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Cesare Bocci: Altro che “mimě il femminaro”

L’attore torna in tv con il commissario montalbano

Gio 25 Feb 2016 | di Giuseppe Stabile | Zona Stabile
Foto di 7

Su RaiUno è tornato “Montalbano” insieme alla squadra del Commissariato più famoso d’Italia, capitanato da Luca Zingaretti. Al suo fianco, nei panni del vice Mimì Augello, è rimasto Cesare Bocci. Simpatico, solare, bello, ma soprattutto innamorato. Con sua moglie, l’inseparabile Daniela, esprime gioia e speranza a ogni sguardo. Altro che Mimì il femminaro: nella vita è molto diverso dalla finzione televisiva! 

Cesare, che cosa hai provato tornando sul set siciliano di “Montalbano”?
«E' stato emozionante tornare in quei luoghi, riscoprendo il piacere di lavorare in Sicilia, a contatto con tante persone calorose, immersi in una natura piena di profumi e sapori». 

Come sono i rapporti umani nel cast?
«Sono stato felice di ritrovare tanti amici con i quali, nel corso degli anni, si è stabilito un rapporto molto forte. In particolare, con Luca Zingaretti è nata una bella amicizia, messa in pericolo solo dalla passione calcistica: lui tifa per la Roma, mentre io sono laziale da sempre! Però condividiamo molte cose, a cominciare dalle iniziative di solidarietà nelle quali lo coinvolgo».

Nel 2000, insieme alla notorietà, è arrivata anche una prova molto importante per la tua esistenza.
«Quell’anno rappresentò un momento di svolta per la mia carriera e anche per la mia vita personale. Dopo otto anni di matrimonio, mia moglie Daniela rimase incinta. Eravamo felicissimi, nacque una splendida bambina, ma dopo il parto Daniela ebbe un ictus e fu ricoverata a lungo in una casa di riabilitazione». 

Come affrontasti l’invalidità di tua moglie?
«Fu un duro colpo, ma abbiamo lottato insieme senza mai arrenderci. Abbiamo mandato a quel paese tutti i medici che ci spingevano a rassegnarci alla disabilità di Daniela e, passo dopo passo, è tornata a camminare, ad abbracciare nostra figlia, ad andare a cavallo e a seguire le sue passioni di sempre».

È stato difficile affrontare la battaglia per la riabilitazione di Daniela?
«Lei ora sta bene, ha sofferto, ma si è sostenuta da sola. Anzi, è lei che ha sempre sostenuto me. Ognuno può trovarsi ad affrontare delle difficoltà o delle malattie: a volte la fede in Dio può aiutare. Ci sono molti che hanno una grande fede e poi scappano davanti alle situazioni difficili, altri che ne hanno poca, ma che restano fermi e affrontano le prove. Dipende dalle persone e dalle situazioni, ma ciò che conta è la testimonianza concreta».

Sei sempre stato credente?
«Ho vissuto una conversione al contrario: da fervente cattolico praticante mi sono gradualmente allontanato dalla Chiesa. Sono un cristiano convinto, ma ho sofferto per le troppe contraddizioni incontrate. Come nella società laica, nella Chiesa ci sono persone straordinarie ed esempi da seguire, ma anche delle situazioni poco rispettose del Vangelo». 

Come esprimi oggi il tuo essere cristiano?
«Non so dire se Dio esiste, ma mi sento in pace con me stesso solo quando metto concretamente in pratica i principi del Vangelo. Sono più per l’azione che per la meditazione e la preghiera. Ritengo essenziale confrontarmi con l’esempio e la testimonianza concreta di Gesù; per questo ammiro tante persone che nella storia sono state martiri per la libertà e per il rispetto. Mi piace molto Papa Francesco: in lui ho trovato finalmente un uomo e un cristiano vero, che afferma dei principi con chiarezza, gli stessi che mi hanno insegnato da bambino».

Quali sono i valori che hanno guidato la tua esistenza?
«Sono nato in un paesino marchigiano di settecento abitanti in provincia di Macerata (Camporotondo di Fiastrone - ndr), dove ancora oggi si vive mettendo al centro lo scambio umano e l’aiuto reciproco. Dai miei genitori e dalla società contadina ho imparato che tutto ciò che voglio raggiungere nella vita lo posso ottenere solo senza prevaricare gli altri. Al centro ci devono essere il rispetto e l’aiuto verso chi è nel bisogno».

Come esprimi il tuo impegno? 
«La responsabilità di essere un personaggio pubblico stimola il mio coinvolgimento personale, ma la mia sensibilità è cresciuta moltissimo dopo la nascita di mia figlia. Dobbiamo renderci conto che nel mondo ci sono milioni di persone, soprattutto bambini, alle quali non è concesso il diritto di vivere. I vari Governi non devono mostrare di avere rispetto per la vita solo nelle emergenze, per poi continuare a fare affari con Paesi dove milioni di persone soffrono per guerre e fame. Visitando varie missioni in Africa sono diventato più consapevole della dura realtà, ricevendo però molta speranza e tanto amore. Mi impegno anche per rendere più vivibili le città: a Roma, con le difficoltà di mia moglie, sperimentiamo spesso poco rispetto per i disabili. Per questo ho lanciato la campagna “Roma città aperta” per permettere a tutti di partecipare liberamente a un evento come il Giubileo della Misericordia».

Come dare il proprio contributo per costruire un futuro migliore?
«La cosa più importante è rimanere sempre se stessi. Non dobbiamo cadere nel tranello di pensare che sia la massa ad avere ragione: conta la propria idea, anche se bisogna imparare a confrontarsi con gli altri. Solo esprimendo la propria creatività e rimanendo liberi, possiamo essere felici e donare al mondo qualcosa di utile e bello». 

 


 

IL RITORNO DI AUGELLO 

Cesare Bocci nasce nelle Marche nel 1957. Inizia la carriera d'attore a 23 anni. Il suo debutto nel cinema avviene con “L'aria serena dell'ovest” del 1990, di Silvio Soldini . Il successo arriva in tv con il ruolo di Mimì Augello ne “Il commissario Montalbano”, nel 1999. Poi sarà il medico Antonio Ceppi in “Elisa di Rivombrosa”, su Canale 5. Tra il 2006 ed il 2007 interpreta il ruolo di Oscar nel musical “Sweet Charity”, con Lorella Cuccarini. Nel 2007 è accanto a Stefania e Amanda Sandrelli nella miniserie tv di Canale 5 “Io e mamma”. Nel 2008 veste i panni di un primario in “Terapia d'urgenza”. Nel 2012 è su RaiUno al fianco di Veronica Pivetti nella fiction “Provaci ancora prof”. Nel 2013 recita nella miniserie “Volare – La grande storia di Domenico Modugno”. Torna al cinema con “Benvenuto Presidente!”. Nell'ottobre 2013 presenta “Miss Italia” su La7. Nello stesso periodo è nel cast della fiction di RaiUno “Una grande famiglia”. Da fine febbraio è di nuovo Mimì Augello su RaiUno nella serie “Montalbano”. Ha lavorato in 17 film.


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