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Qualità dell'aria nelle scuole

Posti di lavoro (e ambiente) salvi convertendo le fabbriche alle produzioni bio

Lun 21 Dic 2015 | di Laura Bruzzaniti | Ambiente
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Che aria si respira a scuola? Aria inquinata. Nelle aule scolastiche possiamo respirare batteri, allergeni, composti organici volatili inclusa la formaldeide, oltre ad anidride carbonica (CO2) e polveri sottili  (PM10) a livelli simili a quelli che respiriamo quando siamo in mezzo al traffico. La qualità dell'aria all'interno delle scuole è oggetto di studio in Europa da oltre venti anni e rientra nell questione più genrale dell'inquinamento indoor (nei luoghi chiusi). Lo studio più recente sulle scuole italiane è quello del Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (CCM), che conferma i dati europei: la qualità dell'aria è un  problema rilevante di sanità pubblica, che ha un impatto sulla salute dei bambini. La cattiva qualità dell'aria, infatti, contribuisce all'aumento e all'aggravamennto delle malattie respiratorie, asma e allergie nei bambini, e può arrivare a influire sulla partecipazione e sulla performance scolastica. Un problema importante,  quindi, considerato che studenti e professori passano in aula dalle 4 alle 8 ore al giorno per almeno dieci anni, ma poco "sentito" da parte di personale scolastico, studenti e famiglie. In Italia c'è poca cultura sulla qualità dell'aria negli ambienti chiusi: tendiamo a pensare che l'inquinamento venga dall'esterno e non consideriamo che può venire anche "da dentro".

Inquinamento indoor
Dell'inquinamento indoor nelle scuole si è occupato recentemente l'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), che ha presentato i risultati di un questionario distribuito a insegnanti e dirigenti scolastici del Lazio. I risultati? C'è la consapevolezza del rischio e sopratutto c'è la voglia di saperne di più. A breve dovrebbe partire un corso di formazione online.

Da dove viene l'inquinamento?
L'inquinamento può arrivare dalle pareti, dal pavimento, dai prodotti usati per le pulizie. Muri e soffitti possono contenere composti organici volatili (COV), sostanze chimiche  nocive che si liberano nell'aria. L'indagine del CCM parla di "alcuni dati allarmanti, tra cui il pessimo stato in cui versa il patrimonio edilizio scolastico italiano che necessita di urgenti interventi di manutenzione. Le muffe causate da umidità e infiltrazioni di acqua producono sostanze tossiche - le micotossine - e liberano nell'aria composti volatili. Le vernici  possono contenere inquinanti chimici, che vengono rilasciati nell'ambiente (piombo, mercurio, cromo, cadmio, arsenico, e altro). Anche pavimenti e rivestimenti in PVC, porte, mobili, armadietti, pannelli di compensato possono inquinare, rilasciando formaldeide e urea. Un'altra fonte di inquinamento importante sono i  prodotti per la pulizia, che possono rilasciare nell'aria sostanze inquinanti. E poi ancora, l'uso di fotocopiatrici e stampanti, e gli impianti di aerazione o di condizionamento se non sono sottoposti alla necessaria manutenzione.

Aria pulita a scuola entro il 2020
Con il Piano di Azione Europeo Ambiente e Salute dei bambini del 2004, l’Italia si è impegnata a garantire ad ogni bambino entro il 2020 aria pulita a scuola. E già nel 2010 un Accordo Stato - Regioni ha stabilito "Linee di indirizzo per la prevenzione nelle scuole dei fattori di rischio indoor per allergie ed asma”. Per risolvere il problema, dicono gli studi, sono necessari interventi complessi: serve un’indagine sullo stato di salute degli edifici scolastici a livello nazionale, bisogna definire standard comuni a tutte le Regioni, definire ruoli e responsabilità. La buona notizia è che, nell'attesa, si può fare molto per migliorare l''aria nelle scuole: aprire spesso le finestre per cambiare l'aria, fare le pulizie la sera invece che la mattina prima che arrivino i bambini, scegliere prodotti ecologici per la pulizia degli ambienti, far rispettare il divieto di fumo. Provvedimenti semplici e a costo zero, che  contribuiscono ad abbattere i livelli di inquinamento.                                                                           
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Troppo al chiuso
Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), l’aumento di allergie e asma è collegato al fatto che passiamo molta parte del nostro tempo al chiuso, in ambienti poco ventilati, con microclima caldo-umido, con alti livelli di sostanze chimiche, allergeni, acari, muffe e pollini. Nei Paesi industrializzati il 13% dei casi di asma nei bambini ha a che fare con la troppa umidità negli edifici.

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NON SOLO SCUOLA
Il problema dell'inquinamento indoor non riguarda solo le scuole, ma tutti gli ambienti chiusi. Anche nelle case la qualità dell'aria risente dei prodotti che usiamo per la pulizia, delle sostanze rilasciate dai materiali di cui sono composti mobili, pavimenti e dalle vernici. Arieggiare spesso gli ambienti e usare prodotti ecologici sono misure che possono aiutarci a respirare aria più pulita.


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