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Sara ha scaldato la nostra casa

Dovevo finire le superiori e rimasi incita: uno shock. Mamma non voleva. Poi col giusto aiuto abbiamo risolto

Gio 25 Feb 2016 | di Patrizia Lupo | Bambini
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Sono cresciuta con mia madre e un fratello più piccolo di me. Non ho ricordi di mio padre che è̀ andato via quando ero molto piccola, per questo il legame con mia madre è̀ sempre stato tanto forte, ci ha cresciuto da sola e ha fatto tanti sacrifici per noi. Anche se ci dava tutto, ero sempre un po’ scontenta per l’assenza di un padre, un vuoto che cercavo di colmare. Sarà̀ per questo che quando ho conosciuto Edoardo mi sono attaccata a lui in un modo che mai avrei pensato. 

Dopo qualche mese vivevamo insieme sotto lo stesso tetto con mia madre, perché́ non riuscivamo a stare lontani. Il “bel sogno romantico” finì̀ per infrangersi nelle piccole cose di ogni giorno, finendo in continue liti con mia madre, che aveva sempre da recriminare, tra tante offese. E così quando mi accorsi di essere incinta fu uno shock. 

Come avremmo fatto? Lui lavorava solo part-time e io dovevo concludere gli studi superiori, a cui mia madre teneva tanto. Mi sentivo schiacciare dal peso e dalla preoccupazione, dalla tensione. Io non sapevo cosa fare, se abortire o andare avanti. Fu grazie al mio fidanzato, che voleva il bambino, che trovai la forza per parlarne a mia madre: una tragedia, voleva che abortissi. Una delusione perché, nel momento in cui avevo più bisogno del suo aiuto, me lo rifiutava. Mi trovai da sola a piangere con il mio ragazzo, disperata. Andai dal mio ginecologo, che fu molto rassicurante, ci incoraggiò a non aver paura e ad andare avanti con la gravidanza. Ci parlò poi del Segretariato Sociale per la Vita, un’associazione che aiutava mamme e coppie come noi in difficoltà e in attesa di un bambino. 

Tra lo scettico e la speranza, ci andammo e una operatrice ci fece sentire subito accolti e a nostro agio. Ci capiva, ci sosteneva, ma ci diceva anche dove sbagliavamo, ad esempio nel nostro rapporto con mamma. Proprio quello che cercavamo! 

Ci hanno spiegato che potevamo ricevere l’aiuto del Progetto Gemma, un contributo economico che per 18 mesi ci avrebbe permesso di sostenere le spese per il bambino e generi di necessità per neonato. Ci hanno informato sugli aiuti economici statali che avremmo potuto richiedere alla nascita del piccolo. Mamma si è̀ sentita più sicura quando ha visto con quale impegno il mio compagno si stava dedicando a me. Io ho concluso i miei studi. Tutto in pochi mesi è̀ cambiato, perché siamo cresciuti e cambiati noi, anche con i consigli degli operatori del Segretariato. Finalmente poi è̀ nata Sara e adesso è̀ amata da tutti, ha portato il calore in quella casa, dove prima c’era il freddo della divisione. Mia madre adesso fa felicemente la nonna. 

A chi legge questa mia storia vorrei dire di non arrendersi mai, di fidarsi degli altri, perché́ c’è sempre qualcuno disposto a darti una mano nel momento del bisogno.


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