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Matthew Gray Gubler: Genio e sregolatezza

Matthew Gray Gubler ha molto in comune con il suo geniale dottorino di ‘Criminal Minds’. E in più ama la cultura pop, è autoironico e arrossisce ancora per i complimenti…

Gio 04 Feb 2016 | di Alessandra De Tommasi | Interviste Esclusive
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Ho incontrato Matthew Gray Gubler un po’ dovunque, in un paio di eventi a Los Angeles, in uno a Roma e di recente al Festival della TV di Monte-Carlo. In tutti questi anni la star di ‘Criminal Minds’ (in onda su Rai Due in replica e su Fox Crime con gli episodi inediti della stagione 11) non è cambiata affatto. Una rarità, insomma, se pensiamo che poco più che ventenne è stato scelto per una delle serie più longeve della tv, targata Disney ABC e vista in tutto il mondo. Ha continuato a collezionare buffe manie, come portare calzini coloratissimi e rigorosamente spaiati, che mostra subito alzando i pantaloni quando glielo si fa notare. Ha gli occhiali da sole anche durante quest’ultima intervista, ma si scusa immediatamente: dice di aver dormito poco e di avere le occhiaie, così le copre dietro due lenti scure. Poi però li toglie quando gli faccio notare che nel Principato di Monaco ha la fama di essere uno degli ospiti più “cool”, uno di quelli sempre disponibili con il pubblico per foto, autografi e chiacchierate volanti. Diventa rosso subito, non sa cosa dire, poi abbassa la voce e aggiunge: «Se sei una persona gentile con tutti, con i paparazzi, la stampa e la gente, allora questo atteggiamento paga». E poi, per sviare l’attenzione, aggiunge: «Non ho ancora imparato a gestire i complimenti… ma sono diventato bravo a farlo, per esempio penso che la montatura bianca dei tuoi di occhiali sia davvero meravigliosa (I miei - ndr)».

Riesce ancora a stupirsi per il successo?
«Il mondo dello spettacolo è magico, farne parte è un privilegio, quindi sì, ancora mi entusiasma il calore della gente… anche se nei poster di ‘Criminal Minds’ finisco sempre di lato, mi vogliono nascondere, forse per colpa di quei capelli orribili di Reid… (Ride)».

Secondo lei a cosa è dovuta tanta popolarità?
«La ricetta del successo è difficile da stabilire, è un mix di ingredienti che funzionano e io devo ringraziare un cast eccezionali e una scrittura pazzesca, tra le altre cose. Ecco perché nascono serie ispirate a ‘Criminal Minds’, come ‘Beyond Borders’ con Gary Sinise, che debutta a marzo negli Stati Uniti e in cui spero di fare un’incursione anch’io prima o poi».

Ormai interpreta lo stesso personaggio da un decennio, neppure di lui si è stufato?
«Per niente, perché non ho mai voluto renderlo un grillo parlante, il tipico so-tutto-io. La mia idea era di dar vita ad un nerd che fosse intelligente sì, ma in maniera cool, che potesse ispirare i ragazzi e non intimidire».

Da cosa ha tratto ispirazione per il personaggio?
«Mi piace immaginare che a Reid piacciano le storie del Dr. Seuss e i classici come Jimmy Stewart. E che ricordi Tim Burton, ma forse solo per il taglio dei capelli (Ride - ndr)!»

E lei, invece, con cosa è cresciuto?
«Con i classici di Walt Disney e con ‘Karate Kid’, che non so neppure quante volte ho rivisto da piccolo, una pietra miliare della mia infanzia».

Ammetterà, però, che il tema di ‘Criminal Minds’, è davvero cupo, niente a che vedere con tutto quello che ha amato da piccolo…
«Come negarlo? Nei primi tre anni di riprese del telefilm ero felice, poi la mia anima è morta. No, scherzo! (Ride - ndr) Però c’è un fondo di verità: faccio ancora gli incubi sui casi di bambini rapiti».

Sta per caso pensando di mollare tutto?
«Non ci penso proprio, solo quando la gente si stuferà di me allora me ne ritornerò dal buco da cui sono venuto. Uscirò di scena con garbo e gentilezza».

Intanto si gode la stagione 11…
«Per me è sempre un piacere scoprire cosa tirano fuori dal cilindro gli sceneggiatori, per rendere il racconto sempre nuovo e pieno di appeal. E anche quando arrivano gli imprevisti loro sanno come gestirli: durante la quinta stagione mi sono rotto un ginocchio, così hanno pensato bene d’inventarsi una sparatoria per giustificare il mio bastone».

Cosa pensa quando si guarda indietro?
«Che il tempo impiegato sul set della serie è davvero tanto. Pensa che in dieci anni puoi andare in prigione per omicidio e ti renderai conto di quanto è passato (Ride)!».

Propositi per il futuro?
«La vita è strana, io ho studiato regia e comedy e non avrei mai pensato di fare l’attore di una serie drammatica. La mia filosofia però resta invariata: una risata ci salverà e finché riesci a sorridere di quello che ti capita allora andrà tutto bene. E io ho intenzione di farlo fino alla fine…».

 



IL MIO MONDO FANTASTICO

Matthew Gray Gubler, classe ’80, è un attore e modello originario di Las Vegas. Proprio durante una sfilata è stato notato dal regista Wes Anderson, che l’ha invitato al provino del film ‘Le avventure acquatiche di Steve Zissou’ dove ha effettivamente poi attenuto la parte. È così che gli si sono spalancate le porte di Hollywood: al cinema è tornato di recente a prestare la voce all’irresistibile scoiattolo Simon in ‘Alvin superstar – nessuno ci può fermare’, in sala in Italia a fine 2015 e inizio 2016, nuovo film della saga di successo. La vera svolta è arrivata con il telefilm ‘Criminal Minds’, di cui è protagonista da oltre un decennio nei panni di un genio al servizio dell’FBI, il dottor Spencer Reid, e di cui ha anche diretto un episodio. La sua passione per la regia, infatti, finora aveva preso piede attraverso mockumentary e video musicali. Sul suo sito raccoglie varie passioni, fotografia inclusa www.matthewgraygubler.com, dimostrando di essere un artista eclettico che da piccolo aveva il pallino della magia ed è riuscito così ad evadere in un mondo di fantasia per sfuggire ai bulli.

 


 


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