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Laura Pausini: Laura, mamma superstar

Sa come conciliare la fama da popstar internazionale con il ruolo di mamma. E recentemente ha anche sfidato la paura della diretta tv...

Gio 28 Apr 2016 | di Alessandra De Tommasi | Interviste Esclusive
Foto di 9

Ride senza sosta, Laura Pausini. Per l’imbarazzo, per l’emozione, per la gioia. A differenza delle sue colleghe artiste non ha il minimo filtro, dice sempre quello che le passa per la mente, incluse battute poco politicamente corrette. È fatta così: prendere o lasciare. E, dopo oltre 20 anni di carriera, appare ormai più che ovvio che il pubblico la ami proprio per questo. Non solo in Italia, ma anche nel resto del mondo, dove ha ormai raggiunto un livello incredibile di fama. Prima di tornare negli stadi italiani con il tour di “Simili” a giugno, si è cimentata su Rai Uno con “Laura&Paola”, uno show in tre puntate a fianco dell’amica Paola Cortellesi, che ha arginato il suo incontenibile entusiasmo in un perfetto equilibrio. Alla presentazione del programma, la cantante di Faenza si è raccontata, come sempre, senza peli sulla lingua…

È una star internazionale eppure si è presentata in tv come una “dilettante”. 
«Agli spot Rai hanno partecipato personaggi del calibro di Carlo Conti e Milly Carlucci, volti di riferimento della rete: è stato un modo per spiegare che non ci sentivamo all’altezza, Paola e io, di questo debutto e così loro ci hanno accompagnato con amicizia. Paola ha scritto anche i testi del programma e ha passato talmente tante notti insonni che sua figlia Laura mi diceva che la mamma non se la filava più. (Ride - ndr)».

Le piace la tv da spettatrice?
«Moltissimo, mi piace guardarla quando posso e mi sento lusingata di essere stata chiamata a farne parte, ma non avrei accettato se non avessi avuto accanto Paola. Senza di lei non mi sarei mai sentita tanto coraggiosa o capace. La considero un’avventura nuova, sicura che imparerò qualcosa di nuovo. E ho cercato di dare il meglio di me stessa, assicurandomi di chiedere scusa preventivamente per gli errori futuri».

A chi si è ispirata per questo progetto?
«Al varietà tradizionale, con tanti ospiti, come ai tempi di Walter Chiari che faceva sipari meravigliosi con Raffaella Carrà e Mina. Ma, sia chiaro, non dico che abbiamo voluto rifare “Milleluci”, perché per sfortuna io non sono Mina, ma ho altre qualità, sapendo bene che quell’epoca splendida non si può ripetere».

Come ha scelto gli ospiti?
«Semplice: ho scelto gli amici, che hanno deciso di raccontarsi in forma spiritosa ed emozionante».

Pensa che potrebbe diventare attrice, prima o poi?
«Non farò mai l’attrice perché i tempi biblici del set non fanno per me. Stavolta mi sono buttata a fare degli sketch solo perché c’era Paola a dirmi cosa fare. È comunque più brava lei a cantare che io a recitare. E, comunque, non mi attira l’idea di scoprire i retroscena e i segreti del cinema, mi toglierebbero tutta la magia che c’è dietro ad un film».

Porterà Paola ai suoi concerti?
«Ci provo, magari con un paio di pantaloni di pelle strappati o di mutande con le catene: come la vedreste vestita così sul palco?».

In cosa siete diverse?
«Ci siamo conosciute quasi per caso quando abbiamo scoperto che io ho chiamato mia figlia Paola e lei invece sua figlia Laura. Abbiamo trovato tanti punti di contatto, anche se in alcune cose abbiamo un carattere diverso, ad esempio io mi lancio e non ho paura dell’improvvisazione, dico quello che penso, è l’unica cosa che so fare e che, a dire il vero, preoccupa un po’ Paola».

Come si descriverebbe?
«Sono molto chiacchierona o, come si dice a Roma, “caciarona”, al punto che chi non mi conosce può pensare che sia impazzita, un po’ come un puledro».

Se la sentirebbe di condurre Sanremo?
«E perché no? Ma qualcuno dovrebbe avvisare Carlo Conti, visto che è lui il conduttore (Ride - ndr). Faccio la disinvolta, ma, mi creda, sarei totalmente nel panico solo all’idea».

Qual è il suo ricordo di quel palco?
«Devo molto al Festival e mi fa sempre paura tornarci, tanto che quest’anno per l’ansia mi sono ritrovata la lingua più grossa delle tette. Il problema è che non reggo bene le critiche, soprattutto se assurde e insensate. E non riesco a star zitta, quindi se mi attaccano rispondo, sui social».

 


 

70 MILIONI DI COPIE VENDUTE NEL MONDO

Laura Pausini, classe ’74, è la donna dei record. Ha debuttato con la vittoria al Festival di Sanremo a soli 19 anni con “La solitudine” e da allora ha inanellato successi. Con oltre 70 milioni di copie nel mondo, ha conquistato il mercato discografico anche in America Latina e nel resto d’Europa, varcando tra grandi onori i confini nazionali. Ha realizzato dieci album, tre live, due raccolte e un cover. Ha partecipato alla versione messicana e spagnola di “The Voice” ed è stata insignita dell’onorificenza di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Nello stesso anno, il 2006, ha conquistato un Grammy Award come miglior album pop latino con “Escucha”. Nel 2013 diventa mamma di Paola, nome scelto come unione del suo e del compagno, il chitarrista Paolo Carta (Pao + La). Da qui nasce l’amicizia con Paola Cortellesi, con cui ha condotto lo show di Rai Uno “Laura&Paola”. A giugno sarà protagonista del suo tour negli stadi (il 4 e 5 a San Siro a Milano, l’11 all’Olimpico di Roma e il 18 all’Arena della Vittoria di Bari), a ottobre parte invece il Simili European Tour, che tocca Madrid, Barcellona, Marsiglia, Parigi, Londra, Bruxelles, Stuttgart, Zurigo, Ginevra e Monaco. 


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