acquaesapone Attualità
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri

Italiani, un popolo di guidatori spericolati

Secondo il barometro della Fondazione VINCI Autoroutes ci riteniamo i migliori, ma ci mettiamo al volante ubriachi, stanchi, suoniamo troppo il clacson e siamo tra i più rissosi d’Europa

Mar 31 Mag 2016 | di Barbara Savodini | Attualità
Foto di 7

I guidatori italiani pensano di essere i migliori d’Europa, ma, in effetti, sono i più spericolati: è quanto emerge dal barometro della Fondazione VINCI Autoroutes che, negli ultimi tre anni, ha condotto una vasta indagine, mettendo a confronto le abitudini degli automobilisti in dodici paesi dell’Unione Europea. La ricerca, lanciata nel 2013 e condotta da Ipsos, traccia una panoramica dei comportamenti di guida e della loro evoluzione nel tempo.

Sorprendente, ma, allo stesso tempo, allarmante il quadro che ne emerge, perché buona parte delle 13.634 persone intervistate, pur conoscendo i rischi, ammette di assumere comportamenti imprudenti. Secondo le risposte fornite dal campione, i migliori guidatori sono gli svedesi, mentre i meno responsabili sono proprio gli italiani, seguiti, ma con uno scarto molto ampio, dai greci. 

Italiani? Peccano di superbia
«Il problema dei guidatori del Bel Paese – spiega Andrea Alemanno, Group Director di Ipsos PA – consiste probabilmente nel sovrastimare le proprie capacità: ritenendosi conducenti migliori degli altri, guidano mediamente per periodi troppo lunghi senza fermarsi e danno poco peso a tutti quei comportamenti legati alla distrazione, come l’uso del cellulare e di altri dispositivi. Troppo spesso siamo portati a credere che la cause di incidenti siano soprattutto da ricercarsi nell’alterazione della normale attenzione, come droga ed alcool, nell’eccessiva velocità o negli episodi di sonnolenza. Se l’Italia è la nazione che conta meno conducenti prudenti, c’è da dire che i comportamenti scorretti sono comunque diffusi in tutta Europa ed il barometro Vinci è un formidabile strumento di confronto sulle caratteristiche dei guidatori di ciascuna nazione. Volendo spezzare una lancia a favore dei nostri connazionali, ricorderei che in Italia, rispetto alla media europea, sembra si dedichi maggiore attenzione alla verifica dello stato del veicolo e alla pianificazione dei lunghi viaggi, il che non è un dato da poco». 

Quell’impulso irresistibile di suonare il clacson
Guidare in un’altra nazione e rendersi conto di essere l’unico a suonare in maniera compulsiva il clacson al semaforo o all’incrocio: la celeberrima scena di “Quo Vado”, l’ultimo film di Zalone, non è forse così scostante dalla realtà. Sì, perché mettersi al volante ubriachi o sotto l’effetto di stupefacenti, l’eccessiva velocità, guidare per troppe ore o distrarsi con lo smartphone non sono le uniche cause di incidenti in Europa. Un capitolo importante della sicurezza stradale riguarda infatti l’atteggiamento al volante, perché essere cortese, spesso, può evitare incidenti e conseguenze ben più gravi. Incredibile ma vero, il popolo di guidatori più rumoroso è quello degli spagnoli, seguito dai greci, che sono anche la categoria di guidatori più incline a lanciare insulti dal finestrino. Benché capitolo per capitolo, in questo settore l’italiano non conquisti nessun primo posto, nel complesso è stato comunque catalogato come un tipo di guidatore incivile: è infatti sul secondo gradino del podio nella classifica di chi scende dall’auto per risolvere faccia a faccia le controversie (i più rissosi sono i polacchi), è al terzo posto per utilizzo a sproposito del clacson e al quarto per insulti dal finestrino. Aggressività e maleducazione di cui gli europei sono ben consapevoli: quando si è trattato di definirsi, solo il 27% dei 13.634 intervistati ha infatti risposto con l’aggettivo “cortese”.   

