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Offresi truffa, assunzione immediata

Colloqui in cambio di denaro, annunci-civetta per reclutare venditori porta a porta, aziende ai limiti della legalità: il mercato del lavoro ha un lato tarocco che spopola sul web

Gio 30 Giu 2016 | di Paola Maruzzi | Soldi
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Simone ha ricevuto una strana mail dalle Ferrovie dello Stato che gli annuncia di essere stato selezionato per un colloquio in vista di 800 assunzioni in tutta Italia: per accedere deve prima versare i "Diritti di Stato ed il Bollo che ammontano a 6,83 euro".
Martina ha risposto a un annuncio in cui si richiedeva una fiorista per un albergo di Latina. Le rispondono da un fantomatico villaggio turistico del Camerum per dirle che erano ben lieti di offrirle un buono stipendio, vitto e alloggio per un anno ma che doveva urgentemente inviare i documenti necessari all'ufficio immigrazione.
Claudia si candida per fare la cassiera per un nuovo "punto di grande distribuzione di Firenze": dopo un paio di bizzarri colloqui si ritrova, suo malgrado, in macchina, direzione Arezzo, con la referente di un'azienda di pannelli fotovoltaici per una giornata di prova di vendita porta a porta.

Fenomeno in aumento sul web
A Simone, Martina e Claudia è andata bene, hanno capito che stavano per incappare in una frode e si sono fermati in tempo. Purtroppo non possiamo dire la stessa cosa dei tantissimi giovani in cerca di occupazione che, forse un po' ingenuamente, si sono lasciati abbindolare dagli annunci truffa che spuntano come funghi sul web, un terreno su cui bisogna muoversi con cautela.
Lo spiega anche Monster.it, tra i portali leader in Italia nella ricerca online che conta circa 75 mila curricula caricati ogni mese: "Effettuiamo dei controlli preventivi sui nostri annunci per garantirne la veridicità – ci raccontano –. Le offerte devono consistere in reali posizioni aperte, non discriminatorie e trasparenti in tutto il loro contenuto per i candidati e gli utenti che le consultano. Per far questo ci siamo dotati di un apposito dipartimento frodi. Non solo, diamo agli utenti la possibilità di segnalare eventuali annunci dubbi attraverso una apposita funzionalità che attiva una procedura di controllo ulteriore".
Anche la carta stampata, in particolare le riviste di settore, è presa di mira da inserzionisti privi di scrupoli. Insomma il fenomeno è in crescita e ben radicato come denuncia la Polizia Postale. Secondo la ricerca "Lavoro sicuro" di Adiconsum e Movimento difesa del cittadino e cofinanziata dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali sono dodici le tipologie di pseudo proposte lavorative a cui prestare attenzione. Qui ne vediamo alcune.

Lavoro da casa
L'esca dei lavoretti part-time a domicilio è quella a cui si abbocca con più facilità. Esemplificativa la storia raccolta sulla pagina Facebook "Sos Truffe Lavoro": l'annuncio in questione offriva la possibilità di mettersi in tasca 200 euro a settimana (in contanti) per il confezionamento di auricolari e carica batterie di "note marche" a fronte di un piccolo investimento iniziale di 35 euro. La proposta si conclude con un appello fin troppo accorato: "Cerchiamo collaboratori e non operai, persone che hanno voglia di mettersi in gioco, che si sappiano gestire e applicare senza dover avere bisogno di un capo che gli dica cosa fare".
Format simili, avverte il Movimento difesa del cittadino, sono molto diffusi e la dice lunga il fatto che facciano leva su piccole somme di denaro: in questo modo ci si lascia tentare più facilmente e, una volta scoperto l'inganno, nella stragrande maggioranza delle volte la vittima non se la sente di procedere per vie legali per una somma irrisoria. Dietro queste offerte ci sono aziende che agiscono ai limiti della legalità.

