più tardi sacerdote e nominato Papa nel 1978.

IL PAPA DELLA MISERICORDIA
Giovanni Paolo II, fin da ragazzo, rimase molto colpito dalla testimonianza della sua giovane connazionale e dal messaggio sulla Divina Misericordia, tanto da scrivere nel terzo anno del suo Pontificato la Lettera Enciclica “Dives in Misericordia”. Venti anni dopo, il 30 aprile 2000, San Giovanni Paolo II, durante la canonizzazione di Suor Faustina Kowalska, istituì la Festa della Divina Misericordia, da celebrarsi la prima domenica dopo Pasqua. Finalmente, la giovane contadina analfabeta Helena Kowalska aveva mantenuto la promessa fatta direttamente a Gesù!
 
UN FILO INVISIBILE
Una forza invisibile agli occhi ed incomprensibile alla mente continua a tessere un filo stupefacente. Karol Wojtyla morì il 2 aprile 2005, proprio durante i vespri della Festa della Misericordia e fu proclamato Santo nel 2014, sempre nella stessa ricorrenza, da Papa Francesco. Proprio lui che l’anno precedente, nella sua prima domenica da Pontefice, raccontò di aver ricevuto in dono durante il Conclave un libro sulla Divina Misericordia che lo aiutò moltissimo. Aggiungendo: «Per me, lo dico umilmente, è il messaggio più forte del Signore: la Misericordia.  È il meglio che noi possiamo sentire: cambia il mondo. Un po’ di Misericordia rende il mondo meno freddo e più giusto. Abbiamo bisogno di capire bene questa Misericordia di Dio, questo Padre misericordioso che ha tanta pazienza». Nel corso di questo Giubileo straordinario Francesco celebrerà inoltre la GMG (Giornata Mondiale della Gioventù) a Cracovia, la città di San Giovanni Paolo II e di Santa Faustina Kowalska, in particolare nel Santuario dove sono conservate le spoglie della suora polacca.
 
IL MIO AMORE NON DELUDE NESSUNO
Come fa a dipanarsi fino ai nostri giorni questa incredibile storia d’amore? I tanti avvenimenti succedutesi nel corso degli anni possono essere considerati mere coincidenze legate al frutto della fantasia di una ragazza visionaria? La risposta sembra arrivare direttamente dalle prime pagine del diario di Suor Faustina. «In un colloquio mattutino dissi a Gesù: “Non sei per caso un’illusione?” Gesù mi rispose: “Il mio amore non delude nessuno”».

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