Telefono e alcol: sottovalutati 
Telefono, alcol e sonnolenza: gli italiani sono tra i più consapevoli di questi pericoli, eppure continuano a perseverare. I dati in questo senso sono piuttosto preoccupanti: il 42%, a fronte di un 32% nel resto d’Europa, afferma infatti di telefonare senza il viva voce mentre guida. Un vero e proprio record riguarda però la capacità di scrivere sms o di scorrere la home di Facebook al volante: il 34% degli italiani ha ammesso di farlo regolarmente, pur inserendo questa stessa voce tra i tre comportamenti più pericolosi in assoluto. Un vero e proprio primato in negativo se si pensa che, nel resto d’Europa, solo il 25% degli intervistati ha ammesso di utilizzare il telefono durante la guida. Quanto all’alcol, la media nel Bel Paese è in linea con il resto del vecchio continente (l’11% degli intervistati ha dichiarato di guidare anche dopo aver bevuto pur conoscendone i rischi), diversa invece la percezione del limite: secondo il campione italiano, anche se il limite legale è di gran lunga inferiore, si può guidare senza problemi anche avendo bevuto 3 bicchieri di vino. 

Italiani campioni in pisolini e organizzazione 
Una vera e propria emergenza appare invece quella della sonnolenza al volante. Un numero di italiani in crescita ritiene infatti, ma a torto, che comportamenti come accendere la radio (58%), parlare con un passeggero (81%) o aprire il finestrino (49%) possano contrastare l’assopimento. D’altronde, più di un quarto dei conducenti italiani (29%) ha già avuto l’impressione di essersi assopito al volante per qualche secondo e il 17% ha ammesso di aver invaso la corsia d’emergenza per lo stesso motivo. Sui percorsi lunghi, gli italiani dichiarano inoltre di fare una sosta dopo 3 ore e 18 minuti di guida in media, una durata ben superiore alle due ore raccomandate. Se guidiamo a lungo però, piccola grande nota di merito, ci prepariamo bene per il viaggio: il 90% degli intervistati ha dichiarato infatti di controllare il buon funzionamento del veicolo (a fronte del 84% in Europa), l’87% di consultare il meteo (a fronte del 81% in Europa), il 79% tiene conto delle pause quando calcola la durata del viaggio (a fronte del 75% in Europa) e il 74% si informa sulla situazione del traffico (a fronte del 72% in Europa). Inoltre, il 70% dei conducenti italiani, a fronte del 56% degli europei, dichiarano di fermarsi per fare un sonnellino durante i viaggi lunghi, situandosi così, dopo i belgi (82%), fra i campioni europei di questa buona pratica.

 


 

LASCERESTE VOSTRO FIGLIO SU UN TERRAZZO SENZA RINGHIERA?

Un bimbo in braccio, in piedi o non allacciato al seggiolino può morire anche per una frenata un po' più brusca o per un banale tamponamento. è come se lasciaste vostro figlio solo su un terrazzo senza ringhiera: lo fareste mai? Eppure molti si comportano come se nulla fosse. Nonostante il Codice della Strada, all’articolo 172, obblighi i genitori dei piccoli sino a 36 kg di peso o sotto i 150 cm di altezza a usare “un sistema di ritenuta per bambini, adeguato al loro peso”, pena una multa salata e la decurtazione dei punti sulla patente, nel nostro Paese più del 60% dei bimbi viaggia senza adeguate misure di sicurezza, soprattutto in città. La convinzione errata è quella che il seggiolino sia utile solo per lunghi viaggi o in tratti extraurbani, mentre è proprio in città che si verifica la gran parte degli incidenti (75%).

 


 

Comportamenti scorretti in Italia e in Europa

• L’88% dei guidatori italiani ammette di superare il limite di velocità, a fronte del 90% in Europa.

• Il 62% non rispetta le distanze di sicurezza, a fronte del 63% in Europa.

• Il 58% dimentica di mettere la freccia prima di sorpassare o di svoltare, a fronte del 55% in Europa.

• Il 49% non rallenta in vicinanza di una zona di lavori, a fronte del 53% in Europa.

• Il 35% dimentica di allacciare la cintura di sicurezza, a fronte del 22% in Europa.

• Il 64% dei guidatori italiani insulta altri conducenti, a fronte del 54% in Europa.

• Il 58% usa il clacson in modo inappropriato, a fronte del 47% in Europa.

 


 

VINCI Autoroutes, per una guida responsabile

Creata nel febbraio 2011, la Fondazione aziendale VINCI Autoroutes per una guida responsabile è al contempo un laboratorio, un osservatorio e un vettore di informazioni dedicato alla lotta contro i rischi stradali. Intende contribuire a cambiare il comportamento stradale e ad aiutare i conducenti a diventare protagonisti della propria sicurezza. Fra le sue azioni: campagne di sensibilizzazione ai rischi stradali; finanziamento di ricerche scientifiche innovative riguardo a certi tipi di comportamenti pericolosi ancora poco studiati o mal identificati dai guidatori; infine, finanziamento di iniziative private o associative a favore di una guida responsabile.


Condividi su:
Galleria Immagini