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Notre Dame De Paris: il ritorno in Italia

Da marzo torna in scena il musical dei record. Ce ne parla il suo creatore: Riccardo Cocciante

Gio 04 Feb 2016 | di Angela Iantosca | Interviste Esclusive
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Sono trascorsi 14 anni dalla prima messa in scena in italiano di “Notre Dame de Paris”, l’opera scritta da Riccardo Cocciante, cantata in sette lingue, rappresentata ben 4.046 volte nel mondo, dall'Inghilterra al Canada, passando per Russia, Cina, Giappone, Corea del sud, Libano, Turchia e decine di altri paesi, riscuotendo ovunque una presenza di pubblico senza precedenti. Ed ora torna in Italia con il primo cast, quello che portò alla ribalta Lola Ponce e Giò di Tonno.
«Abbiamo richiesto agli artisti di tornare, ma temporaneamente, stiamo preparando il cast che si alternerà a loro. È un lavoro lungo che necessita di una crescita graduale. Nel corso della messa in scena, visitando le varie città della tournée, faremo altre audizioni».

Appena è stato annunciato il ritorno del musical sono stati venduti 40mila biglietti. Perché questo successo?
«È una storia d’amore forte in un contesto di attualità, con uno sfondo sociale significativo».

Si parla anche di clandestini, un tema estremamente attuale.
«E se pensiamo che il testo è di Victor Hugo e risale all’Ottocento comprendiamo come eterni siano alcuni problemi e che sempre sono stati all’ordine del giorno. Al tempo di Hugo si è dovuto dare un nome a questa massa informe, che, per la prima volta, è stata inserita nella letteratura. E noi oggi stiamo vivendo lo stesso problema».

Come si può definire questa opera?
«Per fare questo spettacolo volevo evitare il genere del musical americano e recuperare la mia cultura, quella europea. L'intento era di fare un'espressione popolare moderna. Mi sono dato leggi assolute. Volevo recuperare la voce, strumento a volte poco usato e invece qui vado all’eccesso: ho chiesto e chiedo l’exploit ai cantanti».

Emozionato per questo ritorno?
«Io sono sempre emozionato quando entro nella musica. E ritrovare il gruppo iniziale di questa avventura mi commuove. Io posso scrivere, ma poi sono loro, gli interpreti, che devono personalizzare. Sono molto riconoscente quando danno vita ad un personaggio».

Come lavorate quando dovete adattare il testo ad altre lingue e ad altri Paesi?
«Per prima cosa lavoro con la persona che scriverà il testo, che non è un adattatore, ma porta arte sull’arte. Così abbiamo fatto nella versione in coreano, in spagnolo, in russo. Lo spettacolo, però, rimane identico, non lo adattiamo al popolo. I ballerini e gli attori sono diversi. Ma il resto no. Perché cambiare dal momento che abbiamo raggiunto un equilibrio magico, una regia eccellente, musica, costumi e testi meravigliosi? Siamo arrivati a questo e non vogliamo cambiare. Tutto è sobrio, ma forte».

Cosa ha pensato quando le è stata proposta questa storia?
«Ho pensato “wow”. Ho cominciato scrivendo una decina di temi, tra cui “Bella” e “Il tempo delle cattedrali”, poi mi sono incontrato con il paroliere francese, Luc, suonai le prime note di “Bella” con le sue parole, ci guardammo e dicemmo che era davvero bello il risultato!».

Ci saranno dei cambiamenti in questa nuova messa in scena?
«Uno spettacolo non è una fotografia. Vive nel tempo e ogni giorno si realizza una cosa unica e rara».

 



18 ANNI DI SUCCESSI

Il 16 settembre del 1998 l’opera ha debuttato a Parigi.  La versione italiana, frutto dell'impegno e della caparbietà del produttore David Zard, debutta a Roma il 14 marzo 2002 con i testi italiani di Pasquale Panella.
“Live for the One I Love”, versione inglese di “Vivre”, uno dei brani più famosi dell’opera, è stata incisa da Celine Dion. 
L'edizione francese dello spettacolo è entrata nel Guinness dei Primati come il musical di maggior successo nel primo anno di rappresentazione.
In Italia sono stati registrati 2 milioni di telespettatori. Nel mondo sembra siano stati raggiunti i 15 milioni di telespettatori.
A 4 anni dal decennale, torna in Italia con molte date:
• Milano dal 3 marzo al Teatro Linearciack,
• Trieste dal 6 al 10 aprile al Politeama Rossetti,
• Bari dal 14 al 17 aprile al Palaflorio,
• Napoli dal 21 al 24 aprile al Teatro Palapartenope,
• Firenze dal 12 al 15 maggio al Mandela Forum,
• Torino dal 19 al 22 maggio al Palaalpitour,
• Pesaro dal 26 al 29 maggio all'Adriatic Arena
• Roma dal 9 giugno al Centrale Live,
• Palermo dal 16 al 19 luglio al Teatro di Verdura,
• Catania ad agosto a Villa Bellini,
• a Torre del Lago dal 15 al 19 agosto al Gran Teatro all'aperto Giacomo Puccini,
• Chieti dal 24 al 27 agosto all'Anfiteatro La Civitella,
• all'Arena di Verona dal 1 settembre.


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