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Nuovi stratagemmi per truffare chi è solo

Dalla Questura appelli a non abbassare la guardia: «Ne inventano sempre nuove, tutti in campana»

Gio 24 Mar 2016 | di Maurizio Targa | Attualità
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L'allarme l'ha lanciato recentemente la Questura di Verona: continuano ad aumentare e ne vengono escogitate sempre nuove, truffe o tentativi di frode nei confronti di persone anziane o più deboli. Falsi funzionari Inps, Enel o Rai si presentano alla porta con la scusa di dover verificare la posizione pensionistica o contributiva, o perché  occorre controllare il contatore del gas, della luce, ecc., ma in realtà con intenti borseggiatori. Trucchi vecchi che continuano tuttavia a funzionare, almeno stando alle segnalazioni pervenute, e i manigoldi affinano le loro tecniche con modalità sempre più originali, riuscendo a carpire la fiducia, entrare nelle case e farsi consegnare del denaro.
Tuo figlio è al commissariato!
In che modo? Uno stratagemma che va per la maggiore consiste nell'affermare che alcuni parenti della vittima, ad esempio figlio o nipote, siano stati arrestati e soltanto pagando una certa somma la situazione potrebbe essere risolta. Il raggiro sembra banale, ma non lo è: una buona fetta dei tentativi va in porto tanto che la questura scaligera sta pensando ad un servizio specifico di informazione a tappeto, per evitare che altre famiglie cadano nel tranello. L'alternativa alla visita diretta a domicilio è farla precedere da una telefonata dai contenuti più o meno analoghi: si spiega al malcapitato che un proprio caro ha immediato bisogno del loro aiuto economico per uscire da una situazione complicata, ad esempio un incidente provocato e di cui il congiunto ha piena responsabilità. Ovviamente i truffatori mettono in atto tutte le loro capacità persuasorie per far rimanere segreta la questione, scoraggiando i familiari a informarsi meglio e a chiedere il parere di parenti o amici, facendo intuire che il funzionario è disposto a chiudere un occhio in cambio di una congrua mancia e chiaramente della totale discrezione. Destinatarie del raggiro quasi sempre persone anziane o magari con poca dimestichezza con telefonini cellulari e altri mezzi di comunicazione. Una volta appurato che l'interlocutore è disposto a prestare ascolto, in poco tempo il malvivente si presenta in casa sua: vestito in maniera impeccabile, si spaccia per un avvocato o per una persona di un certo grado,  spiegandogli che il suo congiunto è in stato di fermo e non può comunicare. La messinscena continua con l’uomo che finge di telefonare in caserma, facendo poi intendere che la situazione è sì grave, ma pagando, aggiustabile: giocando sulla paura riesce in questo modo a farsi consegnare una somma di denaro, che in alcuni casi può essere anche di qualche migliaia di euro.
Dati in preoccupante rialzo
Le truffe sono un reato doppiamente odioso perchè, oltre al danno, la vittima viene presa dal senso di colpa per essere caduta nel raggiro, così palese quando viene svelato. Accade dunque che i casi denunciati siano solo una parte: molti imbrogli infatti non vengono segnalati da chi vi è incappato per vergogna o timore che i familiari vengano avvertiti e li considerino non più capaci di gestirsi autonomamente. Dal Ministero dell'Interno stimano che siano purtroppo approssimati per difetto i numeri che danno in aumento nell'ordine dell'8% i raggiri perpetrati ai danni di persone di età superiore ai 65 anni, dal 2012 al 2013. Nel 2014 - ultimo dato disponibile - è stato poi registrato un ulteriore incremento del 7,8%. In particolare, nel 2014 gli anziani vittime di truffa sono stato 13.537, quelli che hanno denunciato una rapina 4.405. Polizia di Stato, Ministero dell’Interno e Confartigianato hanno messo a punto e distribuito in molte provincie un vademecum con consigli per evitare di cadere nella trappola di malintenzionati e i tipi di comportamento sospetto da cui guardarsi.

Anche Equitalia mette in guardia
Perchè tutti sono nel mirino, pure i più scaltri o informatizzati ci cascano, prova ne sia che anche la “cattiva” Equitalia ha recentemente informato, dal suo sito ufficiale, che "continuano ad arrivare segnalazioni di e-mail truffa contenenti presunti avvisi di pagamento di questo Ente e che invitano a scaricare file o a utilizzare link esterni. L'Agenzia – recita il comunicato - è assolutamente estranea all’invio di questi messaggi e raccomanda di non tenere conto della e-mail ricevuta e di eliminarla senza scaricare alcun allegato". Equitalia ha infatti avuto conferma dal Cnaipic (Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche), ovvero l’unità specializzata della Polizia Postale, che negli ultimi mesi è stata messa in atto una nuova campagna di phishing, cioè di tentativi di truffa informatica architettati per entrare illecitamente in possesso di informazioni riservate. Occhi aperti, dunque!
 



