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...Ho lasciato i MIEI figli per andare ad Amare i NOSTRI figli...

Perché l’amore non può fermarsi solo alla propria famiglia

Gio 24 Mar 2016 | di Alberico Cecchini | Italia Solidale
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«Luca la mamma sta per partire x l'India!». «Perchè mamma?». «Perchè ci sono tanti bimbi, come te e Francesco, che stanno aspettando...». «...Ho capito mamma... vai a portare da mangiare e da bere ai bimbi lontani e a Raphael!».
Eh sì, qui è iniziato il mio sesto viaggio missionario in India! Sono partita per il Kerala un posto bello e pieno di vita nel sud dell'India, dove la gente ti entra dentro solo con lo sguardo! Tutto questo perché sono volontaria in una associazione, Italia Solidale - Mondo Solidale, che non salva solo i bambini attraverso le adozioni a distanza, ma testimonia una “cultura” basata sulla vita vera, che sta salvando più di 2 milioni di persone in tutto il mondo! Quando ho conosciuto questa meravigliosa realtà, ben sperimentata tanto quanto necessaria, ero una ragazza vicina al diploma. Un giorno nella nostra scuola vennero due volontari che volevano "portarci" la loro testimonianza di persone semplici, che volevano amare e scambiare con ragazzi come noi, alla ricerca di qualcosa apparentemente perso! Solo continuando la mia esperienza, ho colto sempre più la necessità di essere veri e vivere ogni giorno senza aspettare nulla, ma dando amore, rispetto e carità. Durante il mio percorso di vita ho cercato sempre una strada, un qualcosa che potesse aiutarmi a cogliere, a conoscere delle potenzialità che il Signore ci ha donato nel momento della nostra creazione. Quello che però incontravo non mi bastava! La mia anima non completamente espressa, a causa della mancanza di amore e di rispetto, continuava a star male! Solo quando ho scoperto questa “cultura” basata tutta sulla vita e che non vuole la morte dell'anima, ma la sua libertà e serenità, ho capito, non con la testa, che c'è qualcosa in noi che non si può comandare, sostituire, usare, abusare…. che è l'inconscio!! Un fulmine a ciel sereno! Sì, perché, anche se la mia anima non si esprimeva, la mia vita era normale, avevo una famiglia che mi amava, tanti fratelli e sorelle che volevano amarmi, una madre che mi dava tutto ciò di cui avevo bisogno, perché mio padre nel frattempo era tornato al Padre (quando avevo 7 anni), avevo qualche amica ed un ragazzo meraviglioso, andavo all'università e studiavo in una delle facoltà più importanti, ma... la mia anima (che all'epoca non sapevo per niente di avere o meglio ne avevo sentito parlare, ma non pensavo potesse avere un peso così importante nella vita delle persone) stava male, non si esprimeva come doveva. Grazie all'esperienza del servizio civile e poi all'impegno costante con Italia Solidale - Mondo Solidale, ho letto e approfondito ogni giorno di più quello che nel mondo stava salvando la vita di molte persone: l'amore! Ho visto sempre più che tutto quello che avevo ricevuto dalla mia famiglia era non completo. Che non era colpa loro perché non lo sapevano, come non lo sapevo io, anzi proprio pensando di fare del bene hanno contribuito alla mia sparizione. Come ha contribuito il mio non prendere posizione di fronte alle ingiustizie che percepivo, ma che non esprimevo e allora piangevo, con grandi singhiozzi da non riuscire a parlare. L'impegno costante con la realtà di Italia Solidale - Mondo Solidale mi ha portato ad avere carità anche con i miei, o almeno a provarci, e a voler dar spazio alla mia anima con Dio prima di tutto! Per questo sono partita la prima volta per l'India nel 2007: per fare spazio alla mia anima! Quando si va in missione si crede di poter fare del bene, di portare pace, cibo, amore... ma è molto di più. Porti te stesso prima di tutto con un bagaglio di vita non indifferente, che però ti fa rischiare di andare sul tuo Io e non stare abbastanza con Dio e sull'essenziale! Gli occhi dei bambini indiani sono rimasti impressi nella mia anima! I loro volti scarni, ma con quegli occhi profondi che in confronto ti senti niente! Vedere che questa esperienza di vita, con Italia Solidale - Mondo Solidale, sta davvero salvando in modo nuovo la vita non solo dei bambini ma anche delle loro famiglie, dei loro vicini, sta portando la pace nelle tribù, ridando fiducia a persone perse, mi ha portata anche quest'anno a partire, lasciando a casa mio marito con i nostri due bimbi di 5 e 2 anni. È stata una emozione continua! Da quando ho salutato i miei figli e mio marito a quando sono arrivata in aeroporto a Kochi nello stato del Kerala, dove per i primi 3 giorni abbiamo avuto un meeting con tutti i laici responsabili di missione ed i volontari di Italia Solidale impegnati sul campo. Il meeting è stato per l'ennesima volta una bomba: 30 volontari locali presenti con cui collaboriamo sul posto direttamente, 2 volontari donatori e 3 di noi. Ma il momento forte è arrivato il giorno del mio trasferimento nelle missioni per visitare le famiglie ed i bambini delle 4 collaborazioni di cui mi prendo cura! Appena arrivata, ho iniziato subito a risentire i profumi, a rivedere i colori di un posto che mi era rimasto dentro. Nei miei 50 giorni lì ho incontrato e visitato circa 600 famiglie, mamme, papà e figli. In ogni bambino ho visto la meravigliosa potenza della Creazione! Ho pensato ai miei figli in Italia, molto piccoli ma già molto forti, ed ho sentito la spinta ancora più forte a permanere nella testimonianza di me e della mia semplice esperienza di donna, di moglie, di madre... sempre collegata a Dio! Non posso nascondere che di momenti difficili ce ne sono stati, ma guardando al Signore con fiducia mi ha sempre mandato i segni per cogliere anche il positivo nel negativo, che in quel momento affrontavo! Ogni giorno di più ho colto quanto davvero la missione nel sud del mondo non è per colmare i nostri vuoti, ma per vedere e risolvere le difficoltà dei nostri fratelli! Se solo per un attimo avessi pensato di non partire perché ho due bimbi piccoli, probabilmente non avrei fatto la scelta giusta, perché non avrei vissuto questa esperienza unica che mi ha permesso di amare ancora di più i miei due figli, mio marito e tutte le persone a me vicine! Con la mia umile testimonianza sulla carità e sulla spinta ad amare vorrei trovare tante mamme e tanti papà per i miei 109 bimbi indiani che ancora non hanno questa esperienza! Diamoci una mano! Torniamo a credere nell'amore vero, quello rispettoso della nostra identità di maschi e di femmine! Allora anche i nostri figli avranno la possibilità di vivere e sperimentare la gioia, la pace, la forza, la carità e l'amore...


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