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La comicità involontaria dei bambini

Frasi sofisticate, neologismi, smorfie: ecco il fantastico mondo dei nostri figli

Gio 24 Mar 2016 | di Lucrezia L. | Genitori&Figli
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E' diventata una delle storie più citate dell’anno quella di petaloso. L’avete letta o sentita? In breve la faccenda è questa: un bambino, Matteo, scrive sul compito la parola “petaloso”, parlando delle qualità di un fiore. La maestra segna la parola inesistente cerchiandola in rosso, ma specifica “errore bello”. In seguito spiegherà che la parola inventata gli suonava proprio bene e così, commentando in classe l’errore con i bambini, è nata la discussione su come nascono le parole nuove. Così il piccolo Matteo, aiutato dalla maestra e dai compagni, decide di scrivere all’Accademia della Crusca per sottoporgli il caso petaloso e farsi spiegare come funziona il meccanismo che fa entrare nel dizionario i neologismi. I dotti della Crusca rispondono con simpatia alla letterina: “Caro Matteo, la tua parola è bella e chiara. Bisogna che la parola nuova non sia conosciuta e usata solo da chi l’ha inventata, ma che la usino tante persone e tante persone la capiscano. Se riuscirai a diffondere la tua parola fra tante persone e tante persone in Italia cominceranno a scrivere e dire “Com’è petaloso questo fiore!” o, come suggerisci tu, “le margherite sono fiori petalosi, mentre i papaveri non sono molto petalosi”, ecco, allora petaloso sarà diventata una parola dell’italiano, perché gli italiani la conoscono e la usano”. Il finale è tutto legato alla potenza comunicativa di internet, perché la storia comincia a circolare in Rete e su Twitter migliaia di utenti cominciano a usarla, lanciando l’hashtag petaloso. La storia del piccolo Matteo è finita sui giornali e ha regalato un sorriso a tutta l’Italia. A me ha fatto venire in mente che esiste un vero e proprio genere comico, figlio della leggerezza e della creatività, con cui i bambini affrontano l’esplorazione del mondo. è la comicità involontaria dei piccoli, fatta di gaffe, parole storpiate, smorfie, frasi così poetiche e sofisticate da stonare in bocca a un cinquenne. Basta fare un giro nei forum. Su YouTube video divertenti di bambini sono secondi solo a quelli dei gattini. Ma soprattutto ci sono migliaia di racconti di mamme. Una che conosco ha messo in rete la foto di un cartello su cui la figlia di 9 anni aveva stilato un programma del suo pomeriggio con l’amica del cuore. Eccolo: “1 - Mangiare; 2 - Fare pet therapy a Lillo (il loro cane); 3 - Pitturare; 4 - Giocare/fare tattoo/divertirci; 5 - Leggere segreti/dire segreti (che si vuole); 6 - Se c’è tempo vedere tv; 7 - Se c’è tempo dopo 20 minuti di tv giocare a carte; 8 - Salutarci; 9 - Chiedere se può dormire da me venerdì o sabato”... Di mio figlio più grande ricordo ancora la curiosa risposta che mi diede quando gli chiesi come mai l’anno precedente non piangeva quando lo lasciavo in classe e invece in seconda elementare aveva cominciato con questa manfrina. Lui: “Perché l’anno scorso non mi piacevi”. Ah, ecco spiegato. Quando siamo così prese dalla maternità i figli diventano una grande fonte anche di materiale per racconti in società. Ma attenzione la comicità bambinesca esiste, ma funziona di più tra persone che hanno figli. Meglio non abusarne!


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