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I furbetti del rubinetto

1731 giorni trascorsi dalla data del Referendum contro la privatizzazione dell’acqua (12 giugno 2011) all’8 marzo 2016 e continua ad essere ignorato

Gio 25 Feb 2016 | di Alberico Cecchini | Editoriale

Nel 2011 addirittura il 95% dei votanti al referendum si espresse in modo schiacciante contro la privatizzazione dell'acqua. Sono passati quasi 4 anni e ancora il voto degli italiani non è stato ascoltato. 

Da molti anni, a differenza di gran parte degli altri giornali, documentiamo le indecenti scorribande speculative di pochi squali che tutto fanno tranne gli interessi degli italiani. Li abbiamo ribattezzati i “furbetti del rubinetto” e non molleremo mai su questo tema. Anzi, pubblicheremo su ogni numero il contatore che ricorderà da quanti giorni non viene attuata la volontà popolare. 

Infatti, la situazione diventa ogni giorno più grave, perché se il voto non conta più nulla allora il regime non è più la democrazia, ma l'oligarchia, anzi la schifo-crazia che finirà per portare al potere i Cinque Stelle. Non è più un fatto relativo solo all'acqua, ma una cartina tornasole del governo Renzi, se questo difende i cittadini dagli speculatori o se invece è un tutt'uno con quest'ultimi. Questa è la sostanza e non bisogna perdersi in cavilli e precisazioni. Guai cullarsi su alcuni posti di lavoro in più, uno zero virgola qualcosa in più di Pil. 

Se ci pensate bene, il nostro Premier potrebbe ottenere un'incredibile guadagno di voti eseguendo la volontà degli italiani, perché non lo fa? è veramente libero? La guerra dell'acqua assurge a simbolo della guerra fra la casta e il popolo… e si sa l'acqua è… scivolosa! Gli italiani non digeriranno mai questo esproprio contro natura. Ne hanno tutte le ragioni.


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