Ecco l'hit parade degli imbroglioni

La truffa delle banconote
I malfattori entrano in azione quando l’anziano va alla posta o in banca a ritirare del denaro o la pensione. Lo intercettano, presentandosi come dipendenti incaricati di controllare il numero di serie delle banconote appena prelevate. Fingono di controllare i numeri di serie in cerca di un errore inesistente, scambiando le banconote vere con quelle false.

Falsi dipendenti Inps, Enel, Telecom...
Ma anche falsi elettricisti, poliziotti o idraulici. Individuano la vittima, cercano di introdursi nella sua casa presentandosi con finte qualifiche professionali. Il passo successivo è sottrargli del denaro per finti contratti o inesistenti prestazioni a domicilio.

La truffa del pacco
Si presentano a casa dicendo di dover consegnare un pacco, con della merce ordinata da figli o parenti. Per ritirarla, però, viene chiesto di pagare una somma, che ovviamente finisce nelle tasche dei delinquenti.

La truffa della lotteria
Arriva una lettera che annuncia la vincita di un premio ad una lotteria. Per riscuoterlo occorre inviare soldi con un vaglia postale, per sostenere le spese necessarie alla spedizione e al ritiro. Una bufala, ovviamente.

Finte donazioni o eredità
Spiegano che, per entrare in possesso della donazione o dell’eredità ricevuta da qualche fantomatico benefattore, è necessario perfezionare l’atto presso un notaio. Questi, ovviamente, esigerà il pagamento di una parcella e i delinquenti accompagnano la vittima a ritirare i soldi e poi fingono di portarla in auto dal notaio. Con un pretesto, la vittima viene fatta scendere dall’auto e i truffatori fuggono.
 



I consigli antitruffa per gli anziani

La Questura di Verona ha divulgato le tipologie di truffa più diffuse e qualche consiglio.

Forze dell’ordine
Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza operano di norma in coppia e con la divisa d’ordinanza. Prima di aprire, controllate il tesserino e verificate che in strada ci sia l’auto di servizio. Non fate entrare sedicenti agenti in borghese che dichiarano di dover controllare casa perché i vicini sono stati svaligiati dai ladri.

Meglio maleducati che truffati
Gli imbroglioni si presentano molto eleganti. “Lavorano” in coppia, sono gentili, ma decisi. Si fingono vostri conoscenti e dicono di conoscere anche i vostri figli o i vostri parenti. Sovente si cade in trappola, temendo di risultare maleducati, invece rispondete “non mi ricordo di lei” e comunicate che sta arrivando un familiare.

I funzionari degli enti
Inps, Inail, Asl non hanno personale che fa visite a domicilio: non aprite a chi si presenta come ispettore per accertamenti sul ticket sanitario, annunci di rimborsi e altro. Aziende di servizi come gas, acqua, telefono non arrivano mai senza prima annunciarlo.

I volontari parrocchiali
Spesso i malintenzionati si presentano come volontari della parrocchia o di associazioni di beneficenza: ricordate che questi enti non inviano volontari porta a porta, ma di solito lasciano opuscoli nella cassetta della posta o avvisi negli androni del palazzo.

Quando si preleva la pensione
Evitare di andare durante l’orario di punta. Dopo il ritiro, attenzione a non farsi distrarre da sconosciuti mentre si maneggia il denaro. Non dar retta a sedicenti dipendenti che dicono voler controllare se le banconote sono false o se l’importo consegnato è corretto. Lo stesso quando si preleva al Bancomat: evitate di parlarne a voce alta, state attenti che nessuno veda il codice personale; appena prelevato, non fatevi distrarre. Non tenete il numero di bancomat scritto sulla scheda e nemmeno dentro il portafogli.

In città
Quando si esce è bene camminare sul lato del marciapiede più lontano dalla strada per evitare che la borsa possa essere scippata. Se succedesse di venire derubati, lasciate subito la presa della borsa per evitare di cadere ed essere trascinati. Chiamate poi il 112, 113 o 117. Se ci si sente minacciati o seguiti, è importante chiamare subito aiuto, senza temere o vergognarsi, magari entrando nel negozio più vicino. Meglio un falso allarme che una truffa subita!


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