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Arriva il Grab…tra tre anni

Il Grande raccordo anulare delle Bici

Gio 25 Feb 2016 | di Angela Iantosca | Attualità
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Roma non è una città per le biciclette. È quello che si sostiene da sempre: troppo pericoloso, troppo inquinamento, troppe macchine e, soprattutto, pochissime piste ciclabili tali da poter permettere una pedalata in sicurezza. Eppure, negli ultimi anni, c’è stato un significativo incremento delle due ruote. Basti pensare che, secondo l’Agenzia per i servizi alla mobilità del Comune, tra il 2010 e il 2012, ad usare ogni giorno la bicicletta era lo 0,4% dei cittadini. Nel 2012 si è saliti al 4%, pari a circa 150/170mila persone. E tutto questo è accaduto in assenza di politiche per la ciclabilità. Ma oggi qualcosa sta cambiando, anche nella capitale, dove, da tempo, si annuncia l’arrivo del Grab, il Grande Raccordo anulare delle Bici.

Cerchiamo di far chiarezza.
Per prima cosa, se avete già lucidato le vostre biciclette per percorrere il Grab, devo informarvi che per ora si tratta solo di una idea su carta e che ci vorranno anni prima che prenda forma, come ci spiega Alberto Fiorillo coordinatore del progetto.
«Il progetto riprende prioritariamente due temi sollevati da Antonio Cederna, giornalista, scrittore, ambientalista, a partire dagli anni Sessanta: il primo è quello della creazione di un unico sistema archeologico romano dalla colonna Traiana all’Appia antica e oltre. Il secondo tema è quello della ricucitura delle aree verdi superstiti della capitale».

Come nasce il progetto?
«L’idea è quella di dar vita ad un percorso ciclopedonale. Cioè si vuole trasformare in ciclabile e pedonale questo itinerario da piazza Venezia all’Appia antica, dandogli la connotazione di un anello».

Quindi, partendo da un percorso che già esiste, trasformarlo in una strada adatta anche a ciclisti e pedoni.
Quale è lo stato dell’arte?
«Il Grab ancora non è pronto. Lo stato dell’arte è che la legge di stabilità ha reso disponibili i fondi per realizzarlo: 91 milioni per il triennio da assegnare a 4 ciclovie ritenute prioritarie. Oltre al Grab, ce ne sono altre tre in Italia. Ma per Roma è sufficiente un ventesimo della somma. Ora il Comune di Roma gestirà tutto il passaggio che manca, cioè rendere definitivo un progetto che per ora è soltanto in bozza. Successivamente dovrà fare il bando per aprire il cantiere e realizzare tutto ciò che è necessario per ricucire i tratti del Grab che già esistono, mettendoli in sicurezza e valorizzandoli».

Dunque il Grab non è una pista ciclabile, ma una ciclopedonale. Quali sono le sue finalità?
«Ha una finalità turistica, perché connette tanti dei luoghi più interessanti della capitale, non solo i siti di interesse archeologico, ma anche San Pietro e Castel Sant’Angelo e luoghi più contemporanei come i murales della Street art, il Maxi e l’Auditorium».

Ma un percorso del genere può anche rivitalizzare delle parti della città poco frequentate e conosciute.
«Il Grab non si inserisce in un contesto, ma vuole modificare il contesto nel quale si inserisce. Ci sono dei luoghi, come il Quadraro vecchio, dove si spera che il passaggio della ciclovia favorisca una rivitalizzazione della zona. E lo stesso si spera per il parco dell’Aniene o per uno dei classici non luoghi, che è il sottopassaggio di un viadotto dell’autostrada A24, che potrà essere riqualificata dal passaggio di questa ciclovia. Nel percorso si comprendono anche tante aree della città dove pensiamo che il passaggio di un percorso turistico così attraente possa svolgere una funzione rivitalizzante. Si tratta di un progetto, dunque, che si spera possa innescare dei processi urbanistici tali da trasformare questa città, favorendo anche un cambio di rotta nelle scelte della viabilità».

Tempi previsti?

«Ci sono due fasi: c’è una fase in cui ingegneristicamente bisogna chiudere l’anello. Tutto questo avverrà in 6 mesi. Poi si passerà alla realizzazione architettonica: ci saranno opere di carattere estetico e identitario e la riqualificazione dei luoghi circostanti. Parliamo di un tempo di tre anni al massimo. Trasformare questo percorso nel percorso ciclabile più attraente ha bisogno di un tempo che non superi 3 anni».

 


 

44,2 KM IN BICI

Il GRAB, il Grande Raccordo Anulare delle Bici, è il progetto partecipato per la realizzazione di un anello ciclopedonale lungo 44,2 km che si sviluppa tutto all’interno della città. 
E' la ciclabile urbana più lunga del mondo e insieme un viaggio di scoperta, che va da una strada di 2300 anni fa (l’Appia Antica) fino alle architetture contemporanee del MAXXI di Zaha Hadid e alla street art del Quadraro e di Torpignattara unendo tra loro Colosseo, Circo Massimo, Caracalla, San Pietro e Vaticano, Gnam, parchi e paesaggi agrari eccezionali e inaspettati (Caffarella e Acquedotti), ville storiche (Villa Ada, Villa Borghese, Villa Gordiani), i percorsi fluviali di Tevere, Aniene e Almone. 
Connettendosi a percorsi ciclabili esistenti (come la ciclopista del Tevere) o a percorsi ciclopedonali all’interno di ville e parchi l’estensione totale degli itinerari pedalabili, senza soluzione di continuità, sarà di circa 200 chilometri. 

Il percorso
Tutto pianeggiante, si snoda principalmente lungo vie pedonali e ciclabili, parchi, aree verdi e argini fluviali (31,9 km, pari al 72,2% del tracciato). Altri 3,6 km (l’8,1%) si sviluppano su marciapiede che possono facilmente accogliere una ciclabile e 6,8 km (il 15,4%) interessano strade secondarie e a bassissima intensità di traffico. Solo 1.900 metri del GRAB sono attualmente congestionati da un intenso flusso di veicoli motorizzati. 


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