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Il mondo dei mutui

Presto le banche venderanno la casa ipotecata senza passare dal tribunale?

Gio 25 Feb 2016 | di Armando Marino | Soldi
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Una novità controversa si fa strada nel mondo dei mutui: una legge in discussione prevede l'applicazione di una direttiva europea che per la prima volta permetterebbe alle banche di vendere direttamente la casa ipotecata, se il mutuatario tarda a pagare qualche rata. Per ora funziona così: se si versano in ritardo almeno sette rate, la banca può rivolgersi al tribunale per chiedere di mettere all'asta la casa sottoposta a ipoteca come garanzia del pagamento del prestito. Dunque è un giudice che valuta la situazione, decide se è possibile un piano di rientro, gestisce la messa all'asta e il rimborso del debito. La nuova norma prevede invece che salti il filto del tribunale. Dopo sette pagamenti in ritardo, la banca potrà vendere direttamente la casa ipotecata. La procedura dev'essere prevista nel contratto di mutuo, dunque dev'essere d'accordo anche il debitore, ma ovviamente non sempre chi stipula un mutuo si può permettere di rifiutare una clausola di questo genere. Resterebbe per il debitore il diritto a ricevere l'eventuale eccedenza tra il prezzo di vendita della casa messa all'asta e la parte di mutuo che non si è ancora pagata. Il venir meno della garanzia di un giudice terzo rischia però di rendere ancora più debole il mutuatario nei confronti delle banche. La norma è chiaramente un aiuto alle banche, messe in difficoltà dai troppi crediti che non riescono a riscuotere (si parla di almeno 200 miliardi di euro). Certo, ora i tribunali impiegano tempi lunghissimi e chiaramente il ritardo nel rientrare del denaro mette in difficoltà gli istituti di credito. E così, siccome lo Stato non riesce a rendere le procedure giudiziarie dei fallimenti più veloci, si sceglie di eliminare una garanzia che finora ha tutelato i cittadini. Un'altra norma, insieme al "bail in", cioè il salvataggio delle banche in crisi pagato dagli azionisti e obbligazionisti, che certamente non aiuta gli italiani ad avere più fiducia negli istituti di credito.


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