acquaesapone Energia
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri

Le fonti fossili uccidono, ma lo Stato le foraggia

Agli inquinatori sussidi 5 volte in più di quelli dati alle energie pulite

Gio 25 Feb 2016 | di Francesco Buda | Energia
Foto di 4

“Ogni otto decessi, uno è attribuibile all'inquinamento dell'aria”, lo dice l'Organizzazione mondiale della sanità. In Europa nel 2015 un abitante su 4 si è ammalato o è morto prematuramente a causa dell’inquinamento dell’ambiente. Un’epidemia da 1.444 miliardi di euro l’anno di costi sanitari al livello globale e 84 miliardi in Italia (dati Oms - Ocse). Siamo il Paese dell'Unione europea con più morti prematuri per l'inquinamento dell'aria, 84mila persone nel 2012 (fonte Aea).
Ma i governi promuovono ciò che provoca tutto questo. Se ancora ve ne fosse bisogno, ricordiamo che i principali avvelenatori dell'aria che respiriamo sono le fonti di energia fossili: carbone, petrolio e gas. Secondo il rapporto “Green Growth Study Energy” dell'Ocse, la dipendenza da combustibili fossili ha generato l'84% delle emissioni di gas serra, quelle che provocano l'anomalo e dannosissimo riscaldamento del pianeta. La tecnologia offre sempre migliori sistemi alternativi puliti che stanno prendendo piede. Ciononostante, i professionisti dell'inquinamento e dell'arricchimento sulla pelle dell'umanità non mollano, continuando a viziare non solo l'ambiente e la salute umana, ma anche l'economia e la finanza. La strage di massa in corso, l'umanità la sta pagando non solo con la propria salute, ma anche coi propri soldi. Come? Attraverso le tante forme di sussidi pubblici che le caste al potere nei vari Paesi del mondo non smettono di garantire alle lobby dei combustili fossili. Si calcola che queste ricevano aiuti pubblici cinque volte maggiori di quelli erogati alle fonti rinnovabili. 


1 MILIARDO DI EURO AL MINUTO
5,3 trilioni di dollari l'anno, cioè circa 4.800 miliardi di euro: cifra a 18 zeri difficile anche da immaginare, dei sussidi pubblici dati nel mondo ai combustibili fossili nel 2015, tra agevolazioni fiscali, finanziamenti, incentivi e altre prebende. L'ha stimata il Fondo Monetario Internazionale in una recente analisi. Significa quasi un miliardo di euro al minuto, ogni giorno. Per gli italiani, significano 220 euro a testa in un anno. «Questa importantissima analisi sgretola il mito che i combustibili fossili sono economici, mostrando quanto è enorme il loro costo reale. Non c'è giustificazione per questi enormi sussidi per i combustibili fossili, che distorcono il mercato e danneggiano le economie nei Paesi più poveri», lo afferma il professor Nicholas Sterne, luminare della London School of Economics, uno dei 'santuari' dove si formano economisti e top manager.  

IN ITALIA: CASTA COMPLICE... 
Secondo una recente ricerca indipendente delle organizzazioni Oil Change International e Overseas Development Insititute, in Italia i sussidi diretti alla produzione di combustibili fossili sono 2,7 miliardi di euro - il 10% delle entrate fiscali nel periodo gennaio-agosto 2015 -, sottolinenando la forte dipendenza del nostro Paese da queste fonti. 
Ma gli ultimi due dossier di Legambiente sul tema calcolano questa emorragia verso le energie sporche in circa 17 miliardi e mezzo di euro nel 2014 e 14 miliardi e 605 milioni l'anno scorso, tra sussidi diretti e indiretti e altri "aiutini". Questo perché considera tutti gli aiuti di Stato, non solo gli incentivi alla produzione. In ogni caso, è davvero molto complicato trovare tutti i dati relativi ai sussidi pubblici che il nostro Stato eroga a vantaggio della lobby fossile. «Il nostro Paese continua a comportarsi come se per quanto lo riguarda il problema non esistesse - denuncia Legambiente -. A sentire ministeri e Autorità per l'energia, i problemi in Italia sono sempre altri. Anzi semmai riguarderebbero le fonti rinnovabili». E infatti hanno tagliato un sacco di fondi alle fonti pulite e nel periodo gennaio 2015 - gennaio 2016, si registra un calo nelle vendite di elettricità da fonti pulite a vantaggio di quelle sporche, in particolare il gas che è salito del +5,6%, rappresentando così il 46% del totale. Mentre la corrente da rinnovabili, che costituisce circa un terzo del totale, è scesa del -4,5 (fonte GME). I dati disponibili ci dicono che le centrali a gas e carbone - spacciate come "verdi" - nel solo 2014 hanno preso 262,6 milioni di incentivi Cip6, pagati con le nostre bollette: lo Stato riconosce un extra sulla corrente prodotta. Analizzando i dati del GSE, si può stimare - secondo Legambiente - che i CIP6 da qui al 2021 costeranno alla collettività circa altri 4.880 milioni di euro.

