acquaesapone Mondo
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri

Vacanze ad alta quota ma senza sci

Low cost, nuove discipline e slons: riesplode la moda della settimana bianca

Gio 04 Feb 2016 | di Barbara Savodini | Mondo
Foto di 13

A Parigi è massima allerta, Svezia e Danimarca hanno chiuso le frontiere (mete depennate per chi non ha il passaporto), i Paesi esotici sono out perché volare è troppo rischioso… ma allora dove vado in vacanza? Una domanda che si sono posti in tanti quest’anno perché, in barba alla crisi e ai notiziari, non c’è ostacolo che fermi chi ha voglia di concedersi una salutare e rilassante pausa dallo stress. Ed ecco che è riesplosa la moda dell’alta quota, anche nei mesi in cui le nevicate non sono state certo abbondanti o nelle famiglie in cui nessuno ha mai messo uno sci. Del resto, chi ha mai detto che la settimana bianca è solo per gli amanti dello sport?  Una passeggiata tra i mercatini scaldandosi le mani con una bella tazza di vin brulé, una gitarella con le ciaspole alle prime luci del mattino o, tutt’al più, una passeggiata con gli sci di fondo (ma senza incappare in pendenze eccessive) possono essere altrettanto piacevoli. Ci sono poi anche gli amanti di bob e slittini, i goderecci che saltano di rifugio in rifugio tra bombardini (la famosa bevanda delle nevi a base di panna, zabaione caldo, brandy e caffè) e torte ai frutti di bosco e gli “abbronzati”, ovvero coloro che se ne stanno tutto il tempo, nubi permettendo, a prendere il sole ai piedi degli impianti. In cima alla lista ci sono infine i super stressati, coloro che restano interi pomeriggi nella spa e guardano i fiocchi di neve cadere dal cielo soltanto attraverso un vetro semi-appannato, magari tra saune, bagni turchi e idromassaggi (l’ultima moda è quella del bagno bollente all’esterno). Per tutti questi turisti alternativi, grazie ai quali la classica settimana bianca è tornata di moda, i media hanno coniato un nuovo termine: Slons, acronimo di Snow lovers no skies. Come dire… Montagna sì, ma slow!


Gli effetti sul “sistema neve”
è anche grazie agli Slons se, dopo anni di flessione, il “sistema neve” è nuovamente in ripresa. Per la prima volta dopo tre inverni, il 2015 si è chiuso in crescita, superando la fatidica soglia dei 10 miliardi di euro, con buone prospettive circa l’inverno 2016. Le scarse nevicate di dicembre e inizio gennaio hanno destato qualche preoccupazione, ma sono state compensate dall’allerta terrorismo in gran parte delle capitali europee che hanno incoraggiato molti a restare in Italia, optando magari per una settimana bianca. I nuovi turisti hanno poi fatto il resto, con il risultato che le prenotazioni hanno riguardato gruppi eterogeneamente composti da sciatori e slons. «Nonostante i timori che aleggiavano a inizio della scorsa stagione – spiega Massimo Feruzzi di JFC, società di consulenza turistica e marketing territoriale – il consuntivo per l’inverno 2014/2015 si è chiuso con segnali positivi per quasi tutte le destinazioni, Appennini compresi. Ciò ha consentito agli operatori del settore di guardare con fiducia al futuro e di pensare positivo in vista della stagione successiva, investendo magari qualcosa di più rispetto al passato».

Il fattore prezzo
Dopo il boom degli stranieri, proprio perché le classiche settimane bianche nel Bel Paese erano troppo costose, sono tornati in massa anche gli italiani. Tutto merito dei last minute e dei pacchetti low cost che consentono anche a chi non ha una grandissima disponibilità economica di concedersi una pausa innevata. Dopo anni di scetticismo lo hanno capito anche gli operatori del settore che hanno lanciato a raffica offerte di ogni sorta: per l’acquisto di skipass, per il pernottamento, per i pasti in baite e rifugi e persino per le precedentemente costosissime lezioni di sci o snowboard. Del resto, fino a qualche anno fa, prenotare una settimana bianca per un’intera famiglia, soprattutto per chi era alla sua prima esperienza, rappresentava una spesa davvero consistente: tra attrezzatura completa (tuta, scarponi, sci, guanti, cappello, casco, mascherina), albergo, skipass, lezioni e spese extra il conto finale poteva sfiorare i cinquemila euro. Oggi, oltre ai pacchetti low cost ci sono le promozioni per il noleggio, alberghi a prezzi stracciati e grandi magazzini nei quali un abbigliamento completo può costare anche un centinaio di euro. Secondo Skipass Panorama Turismo, l’osservatorio italiano del turismo montano, è proprio questo il business del futuro e la strategia vincente consiste nel convincere gli operatori del settore a promuovere quanti più pacchetti promozionali possibili, tramite tour operator e siti specializzati.

 



Nuovi sport

Nuova moda, nuove attrattive: sci e snowboard non bastano più a soddisfare le richieste di turisti sempre più esigenti e scostanti dai modelli che siamo abituati a conoscere.
Nordic walking
Tra i salutisti impazza per esempio il nordic walking, un tipo di camminata con bastoni che accresce di fascino, e difficoltà, se praticata in un ambiente innevato. Secondo gli esperti, rispetto alle tradizionali passeggiate, richiede l’applicazione di una forza maggiore oltre che l’uso dell’intero corpo. Impegnando dorsali, tricipiti, bicipiti, spalle e gambe tale attività può infatti generare un incremento fino al 46% di consumo di energia in più rispetto ad una camminata normale.

SNOWKITE
Nel mondo dei temerari a farla da padrona è invece lo snowkite, una versione white dell’ormai conosciutissimo kitesurf che, va da sé, può essere praticato solo nelle aree predisposte e che richiede istruttori preparatissimi e punti noleggio ad hoc.

HELISKI
Fronte estremo degli sport invernali è infine l’heliski, una discesa libera che prevede una comoda risalita in elicottero. Benché riservato ad un tipo di sciatore esperto-avanzato ed anche ricco, sono sempre più numerosi coloro che scelgono località in cui tale disciplina è consentita come a La Thuile o a Cervinia, in Valle D’Aosta.


Condividi su:
Galleria Immagini