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Geena Davis: In difesa delle donne

Disinvolta, talentuosa, carismatica: il Premio Oscar Geena Davis ha svelato i retroscena di Hollywood al 25° compleanno del mitico “Thelma e Louise”

Gio 30 Giu 2016 | di Alessandra De Tommasi | Interviste Esclusive
Foto di 9

Accavalla le gambe lentamente, si appoggia al bracciolo della poltrona e guarda sempre dritto negli occhi l’interlocutore. È la disinvoltura l’asso nella manica del fascino di Geena Davis: Premio Oscar, moglie e mamma, sa imporsi per talento, intelligenza e savoir faire, specialmente quando ha di fronte una platea maschile per parlare di uguaglianza di genere. Proprio su questo argomento ha deciso di produrre presto un film e intanto si fa portavoce di un’organizzazione, ‘Women in Motion’, che promuove l’arte al femminile. Ne parla al Festival di Cannes in un’occasione a dir poco speciale: con l’amica Susan Sarandon celebra i 25 anni di un film iconico, “Thelma e Louise”, che ha lanciato un certo biondino all’epoca sconosciuto (Brad Pitt) e che ha scartato un suo collega dal fascino brizzolato (George Clooney) che l’ha a lungo “odiato” per avergli soffiato la parte. 

Cominciamo da una curiosità: si dice che sia stata lei a scegliere Brad Pitt, è vero?
«(Ride) Le cose sono andate così: appena l’ho visto entrare nella stanza dei provini mi ha subito colpito. Dopo tanti brunetti tutti molto simili, arriva questo ragazzotto molto in gamba. Quando mi hanno chiesto un parere dalla produzione ho risposto: “E c’è da chiederlo? Prendiamo il biondino”. A quanto pare ha funzionato».

Come reagirebbe se i suoi figli decidessero di diventare attori?
«Lo confesso: quando erano molto piccoli speravo con tutto il cuore che non avrebbero scelto il mondo dello spettacolo. La più grande non ne aveva nessuna intenzione, poi tutti hanno iniziato a chiederglielo e temo ci stia ripensando…».

“Thelma e Louise” ha fatto la storia del cinema. A lei cos’ha insegnato?
«A dire di no».

In che senso?
«All’epoca ero una personcina accondiscendente e docile, c’era qualcosa nella sceneggiatura che avrei voluto cambiare ma non me la sentivo di rompere le scatole. Invece è arrivata Susan Sarandon, ha aperto il copione a pagina uno e ha subito messo in chiaro che una certa battuta non l’avrei mai detta. Ha lasciato a bocca aperta me e tutti quelli sul set, ma ha funzionato perché ha iniziato a far cambiare l’atteggiamento nei confronti delle attrici».

Meno di un film su dieci ha una regista donna. Perché?
«Dicevano che le donne non portano gente al cinema, invece sono convinta che se ci fosse più diversità le case di produzione farebbero soldi a palate».

Quest’anno Hollywood è stata investita da una polemica sugli Oscar, criticati per essere troppo bianchi…
«Perché incolpare l’Academy di questo? Sono gli stessi film a mancare di diversità, non i candidati all’Oscar». 

Ha mai pensato a “Thelma e Louise 2”?
«Susan dice che sarebbe difficile migliorare quello che è stato, pensa si rovinerebbe la magia, a me pensare ad un franchise non dispiacerebbe affatto».

Hilary Clinton è la prima donna nella storia degli Stati Uniti ad essere nominata per la Presidenza. Lei in tv è stata il leader della Casa Bianca. Cosa ne pensa?
«Dopo la fine del telefilm è stata condotta un’indagine statistica nel pubblico da cui è emerso che oltre la metà degli spettatori guardandola si era sentita più aperta alla possibilità di una donna Presidente. A volte finzione e realtà s’incrociano. E infatti una volta ho incontrato Bill Clinton che non si perdeva un solo episodio del telefilm, mi è venuto incontro dicendomi: “Ecco il mio Presidente, di certo un Presidente migliore di me”».

Perché una donna Presidente ora?
«Forse una donna rende quella scrivania più familiare e accessibile, ma non è una novità. Persino nelle scienze forensi dopo i telefilm a tema c’è stata l’impennata d’iscrizioni all’università nei corsi di laurea simili».

Chi sono le donne forti oggi al cinema?
«Per fortuna aumentano: in un solo anno abbiamo visto in sala “Brave” e “Hunger Games” e subito dopo molte ragazze si sono iscritte a corsi di tiro con l’arco (Geena Davis è appassionata di questo sport anche a livello agonistico - ndr.). Nell’immaginario collettivo hanno avuto un impatto incredibile». 

Cinema e tv possono davvero lanciare messaggi seri, oltre che intrattenere?
«Certo, hanno il potere di cambiare o rafforzare uno status, oltre che una grande responsabilità. Lo sapevi che il protagonista di ‘Alien’ sarebbe dovuto essere un uomo? A volte basta una scelta a cambiare il corso degli eventi e a far tacere gli stereotipi». 

 


 

Il premio oscar virginia

Virginia Elizabeth Davis, in arte Geena Davis, classe ’56, Premio Oscar per “Turista per caso”, ha esordito come modella finché non ha debuttato in tv nella serie “Supercar”. Donna dei record, non solo per l’altezza (183 cm) ma anche per il quoziente intellettivo altissimo, pari a 146, ha collezionato tre divorzi, ma il quarto matrimonio sembra quello giusto: dal chirurgo plastico Reza Jarrahy ha tre figli: Alizeh (14 anni) e i gemelli Kian e Kaiis (12 anni). Tra i ruoli iconici, non solo quelli che ha collezionato, ma anche quelli rifiutati, tra cui “Basic Instinct”. Il più famoso, praticamente un cult, è in “Thelma e Louise”, che quest’anno al Festival di Cannes ha festeggiato i 25 anni assieme alla sua amica di sempre e compagna di set, il Premio Oscar Susan Sarandon. Le due attrici sono state insignite del Women in Motion Award, un premio che sancisce l’impegno delle artiste nel campo dell’arte. Geena Davis, di recente apparsa in “Grey’s Anatomy” (da ottobre disponibile su TimVision, la tv on demand di TIM), ha interpretato in tv il primo Presidente donna degli USA, in “Una donna alla casa bianca”. Tra i film più famosi ricordiamo “Beetlejuice”, “Eroe per caso” e “Ragazze vincenti”.


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