Posto "sicuro" ma a caro prezzo
Molte volte i falsi annunci di lavoro servono per attirare potenziali clienti: l'offerta è ben confezionata e si preannuncia fin troppo bella per essere vera ma a ben guardare qualcosa di stonato c'è, a cominciare dal fatto che ci si rivolge genericamente a brillanti giovani con la promessa di un posto a tempo indeterminato. In alcuni casi non viene richiesto neanche il curriculum. Solo durante la messa in scena del colloquio selettivo lo sfortunato candidato scoprirà che è stato convocato unicamente per essere convinto a iscriversi a costosissimi corsi che, tra l'altro, non garantiscono in alcun modo una futura assunzione. Spesso infatti la sedicente azienda si occupa solo di formazione, per giunta scandente. Una delle ultime segnalazioni arriva da Perugia, dove una società chiede 2 mila euro per corsi di hostess e d'inglese. 

Porta a porta mascherati
Può capitare che dietro innocue offerte per segretarie, magazzinieri, operai o distributori di volantini si celino ambigue proposte di vendita porta a porta. Sfogliando blog e pagine social si capisce subito che l'allerta per questa tipologia d'annunci è davvero alta ma sono anche tra quelli più difficili da fiutare. Lo sa bene Michele, che dopo essersi proposto come data entry per una realtà di Padova ed esser stato più volte rassicurato che non si trattava in alcun modo di vendita porta a porta, ha poi scoperto il contrario. 

Catene di Sant’Antonio
Altra dolente spina nel fianco dei disoccupati è il cosiddetto marketing piramidale che spesso si presenta sotto il nome di multilevel marketing: chi entra in questo sistema piramidale ne diventa socio e ha il compito di procacciare a sua volta nuovi soci, facendo sottoscrivere loro contratti simili al proprio. Questo genere di attività è fuorilegge in Italia dove un'apposita legge risalente al 20105 definisce illegali le organizzazioni che “configurano la possibilità di guadagno attraverso il puro e semplice reclutamento di altre persone”.

 


 

A chi segnalare

Se il tentativo di truffa proviene dal web ci si può rivolgere alla Polizia Postale o lo si può segnalare ad Anti-Phishing Italia, un portale nato con il preciso intento di prevenire i raggiri online. Un altro valido punto di riferimento è Adiconsum (Associazione Difesa Consumatori e Ambiente promossa da Cils) che ha dedicato al tema ampio spazio con guide e ricerche. Utili anche i social per raccogliere informazioni di prima mano e scambiarsi consigli ed esperienze con altri colleghi in cerca di occupazione: segnaliamo le pagine Facebook di "Lavoro Anomalo", "Sos Truffe Lavoro" e "Lavoro Truffa.it".

 


 

10 segnali per riconoscere una truffa

1 - Denaro e documenti d'identità: richieste di questo tipo sono un inequivocabile segnale che l'annuncio è fasullo.

2 - Anonimato: in Italia è illegale pubblicare annunci di lavoro in forma anonima. Soltanto le agenzie interinali sono autorizzate a non fare riferimento all’azienda committente.

3 - Errori nel testo: un annuncio scritto in un italiano approssimativo è senza dubbio potenzialmente fraudolento

4 - Troppo generico: se l'annuncio non fa quasi accenno alla tipologia di posizione aperta ma contiene solo un invito a contattare qualcuno per saperne di più, è bene andare con cautela

5 - Alcuna esperienza necessaria: c'è motivo di dubitare anche quando viene sottolineato il fatto che per quella data posizione non sono richieste particolari qualifiche ed esperienze.

6 - Sollecito di una risposta rapida: se l'annuncio contiene un immotivato appello a rispondere il prima possibile deve destare sospetti.

7 - Email non richiesta: se la proposta lavorativa arriva da un indirizzo mail sconosciuto e contiene un link o una richiesta dei vostri dati personali è un tentativo di truffa

8 - Account mail non aziendali: spesso le società truffaldine si spacciano per altre aziende. Verificare sempre che la mail da cui arriva la richiesta non sia un account generico (@gmail.com, libero@it ecc)

9 - Pessima reputazione online: cercare su Google il nome dell'azienda seguito dalla parola "truffa", "multi level marketing” o “network marketing" è un ottimo modo per verificarne l'affidabilità

10 - Impresa fantasma: su internet si può inoltre verificare che un'impresa esista consultando il registro della Camera di Commercio o il sito dell'Agenzia dell'entrate.


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