... E OMERTà SUI CONTI
Insomma, dirottano un sacco di soldi nostri verso industrie ottocentesche, che inquinano, truccano la libera concorrenza e ci fanno ammalare. E il popolo non deve impicciarsi. «Un gravissimo caso di censura e di chiara volontà di fare in modo che di questo tema non si parli e che nulla cambi - tuona ancora Legambiente -. La ragione è molto semplice da spiegare: in questo modo si tutelano direttamene coloro che beneficiano di questi sussidi e indirettamente si ferma l'innovazione nel sistema energetico, oggi possibile grazie alle fonti rinnovabili e all'efficienza energetica». 
Simili politiche ci fanno ammalare, con l'ulteriore beffa dei tagli alla Sanità, ancora valida in Italia, ma anch'essa in balìa di affaristi e politici miopi. Non ci sono i soldi? Bene, se smettessero di regalare questo fiume di denaro degli italiani a questo mortifero business - non ultimo il tappeto rosso steso dai governi Monti, Letta e Renzi alle nuove trivellazioni senza chiedere in cambio quasi nulla - in cassa avremmo più risorse, magari da destinare anche ad ospedali e ricerca medica, e spenderemmo assai meno per curarci da cancri, malattie respiratorie ed altri disturbi causati dall'aria ammalata dai beneficiari di quei sussidi. Cominciassero ad inquinarci di meno, dunque. Ha scritto il settimanale conservatore The Economist a gennaio 2015: "La più lungimirante ed efficace riforma, ovunque nel mondo, in campo energetico è semplicemente di rimuovere tutti i sussidi alla produzione e al consumo di combustibili fossili". 
La vecchia storia che lo fanno per dare energia al pianeta non regge più. Di qui al 2030, con soli 44 miliardi di euro l'anno, si potrebbe dare elettricità a quel miliardo e 300 milioni di persone che nel mondo ancora non ce l’hanno (fonte Oilchange International). Invece, i governi preferiscono spenderne il doppio per cercare nuove riserve di combustibili fossili. 

 


 

Clima? Basterebbe togliere quei sussidi 

Secondo il Fondo Monetario Internazionale, se si eliminassero tutti i sussidi alle fonti fossili le emissioni di gas serra diminuirebbero del 20%, contribuendo in maniera importante alla lotta contro i cambiamenti climatici. 

 


 

Ricchi ma stupidi: insistono sul petrolio 

Lo scorso dicembre, mentre i potenti del pianeta sfilavano a Parigi per il Cop21, la Conferenza delle Parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, le organizzazioni internazionali Climate Change International e Climate Action Network hanno diffuso un dato altrettanto scioccante: nei Paesi industrializzati il petrolio, da solo, riceve in media sussidi per 80 miliardi di dollari l'anno, 40 volte in più rispetto a quelli dati alle energie rinnovabili (2 miliardi) nell'àmbito del Fondo Verde per il Clima istituito nel 2011 dall'Onu. I Paesi analizzati sono: Australia, Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito Stati Uniti d'America. Un altro importante studio, pubblicato a dicembre dall'Overseas Development Institute, ci dice che per cercare nuovi giacimenti di petrolio, gas e carbone sono 88 i miliardi di dollari spesi dai Paesi del G20, quelli industrializzati e che vanno in giro per il mondo a dettare legge dall'alto del loro progresso... 


Condividi su:
Galleria Immagini