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Supereroi, divi e adolescenti in fuga

A Maggio accoppiate e duelli straordinari

Gio 28 Apr 2016 | di Boris Sollazzo | TV/Cinema
Foto di 4

Capitan America contro Tony Stark. Microbo e Gasolina. George Clooney e Julia Roberts. Michael Moore contro l’industria delle armi. Salomé e Al Pacino. Coppie meravigliose, bollenti, pericolose, perfette. Maggio è soprattutto questo: accoppiate e duelli difficili da dimenticare. E tutti da vedere.

Captain America: Civil War
E' forse la saga Marvel più complessa, potente e interessante. è di sicuro quella più politica e travolgente, con quei supereroi che si dividono sulla base di un principio, su quella necessità di essere schedati in seguito a una rivolta delle istituzioni contro di loro, per le conseguenze di un loro intervento troppo muscolare. Un supereroe è sopra la legge? Sotto? è la legge? Facile, a tavolino, trovare una soluzione, ma se Iron Man e Capitan America comandano le due fazioni in lotta diventa tutto più difficile. L’impressione è che questo film, piaccia o non piaccia, sarà un bivio determinante nel genere supereroistico, per estetica e ancora più per etica. I forti contenuti e le riflessioni che contiene riportano il nucleo narrativo, emotivo e politico alla rivoluzione iniziale dei Marvel movies; la regia mai invadente, ma attenta, gli dà quell’epica che necessita uno scontro di questo livello. Tutto ciò che non è riuscito a Zack Snyder in Batman vs Superman, forse anche a causa di un’ottica rovesciata, qui viene rimesso a posto. Due ore e mezza da cui non si può prescindere in un pianeta in cui il supereroe è metafora forse di troppe cose. 

Microbo & Gasolina
A volte eccede. A volte non capisci davvero che strada abbia preso. A volte si innamora delle sue idee e si dimentica dello spettatore. Ma, diamine, Michel Gondry è forse l’ultimo grande narratore di favole moderne, l’ultimo capace di emozionarti al cinema con colori, idee geniali ed elementari, l’ultimo artista artigiano dell’immagine e degli “affetti” speciali. Sì, perché gli effetti speciali sono i suoi mosaici di idee, ma gli “affetti” che crea, come quello tra i due giovani emarginati Microbo & Gasolina, sono gioielli che ti rimangono dentro. Ecco perché perdoni ingenuità ed eccessi a questo cineasta capace di creare universi semplici e alternativi, perché solo lui può trascinarti con sé in una vacanza estiva nata con i protagonisti che si costruiscono da soli una macchina. 
E tu non puoi non crederci. Se pure nella scrittura della seconda parte qualcosa scricchiola, Gondry ritrova la freschezza degli inizi, intuizioni poetiche e irresistibili, un finale delizioso. E tu alla fine hai l’impressione di non aver mai capito, del tutto, la tua adolescenza.

Where to invade next
No, Michael Moore non era sparito. Certo, l’America è cambiata e forse lui ne è stato travolto, dopo averla raccontata. Certo, quello che a cavallo del nuovo millennio era il combattente numero uno forse è invecchiato e forse ha scoperto di aver sbagliato qualcosa, quando ha alzato il tiro. Ma fa niente, la sua rabbia e il suo idealismo sono tornati – in Italia solo per tre giorni, dal 9 all’11 maggio – per raccontare cosa rappresenta il motore di molte economie mondiali: la guerra. Avere un nemico sempre pronto alla bisogna, infatti, ti consente di alimentare quel comparto della tua Difesa che crea morti e miliardi, entrambi necessari a lubrificare gli ingranaggi del capitalismo. Torna all’economia che seppellirà il mondo, Moore, e lo fa con la sua energia d’un tempo, senza provare a fare il capopopolo. è più stanco e più vecchio e forse più lucido. Di sicuro le corporations che producono armi, dopo Bowling For Columbine, hanno ritrovato il loro nemico pubblico numero uno. 

