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Francesca Inaudi: TRASPARENTE BELLEZZA

L’anima e la fede di un’attrice nel pieno della sua maturità

Mar 31 Mag 2016 | di Giuseppe Stabile | Zona Stabile
Foto di 9

E' il suo momento d’oro, protagonista di due fiction di successo, in onda contemporaneamente su Rai1: “Una pallottola nel Cuore 2” e “Come fai sbagli”. Francesca Inaudi è una donna meravigliosamente spiazzante, con una bellezza profonda, lontana da ogni canone. 

Complimenti per i personaggi delle recenti fiction di Rai1: due protagoniste molto diverse, interpretate con identica bravura! 
«Grazie, anche se è stato faticoso, soprattutto emotivamente, gestire le riprese ravvicinate di due personaggi molto diversi. Sono stata un po’ travolta dalle emozioni, in particolare per la figura di Maddalena, che in questa seconda serie ha scoperto la vera identità di suo padre Bruno, interpretato dal grande Gigi Proietti». 

Eppure dovrebbe essere semplice per un’attrice calarsi in vari personaggi.
«Potrebbe sembrare un evidente contrasto con il mestiere che ho scelto, ma io non riesco proprio a mentire. Anche quando recito, cerco di essere il più sincera possibile. In qualunque situazione non mi nascondo mai, oppure riesco a essere così brava da far pensare agli altri che mi sto nascondendo, anche se in realtà sto esprimendo me stessa». 

Cosa significa per te recitare? 
«Dentro di noi c’è un potenziale infinito e adoro questo lavoro perché mi fa scoprire sempre cose nuove di me. È bello scoprire ogni giorno dentro di me rabbia o coraggio che non credevo di avere, oppure ritrovarmi con delle emozioni forti che sono comunemente etichettate o controllate».

Qual è la cosa fondamentale nella tua vita?
«La sincerità con noi stessi e con gli altri è il fondamento di tutto. Ognuno di noi è stato creato unico e irripetibile: starei male se cercassi di assomigliare a qualcun altro, umanamente o anche solo artisticamente. Io tendo costantemente a una maggiore profondità, soprattutto dentro di me. La mia natura è di essere trasparente e mi si legge subito negli occhi cosa penso e provo». 

Questo tuo modo d’essere ti espone a dei rischi nelle relazioni umani e professionali?
«Naturalmente può essere pericoloso, ma la sofferenza più grande è non essere se stessi, magari pensando di conquistare cose o persone. Bisogna stare molto attenti, perché, come diceva Gesù, non vale la pena affannarsi per guadagnare il mondo intero se poi perdiamo l’anima. Chissà cosa si pensa sia il diavolo: spesso siamo noi a proiettare il nostro io fuori di noi e verso gli altri, producendo effetti negativi».

Come dai precedenza all’anima?
«Mi piace molto il titolo di questa tua rubrica. Io ascolto e coltivo la mia anima attraverso il silenzio, una cosa tutt’altro che facile da raggiungere. Spesso vado nella chiesa vicino casa a raccogliermi, ma il silenzio più difficile da trovare è quello interiore».

Riesci facilmente a conquistare il silenzio? 
«No, perché io parlo molto, anche con me stessa. Probabilmente perché da bambina, cresciuta nella campagna della mia amata Toscana, ero spesso sola e giocavo ad alta voce. È molto difficile fare silenzio e oggi siamo immersi in un mondo dove c’è troppo rumore. L’impegno è trovare una dimensione interiore di apertura, per ripulirsi attraverso il silenzio. Non a caso io adoro l’acqua, un elemento nel quale mi sento pulita, calma e capace di guardarmi dentro. Così come succede nel Battesimo e nei riti di altre religioni».

Come vivi la tua fede?
«È una storia strana, un percorso per il quale lotto ogni giorno, condizionata anche dai miei genitori che hanno avuto un rapporto contrastato con la religione. Ho imparato il valore della preghiera soprattutto nella relazione con mia nonna, una persona straordinaria alla quale sono molto legata. A volte, nei momenti di crisi, mi viene il desiderio di un ritiro spirituale in un convento, ma in realtà ognuno ha il suo modo di meditare e pregare. Ad esempio, quando faccio immersioni subacquee, quasi tutti sono concentrati nel cercare i pesci, mentre io sembro un po’ strana, ferma a meravigliarmi della pace e dell’equilibrio che regna in quel mondo! Nel silenzio e nella meditazione possiamo ritrovare noi stessi e il rapporto con Dio».

Com’è la tua relazione con il Creatore?
«Il mio rapporto con Lui è molto forte e in questo periodo si manifesta spesso, con tante cose talmente precise da non poter essere ignorate. Ad esempio, attraverso i doni immensi che provengono dalla lettura di alcune pagine del Vangelo, anche durante la Messa. I messaggi del Signore mi aiutano a rivedere la mia esistenza e a rendermi conto della mia salute interiore».
Tante volte apro il Vangelo e mi trovo davanti alle parole di Gesù che mi dice: “Non hai ancora capito? Quante volte devo ripeterti?”. Nella Pentecoste c’è un dono enorme che entra nella nostra esistenza e non possiamo far nulla per capirlo. Per questo mi piace, perché è lontana dalla testa e dalla razionalità».

 


 

DA STREHLER ALLA TV

Nata a Siena l'8 dicembre del 1977, Francesca Inaudi nel 1999 si diploma alla scuola del Piccolo Teatro di Milano, diretta da Strehler e poi da Ronconi. Dopo alcuni anni di teatro, nel 2004 debutta al cinema con “Dopo mezzanotte” di Davide Ferrario e nel 2005 è protagonista del film “L'uomo perfetto” di Luca Lucini. Recita alcuni ruoli minori ne “La bestia nel cuore” film di Cristina Comencini candidato all'Oscar e in “N (Io e Napoleone)” del 2006 di Paolo Virzì. Il grande pubblico l'ha conosciuta con la serie tv di Canale 5 “Distretto di Polizia”. Tra il 2008 e il 2011 è stata protagonista di “Tutti pazzi per amore”. Nel 2009 è tornata sul grande schermo con “Io, Don Giovanni”, “Questione di cuore”, “Generazione 1000 euro” e “Il Richiamo”. Nel 2010 è nel cast del film di Martone “Noi credevamo”, presentato alla mostra del cinema di Venezia e vincitore del Nastro d'argento come film dell'anno e di 7 David di Donatello. Al cinema l'abbiamo vista in “Femmine contro maschi” di Brizzi, “La mossa del pinguino” di Claudio Amendola, “Tre tocchi” di Marco Risi. Nel 2016 l'abbiamo vista in tv nella serie “Come fai sbagli” e in “Una pallottola nel Cuore 2”.


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