acquaesapone Soldi
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri

Auto: una rivoluzione in atto

Si diffonde il car sharing e arrivano le macchine che si guidano da sole

Gio 30 Giu 2016 | di Armando Marino | Soldi
Foto di 2

Sì, è vero. C’è una rivoluzione dietro l’angolo per il nostro modo di spostarci su quattro ruote. Ma per ora, almeno in Italia, resta dietro l’angolo. L’amore degli italiani per la macchina di proprietà è ancora forte, come dimostrano gli ultimi dati dell’annuario Aci, secondo cui nel 2015 sono in circolazione 340.000 vetture in più dell’anno precedente. Siamo a un totale di 37.351.233 di automobili immatricolate, un tasso di motorizzazione che resta tra i più elevati al mondo: 614 macchine ogni mille abitanti. Sono cresciute del 15,8% le nuove immatricolazioni, quasi 1,6 milioni, eppure le vetture con più di dieci anni di vita restano la maggioranza del parco circolante, il 51,7% del totale. Agevolazioni e campagne promozionali hanno aiutato chi voleva comprare una macchina, così come una discesa del costo generale di mantenere l’auto, dovuta soprattutto al calo del prezzo della benzina dovuto a fattori internazionali. C’è stata anche una leggerissima discesa del carico fiscale, -0,4%. Il grosso del risparmio lo dobbiamo però al carburante, sceso del 16%. Quella per l’auto resta una delle voci più consistenti della spesa delle famiglie: 145 miliardi di euro l’anno. Ma cosa c’è nel futuro? Mentre nelle grandi città si diffonde sempre di più l’uso condiviso dell’auto, il car sharing, la vera svolta potrebbe arrivare con le auto che si guidano da sole, che non sono un’ipotesi ma una realtà concreta su cui stanno investendo tutte le grandi case, dalla Fiat alla Mercedes. Sono in sperimentazione da anni e con un tasso di incidenti bassissimo, anche se per ridurlo davvero bisognerebbe che circolassero solo auto che si guidano da sole. Di fronte all’errore o all’infrazione delle regole da parte dell’uomo, la macchina spesso non riesce a rimediare. Al momento l’ostacolo maggiore è normativo: riorganizzare il sistema di responsabilità che ruota intorno a chi si trova al volante. Ma se a guidare è un robot, di chi è la colpa se ci sono danni? Una soluzione si troverà, ne vale la pena. Pensate a come cambierebbe la nostra vita se potessimo chiamare la nostra auto, dirle di raggiungerci, portarci a destinazione e poi andarsi a parcheggiare, liberandoci dallo stress di cercare un posteggio libero.


Condividi su: