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Non ci siamo ricaduti, vince la speranza

Avevo un bimbo di 8 mesi quando sono rimasta di nuovo incinta. Stavamo per sbarazzarci della nuova creatura

Gio 28 Apr 2016 | di Patrizia Lupo | Bambini
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Il mio bambino aveva 8 mesi quando sono rimasta di nuovo incinta. Mi sono sentita morire quando ho visto comparire le lineette del test di gravidanza. Il pensiero è andato al mio bambino, alla nostra vita: vivevamo con i miei suoceri in un appartamento con poco spazio per noi. Da quando era iniziata la crisi era difficile trovare lavoro, Joseph faceva il manovale e lavorava solo qualche giornata. Mio suocero era fermo da mesi, lavorava solo mia suocera come badante. Grazie a lei potevamo pagare l’affitto e andare avanti. Prima di avere il mio primo bambino avevo fatto già un aborto, sempre perché non c’erano i soldi e perché troppo giovani e anche incoscienti. Adesso che ero diventata mamma sapevo cosa significava aspettare un figlio. Per Joseph era scontata la decisione. Siamo andati a fare il colloquio con l’assistente sociale. Lui ha perso tutta la sua sicurezza quando mi ha visto piangere. Non volevo fare l’aborto ma come avremmo fatto a tirare avanti? L’assistente sociale venne incontro al mio dolore e ci invitò, prima di decidere definitivamente, ad andare a parlare con un’associazione, il Segretariato Sociale per la Vita, che aiuta coppie in attesa di un figlio e in difficoltà come noi. Per me un raggio di speranza. Joseph accettò. Andammo via in silenzio, capii che soffriva anche lui. Mai dimenticherò quando siamo andati al Segretariato. Non immaginavo che avrei trovato tanta comprensione e ascolto. Ci sentimmo liberi di parlare anche del dolore provocato dall’aborto, di cui adesso eravamo più consapevoli. Joseph era preoccupato e si sentiva un fallito, perché non riusciva a dare alla sua famiglia il necessario. Parlammo tanto e l’incoraggiamento che ci davano era così importante per due giovani come noi. Il messaggio: aprirci alla speranza e non chiuderci come stavamo facendo. Ci dissero che potevamo contare sul loro aiuto e per 18 mesi su quello  economico del Progetto Gemma, per affrontare le spese per questo figlio; ci dissero anche di aiuti previsti dallo Stato che non conoscevamo. Siamo andati via uniti e più forti. Il futuro non faceva più tanta paura. Adesso Greta è nata e con lei siamo felici. Joseph da qualche mese ha anche trovato un lavoro stabile. La prova più dura l’abbiamo superata.


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