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Pantheon, segreti della luce

Il celebre tempio romano e i suoi giochi con il sole

Gio 30 Giu 2016 | di Daniele Castri | Attualità
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L’antica Roma imperiale era innamorata delle stelle. Non solo le piramidi egizie, le città messicane dei Maya o il sito inglese di Stonehenge, ma anche alcuni rinomati edifici capitolini erano pensati e costruiti per enfatizzare gli effetti prodotti dal naturale movimento del sole nella volta celeste. Si tratta dell’esito sorprendente di una approfondita campagna di studi compiuta dagli archeoastronomi Robert Hannah e Giulio Magli e dall’archeologa Marina De Franceschini. Hanno intuito, di recente, che alcuni monumenti della Città eterna rispecchiano un preciso ordine celeste. Tra questi, sicuramente il Pantheon, edificato dall’imperatore Adriano nel 123 d.C. e situato nel cuore del centro storico di Roma. Il tempio dedicato a tutte le divinità presenti, passate e future costituisce una gigantesca meridiana progettata e realizzata per creare magnificenti effetti e giochi di luce all’interno della mastodontica struttura sfruttando i raggi solari in alcuni precisi giorni dell’anno. Scoperta e spettacolo ancora sconosciuti ai più.

I GIORNI ‘MAGICI’
Il momento più importante è lo scoccare del mezzogiorno del 21 aprile, giorno in cui si festeggia la fondazione dell’Urbe, anche noto come Natale di Roma, nel corso del quale l’entrata dell’imperatore nel tempio era illuminata da uno scenografico fascio di luce che colpisce con precisione millimetrica l’intero portale d’ingresso, nella penombra ‘mistica’ del resto della struttura. Ma sorprendenti cascate di luce infiammano altre zone del Pantheon anche il 21 giugno e il 21 dicembre, giorni del solstizio d’estate e d’inverno. Cerchi solari si manifestano in tutta la loro bellezza nella ricorrenza dei due equinozi del 21 marzo e del 23 settembre. Infine, archi di luce compaiono ‘magicamente’ nel tempio romano in altri giorni dell’anno, come il 6 e 7 aprile e il 3 e 4 settembre, nel corso dei quali l’antica Roma celebrava importanti divinità. Giochi ed effetti luminosi talmente perfetti che non possono essere casuali, ma frutto di calcoli astronomici, ingegneristici e architettonici straordinariamente precisi, tanto da poter essere ammirati ancora oggi a quasi due millenni di distanza. 

IL ‘MIRACOLO’ DELLA LUCE
Il Pantheon è un capolavoro di ingegneria in cui la grandiosità delle strutture architettoniche esterne e l’ampiezza dello spazio interno si è fusa superbamente con gli scopi pubblici civili e religiosi dell’antica Roma imperiale. L’edificio è costituito da una enorme struttura circolare parzialmente chiusa sulla sommità da una immensa cupola del diametro di 43,44 metri, ancora oggi la più grande in cemento non armato mai realizzata al mondo. Supera sia la cupola di San Pietro, ampia 42,52 metri, sia la cupola del Brunelleschi di Firenze, larga 41,47 metri. La volta è stata costruita con uno spessore decrescente e materiali sempre più leggeri mano a mano che ci si avvicina verso la sommità dove è presente un foro circolare di 9 metri, più noto come ‘oculo’. Uno stratagemma utilizzato dai progettisti per evitare che la cupola, che da sola pesa oltre 5mila tonnellate, implodesse su se stessa, ma non solo. Oltre alla funzione statica, ora si è scoperto che l’oculo svolge anche una funzione legata all’archeoastronomia: gli studiosi hanno capito che in realtà questa apertura circolare, unica fonte di luce naturale all’interno del tempio, è posizionata in modo tale che il sole illumini con estrema precisione solo alcune zone dell'edificio, come il portale, da cui entrava l’imperatore, e solo in alcune ore e giorni dell’anno. La cupola rappresenta una raffigurazione simbolica della volta celeste e il suo cornicione l’equatore. 
Il sole creava il contatto diretto tra l’imperatore e il cielo e gli permetteva di rivendicare agli occhi dei concittadini la sua natura ‘divina’: ‘miracoli’… della luce. 

 


 

L’ARCHEOASTRONOMIA 
L’archeoastronomia può essere definita la scienza delle stelle e delle pietre. Studiata anche all’università, si occupa di approfondire la relazione tra l’architettura delle antiche civiltà del passato e la posizione del sole, delle stelle e della luna nella volta celeste. Se usata con le dovute cautele, può fornire importanti informazioni su tanti enigmatici monumenti del passato presenti in Italia, in Europa e nel mondo. Molti antichi manufatti manifestano tracce incontrovertibili dell’interesse dei costruttori per i movimenti dei corpi celesti. La necessità di misurare lo scorrere del tempo o ragioni di culto e fede, hanno spinto molte civiltà del passato a realizzare grandiose opere ingegneristiche ed architettoniche in modo da onorare alcuni particolari eventi astronomici o importanti ricorrenze civili o religiose. 

 


 

MERIDIANA: COS’È?
La meridiana, conosciuta anche come orologio solare, è uno strumento di misurazione del tempo basato sul rilevamento della posizione del Sole nella volta celeste. Ha origini antichissime e di solito è costituita da un palo, anche detto gnomone, che tramite l’ombra proietta su un quadrate a terra l’indicazione precisa dell’ora. Nell’antica Roma imperiale era particolarmente diffusa la meridiana sferica, di solito di piccole dimensioni, costruita affinché la luce entrasse – spiega l’archeologa Marina De Franceschini – “da un foro gnomonico unico sommitale” che proiettava sulle linee della sfera interna indicazioni sull’ora. Il Pantheon, si è scoperto solo di recente, costituisce una meridiana sferica di dimensioni… colossali!


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