Wilde Salome
Ora, se date a Jessica Chastain la parte di Salomé, è evidente che indurrete ai peccati più turpi qualsiasi spettatore. Quindi, bravo Al Pacino a trovare nella fisicità, nel carisma, nello sguardo di una delle attrici più brave di Hollywood quell’insieme di sensualità, ambiguità, dolcezza e ferocia di cui ha bisogno il personaggio biblico della danzatrice che offrirà la sua arte e il suo corpo in cambio della testa di Giovanni Battista. Se poi aggiungi a tutto questo un Al Pacino sempre più consapevole dello strumento della regia come ricerca e sperimentazione, allora quello che vi trovate davanti è qualcosa di unico e interessantissimo. Tutti, qui, giocano una partita estrema, non risparmiando talento e visione: Al Pacino sfida Oscar Wilde, Jessica Chastain un mito e lo spettatore, perché il coinvolgimento fisico ed emotivo della sua prova porta la piéce, qui sviscerata più che spiata, a una potenza quasi insostenibile. Il cinema può essere qualcosa in più di semplice narrazione, di storia, può scavarti anima e desideri, miti e stereotipi. E lasciarti spaesato e scosso.

Money Monsters
Jodie Foster porta a Cannes un’opera che ci dice molto sul mondo contemporaneo. Tv, economia, reality (o snuff tv, come preferite). C’è tutto in questo film che vede l’ottima coppia George Clooney-Julia Roberts alle prese con la storia di un commentatore finanziario catodico divenuto guru di Wall Street e di milioni di americani. Uno bello, famoso, infallibile. O così vorrebbe che tutti lo considerassero: peccato, però, che c’è chi, per avergli creduto, si è rovinato. E vuole rovinarlo. Thriller emotivo e finanziario, usa il piccolo schermo come specchio dei nostri eccessi, dimostrando come possa non esserci solo passività nel rapporto con esso. 
E che anzi c’è un doppio senso di marcia che può portare la società dello spettacolo a uccidere se stessa. Da non perdere, se vogliamo capirne qualcosa in più di questo mondo sempre più pazzo e corrotto.

 


 

I magnifici 7 (in sala)


Captain America - Civil War: ora, chiedete a un Marvel Fan se preferisce Capitan America o Iron Man. è come a un bimbo far scegliere tra mamma e papà. Dopo questo film, non sarete più gli stessi, sappiatelo.

Wilde Salomé: ecco, se Jessica Chastain vi facesse davanti la danza dei sette veli, probabilmente voi non le portereste solo la testa di Giovanni Battista, ma anche la vostra. Prestazione da Oscar e grande Al Pacino.

La pazza gioia: due donne, una struttura psichiatrica, un’amicizia particolare, una fuga. La pazza gioia, a volte, può essere soprattutto pazza. E questo Virzì, intimo, dolce e sentimentale, quanto ci piace. 

Microbo & Gasolina: Michel Gondry, una macchina fai da te, una fuga estiva, un on the road adolescenziale. Nessuno sa raccontare le fiabe moderne come lui. Nessuno sa colorare il mondo come lui. 

Where to invade next: è tornato Michael Moore, ma in Italia lo terremo solo tre giorni. Siamo tra i maggiori produttori di armi, d’altronde, non possiamo che averne paura. Ci spiega perché amiamo la guerra.

Money Monsters: Soldi, soldi, soldi. E tv, tv, tv. L’inferno attuale lo abbiamo guadagnato perché abbiamo venduto l’anima a questi due diavoli e questo sequestro in diretta televisiva ce lo spiega, benissimo.

X-Men Apocalypse: diciamolo, hanno esagerato. Ma al di là di questo, perché quando una divinità potentissima si sveglia dopo millenni è sempre così arrabbiata? Perché deve sempre uccidere chiunque?

 


 

I fantastici 4 (in dvd)


Il ponte delle spie: mentre Steven Spielberg porta a Cannes il suo nuovo film, potete godervi il cult che ha permesso a Mark Rylance di vincere un Oscar meritatissimo. Storia da guerra fredda, ancora caldissima.

87 ore: gli ultimi giorni di Francesco Mastrogiovanni narrati dall’occhio freddo e feroce delle telecamere di sorveglianza. Un capolavoro, una rivoluzione nel linguaggio cinematografico, un’opera dolorosissima.

Rock the Kasbah: c’è Bill Murray e questo già dovrebbe bastarvi. Si perde in Afghanistan, ma lui, manager musicale in disgrazia, a Kabul ritrova se stesso. Grande cast, grande storia, grandi speranze. Serve altro?

Porcile: Una delle opere forse meno conosciute, ma più dirompenti di Pier Paolo Pasolini. Tra cannibalismo, perversioni e capitalismo (la peggiore di tutte), un doppio film che ci dice pure troppo della nostra società.


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