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Mamma voleva farmi abortire. Ora sono mamma io!

Incinta a 18 anni: che fare? Col mio ragazzo siamo andati al Segretariato Sociale per la Vita e ci hanno sostenuto

Gio 24 Mar 2016 | di Patrizia Lupo | Bambini

Sono una ragazza straniera cresciuta nell’attesa di raggiungere mia madre in Italia. Quando lei è partita ero piccola e la sentivo per telefono. Non è stato facile adattarmi a questa vita con lei, sempre fuori casa per lavorare mentre io studiavo. Qualcosa mi mancava: il rapporto con lei, una famiglia unita. Cercavo uno spazio solo mio dove vivere la mia vita. A 18 anni, all’ultimo anno di scuola, ho conosciuto Manuel, un ragazzo di 24 anni straniero come me, che lavorava come meccanico. Ci siamo voluti subito bene, forse perché avevamo bisogno di affetto tutti e due, e dopo qualche mese aspettavamo un bambino. 
Un momento che dovrebbe essere vissuto nella gioia è diventato per noi un incubo! Mia madre voleva farmi abortire subito, l’aveva presa male. Aveva paura di tutto: per il mio futuro, del compagno, dei pettegolezzi della gente. Mi parlava solo di problemi per farmi pressione. Mi prospettava un futuro con tutte le disgrazie del mondo. Anche il mio ragazzo era preoccupato, perché con il suo lavoro non guadagnava abbastanza. Era disorientato perché anche i suoi gli facevano vedere tutto nero. Io quel bambino l’avrei tenuto. Alla fine però ho ceduto. Ho fatto quanto necessario e un colloquio con l’assistente sociale. Non ero convinta di quello che facevo e ne parlavo col mio ragazzo. Un po’ alla volta è maturata in noi la decisione di tenerlo da soli. «Magari ci possono essere degli aiuti? - dissi –. Perché non chiediamo?». Lui acconsentì. Il giorno dopo a mia madre dissi che non volevo abortire. Lei non rispose nulla. Andai a parlare con l’assistente sociale e mi suggerì di telefonare al Segretariato Sociale per la Vita, un centro che si occupa di aiutare giovani e donne in attesa di un bambino come me. 
Da loro ho trovato quello che cercavo: un sostegno e l’incoraggiamento per andare avanti. Non mi hanno nascosto le difficoltà, ma mi hanno fatto capire che quanto facevo era giusto. Mi avrebbero aiutato con il Progetto Gemma, un contributo economico per il bambino che dura un anno e mezzo, con generi di necessità per neonato. Mi hanno informato sugli aiuti dello Stato che avremmo potuto richiedere dopo la nascita. Tornai a casa decisa ad andare per la mia strada. Adesso con Gabriel siamo una piccola famiglia unita e felice con i problemi di tutti. Lui non ci ha tolto niente, anzi ci ha dato tutto.                          
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Per un aiuto sano
Segretariato Sociale per la Vita Onlus
Tel/fax 06.37.51.75.01 – 06.80.85.155
segretariato.vita@virgilio.it
www.segretariatoperlavita.it 

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